<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Da vedere...</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/Contents/Item/Display/10221</link><description>Da vedere...</description><item><title>Novalesa</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/novalesa</link><description>&lt;p&gt;Novalesa &amp;egrave; un comune della val Cenischia, valle tributaria in sinistra della val di Susa, ai piedi del Colle del Moncenisio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comune ha un&amp;rsquo;altitudine di 828 metri, &amp;egrave; costituito dall&amp;rsquo;insieme &lt;span&gt;d&lt;/span&gt;&lt;span&gt;el Capoluogo e delle f&lt;/span&gt;razioni S.Anna, Villaretto, San Rocco, S.Maria, Ronelle e S.Pietro e deve la sua fama internazionale all&amp;rsquo;&lt;b&gt;abbazia benedettina dei Santi Pietro e Andrea.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Novalesa,%20Abbazia%20SS.%20Pietro%20e%20Andrea,%20Cappella%20S.%20Eldrado,%20Interno.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Novalesa, interno della Cappella di S. Eldrado.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;Sorta nel 726 per volere del governatore franco &lt;b&gt;Abbone&lt;/b&gt;, l&amp;rsquo;abbazia controllava la strada di Francia e il valico del Moncenisio, ed era un avamposto dei Franchi versi il confine con il regno dei Longobardi. L&amp;rsquo;enorme potere dell&amp;rsquo;istituzione può essere letto attraverso la ricchezza delle dotazioni e nel diritto, concesso da Carlo Magno nel 773, di eleggere liberamente l&amp;rsquo;abate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio del X secolo (tra il 906 e il 926) i monaci abbandonarono l&amp;rsquo;insediamento e &lt;b&gt;si rifugiarono a Breme&lt;/b&gt;, in Lomellina, per timore delle scorrerie saracene; tra le nefaste conseguenze di tale evento vi fu la dispersione della celebre biblioteca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La metà dell&amp;rsquo;XI secolo vide il ritorno dei Benedettini e il ripristino del complesso, così come attesta la decorazione ad affresco, situabile tra il 1096 e il 1097, della riedificata &lt;b&gt;cappella di Sant&amp;rsquo;Eldrado&lt;/b&gt;, abate dall&amp;rsquo;825 all&amp;rsquo;840, secondo il &lt;i&gt;Chronicon Novalicense&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/il-chronicon-novaliciense-la-prima-opera-estesa-forma-di-rotulo-della"&gt;IL "CHRONICON NOVALICIENSE", LA PRIMA OPERA DELLA LETTERATURA ITALIANA&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La &lt;b&gt;chiesa abbaziale&lt;/b&gt;, dopo l&amp;rsquo;abbandono del X secolo, venne rimaneggiata più volte; le attuali linee barocche si devono alla progettazione di &lt;b&gt;Antonio Bertola&lt;/b&gt; (1710-1718). Dopo la soppressione napoleonica e l&amp;rsquo;insediamento di uno stabilimento idroterapico e poi di un convitto, l&amp;rsquo;abbazia fu acquistata dalla Provincia di Torino e affidata ai Benedettini Sublacensi nel 1973. L&amp;rsquo;intero complesso è stato sottoposto a intense campagne di restauro e dal 2009 ospita il &lt;b&gt;Museo Archeologico&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domina il centro abitato di Novalesa la chiesa parrocchiale di &lt;b&gt;Santo Stefano&lt;/b&gt;. L&amp;rsquo;altare maggiore reca lo stemma di Giovanni Battista Isnardi de Castello di Caraglio, abate commendatario dell&amp;rsquo;abbazia dal 1685 al 1728, e racchiude il dipinto raffigurante il Martirio di santo Stefano, attribuibile al pittore di Cherasco Sebastiano Taricco. Tra le opere d&amp;rsquo;arte più antiche custodite nella parrocchiale si citano &lt;b&gt;l&amp;rsquo;urna reliquiario di sant&amp;rsquo;Eldrado&lt;/b&gt;, oreficeria di argentiere mosano-renano del XII secolo, e il celebre &lt;b&gt;polittico&lt;/b&gt; proveniente dall&amp;rsquo;abbazia, opera di Antoine de Lonhy e collaboratori, ritenuta di tardo Quattrocento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella chiesa si conservano inoltre cinque dipinti &lt;b&gt;donati nel 1805 da Napoleone Bonaparte&lt;/b&gt; all&amp;rsquo;ospizio del Moncenisio: la &lt;i&gt;&lt;span&gt;Deposizione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; attribuita alla bottega cremonese di Giulio Campi (XVI secolo), l&amp;rsquo;&lt;i&gt;&lt;span&gt;Adorazione dei Magi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;di scuola del &lt;span&gt;Rubens&lt;/span&gt;, l&amp;rsquo;&lt;i&gt;Adorazione dei pastori&lt;/i&gt; di François Lemoyne (1721), la &lt;i&gt;Crocifissione di san Pietro&lt;/i&gt;, copia antica dell&amp;rsquo;originale caravaggesco del 1601, la &lt;i&gt;Deposizione di Cristo dalla croce&lt;/i&gt;, replica da un originale di Dirck van Baburen (XVII secolo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri arredi sacri databili tra il XVI e il XX secolo sono inoltre ospitati nella cappella della Confraternita del Santissimo Sacramento &amp;ndash; adiacente la parrocchiale e sede del &lt;b&gt;Museo d&amp;rsquo;Arte Religiosa Alpina&lt;/b&gt; (parte integrante del Sistema Museale Diocesano).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;b&gt;Casa degli affreschi,&lt;/b&gt; recentemente recuperata dal comune, &amp;egrave; un'ex locanda medioevale che presenta in facciata affreschi con gli stemmi delle regioni europee di provenienza e di destinazione degli avventori della locanda, punto tappa della &lt;b&gt;Via Francigena. &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/novalesa%20vizi%20e%20virtù.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sin dal Medioevo infatti i viaggiatori che volevano attraversare il Colle del Moncenisio venivano assistiti dai &lt;b&gt;marron&lt;/b&gt;, guide che fungevano anche da portatori.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/i-marrons-del-moncenisio-una-storia-lunga-oltre-dieci-secoli"&gt;I MARRONS: UNA STORIA LUNGA OLTRE DIECI SECOLI&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La strada odierna, che da Susa si inerpica fino al colle per poi ridiscendere a Lanslebourg, segue fedelmente, ad eccezione della zona del lago, il tracciato dell&amp;rsquo;ottocentesca &lt;b&gt;strada napoleonica:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;lunga 37 chilometri prevedeva un&amp;rsquo;efficiente organizzazione che ne garantiva la manutenzione e l&amp;rsquo;assistenza per i viaggiatori. La sua costruzione procurò l&amp;rsquo;isolamento della Val Cenischia e i &lt;b&gt;marron&lt;/b&gt; persero la loro funzione.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 13 Dec 2018 15:14:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/novalesa</guid></item><item><title>Castello di Miradolo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/castello-di-miradolo</link><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Il Castello di Miradolo &amp;egrave; un affascinante esempio di architettura di gusto neogotico che sorge all&amp;rsquo;imbocco della Val Chisone, a 40 km circa da Torino. Grazie alla Fondazione Cosso che nei primi anni 2000 ha restituito questo bene alla comunit&amp;agrave;, all&amp;rsquo;interno del Castello vengono promossi eventi e attivit&amp;agrave; di interesse culturale e sociale. Le iniziative spaziano dagli eventi espositivi (mostre) a quelli musicali e performativi, con percorsi di approfondimento e formazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;&lt;strong&gt;La Storia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Residenza nobiliare appartenuta alle famiglie Massel di Caresana e Cacherano di Bricherasio fino al 1950, deve la sua attuale conformazione a &lt;strong&gt;Maria Elisabetta Ferrero della Marmora&lt;/strong&gt;, detta &amp;ldquo;Babet&amp;rdquo;, sposa del marchese Maurizio Massel, che negli anni Venti dell&amp;rsquo;Ottocento interviene sulla facciata del Palazzo, fa realizzare la Citroniera e la Torre rotonda dall&amp;rsquo;architetto Talucchi e trasforma il giardino all&amp;rsquo;italiana in un &lt;b&gt;parco paesaggistico di oltre 6 ettari&lt;/b&gt;, oggi riconosciuto tra i &lt;b&gt;giardini storici tutelati dalla Regione Piemonte, con esemplari unici per bellezza e importanza storica e botanica.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Con la morte dell&amp;rsquo;ultima erede Sofia, nel 1950 il Castello di Miradolo viene lasciato a una congregazione religiosa che lo adibisce a casa per esercizi spirituali e residenza estiva per anziani, effettuando una serie di interventi non rispettosi dell&amp;rsquo;impianto originario e non coerenti con la storicit&amp;agrave; del luogo. Dagli anni &amp;rsquo;90 la dimora viene abbandonata e attraversa un lungo periodo di incuria e abbandono fino al 2007, quando viene gestita dalla Fondazione Cosso che con risorse totalmente private lavora per restituire alla comunit&amp;agrave; un patrimonio storico, architettonico e naturalistico estremamente prezioso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Nata per volont&amp;agrave; di Maria Luisa Cosso Eynard e della figlia Paola, la Fondazione che ha sede nel Castello di Miradolo opera in ambiti diversi: &lt;/span&gt;&lt;b&gt;arte, musica, natura, didattica e social&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;&lt;strong&gt;e&lt;/strong&gt;, per costruire un'&lt;/span&gt;&lt;b&gt;offerta culturale ampia e di alto livello&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;, basata sulla ricerca e sulla sperimentazione, diversificata per le famiglie, le scuole, i soggetti portatori di fragilit&amp;agrave;, i visitatori di tutte le et&amp;agrave;.&lt;br /&gt;In ambito naturalistico si occupa dal 2008 del &lt;b&gt;parco storico&lt;/b&gt;, con progetti di valorizzazione, tesi a diffondere la conoscenza della natura e del paesaggio, stimolare la sensibilit&amp;agrave; verso temi come l'ecologia, la sostenibilit&amp;agrave; e il benessere dell'essere umano, in connessione con l'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Miradolo/Castello%20Miradolo_Serra%20neogotica.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Grazie alla Fondazione Cosso, il Castello di Miradolo &amp;egrave; tornato alla sua antica funzione di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;polo culturale e di laboratorio di idee&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;, rievocando il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;cenacolo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt; che, tra Ottocento e Novecento, la contessa Sofia Cacherano di Bricherasio aveva saputo creare intorno a s&amp;eacute;. La dimensione storica, oggi, viaggia di pari passo con la contemporaneit&amp;agrave;: il Castello di Miradolo &amp;egrave;, infatti, un &amp;ldquo;castello contemporaneo&amp;rdquo; non cristallizzato nel tempo storico della sua costruzione ma diventato un luogo dell&amp;rsquo;oggi, capace di calare la sua eredit&amp;agrave; storica e le abitudini di un castello nei tempi contemporanei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Le attivit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Arte: &lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Le mostre organizzate dalla Fondazione Cosso sono il frutto di inediti progetti di ricerca e di studio che nascono dal confronto con le visioni di curatori e collaboratori di cui la Fondazione si avvale per curare ogni aspetto: allestimento, testi espografici, progetto luci, installazione musicale, servizio di audio guide&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Musica:&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt; Il progetto artistico &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Avant-derni&amp;egrave;re pens&amp;eacute;e&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt; nasce nel 2009, da un&amp;rsquo;idea di Roberto Galimberti, e da allora ha il proprio centro di ricerca e sperimentazione al Castello di Miradolo.Le &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;performance&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt; si plasmano sugli spazi del Castello di Miradolo e del suo Parco, in connessione con la storia del luogo, le sue bellezze, i progetti espositivi allestiti nelle sale storiche. Per questo i&lt;/span&gt;&lt;b&gt; Concerti &lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;presentati dalla Fondazione Cosso sono unici e non vengono ripetuti altrove: non ne &amp;egrave; conservata memoria se non nella testa e nel cuore degli spettatori.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Natura: &lt;span style="font-weight: 400;"&gt;un meraviglioso Parco ottocentesco, alberi maestosi e centenari, fiori delicati e meravigliosi sono il patrimonio custodito dalla Fondazione che organizza incontri, convegni e seminari, aperti a tutti, sviluppando collaborazioni sul territorio e iniziative formative.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sociale&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;: sono numerose le collaborazioni in ambito sociale promosse dalla Fondazione che partecipa a progetti di ricerca finalizzati al miglioramento della qualit&amp;agrave; della vita tramite l&amp;rsquo;avvicinamento all&amp;rsquo;arte e alla natura, nelle loro diverse forme di espressione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;&lt;strong&gt;Attivit&amp;agrave; didattiche per scuole e famiglie&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description><pubDate>Sat, 02 Jul 2022 10:32:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/castello-di-miradolo</guid></item><item><title>Cappella di Horres</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-sandrea-e-s-giacomo-horres-bardonecchia</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Cappella dei SS. Andrea e Giacomo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si trova oltre la frazione Millaures, in localit&amp;agrave; &lt;strong&gt;Horres&lt;/strong&gt; (comune di Bardonecchia), ai margini di un alpeggio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Citata nei documenti a partire dal 1646, si pensa che la sua costruzione risalga al XV secolo. Presenta, sia all'interno che all'esterno, suggestivi affreschi realizzati da tre diversi artisti che operarono tra la fine del XV e il primo quarto del XVI secolo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esternamente &amp;egrave; ancora possibile ammirare la Cavalcata dei Vizi e delle Virt&amp;ugrave;, a cui si sovrappone la raffigurazione dei Santi Pietro e Andrea. Nell'affresco i vizi sono rappresentati da uomini e donne che cavalcano bestie allegoriche, legati al collo da una catena.&amp;nbsp;All'interno sono invece presenti le scene della vita dei SS. Giacomo e Andrea, la Messa di S. Gregorio, S. Giorgio che uccide il drago, S. Lucia e S. Antonio da Padova.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;Apertura: luglio: ultima domenica 15.30-18; agosto: tutte le domeniche 15.30-18; durante l'anno visite guidate su richiesta. Su prenotazione per gruppi e scuole.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: tel. 0122/622640 - 0122/902612 -&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:museo@centroculturalediocesano.it"&gt;museo@cenroculturalediocesano.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@prolocobardonecchia.it"&gt;info@prolocobardonecchia.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.centroculturalediocesano.it/"&gt;www.centroculturalediocesano.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 16 Nov 2018 10:24:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-sandrea-e-s-giacomo-horres-bardonecchia</guid></item><item><title>Rubiana</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/rubiana</link><description>&lt;p&gt;Rubiana &amp;egrave; un comune di &lt;b&gt;circa 2500 abitant&lt;/b&gt;i posto in un ampio anfiteatro montuoso sulla sinistra della Dora Riparia. Il territorio &amp;egrave; compreso tra il monte Curt, il Santuario della Bassa, il Colle del Lys, il monte Rognoso, il Monte Civrari, il Monte Sapei e Rocca Sella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le abitazioni sono sparse sul territorio in circa 100 borgate suddivise tra il Capoluogo e le Frazioni di &lt;strong&gt;Favella e Mompellato&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strada provinciale che da Almese sale al Colle del Lys attraversa il paese e mette &lt;b&gt;in collegamento la Valle di Susa con le Valli di Lanzo&lt;/b&gt;. Il clima e la vicinanza con Torino hanno fatto di Rubiana un centro di villeggiatura estiva, oltre che meta turistica per il week-end, con notevoli possibilit&amp;agrave; di passeggiate ed escursioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La valle &amp;egrave; attraversata dal &lt;b&gt;Torrente Messa,&lt;/b&gt; alimentato dai numerosi affluenti laterali; esso fornisce ancora oggi acqua ad alcune delle "Bealere" di irrigazione realizzate nei secoli scorsi dai rubianesi, oltre ai "Mulini dei cereali" ormai in disuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le glaciazioni hanno lasciato tracce nell'erosione del terreno, nella formazione di una collina morenica verso sud e di piccoli cocuzzoli rocciosi sparsi sul territorio detti &lt;b&gt;"Mollar"&lt;/b&gt; (Fornero, Brunatto, Mic&amp;egrave;, Mag&amp;ograve;, Pertica, ecc.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Mompellato.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Frazione Mompellato in una cartolina d'epoca.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rubiana appare la prima volta su un documento &lt;b&gt;dell'anno 1029&lt;/b&gt;, quando il Marchese Manfredi di Torino e la moglie Berta fecero dono di questa terra all'Abbazia di San Giusto in Susa, perci&amp;ograve; a quell'epoca Rubiana era gi&amp;agrave; una pieve fiorente, degna di comparire, insieme ad altri paesi della valle, nell'elenco di una donazione. Era soggetta al controllo del castellano che risiedeva nel castello di San Mauro, presso Almese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le ricerche storiche ci dicono che i primi abitanti della valle furono i Liguri, poi subentrarono i Celti o Gallo-Celti, popolazioni che prima di subire l'influsso romano e poi cristiano, adoravano le divinit&amp;agrave; delle foreste dove si recavano a compiere atti di culto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il toponimo &lt;b&gt;"Rubiana" &lt;/b&gt;potrebbe derivare dal nome di una delle divinit&amp;agrave; dei Celti, il dio Arubianus, o dal latino ruber, rosso, dal colore rossastro del terreno dovuto alla massiccia &lt;b&gt;presenza di ferro:&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;nella storia del paese nei secoli XVI e XVII si fa cenno ad &lt;b&gt;un'intensa attivit&amp;agrave; estrattiva &lt;/b&gt;nelle zone del Monte Arpon, con trasporto per mezzo di muli lungo il rio del Ferro fino al Fornello.&lt;br /&gt;In questa borgata il minerale veniva ridotto a ferro per mezzo del carbone di legna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La produzione di carbone di legna &amp;egrave; stata un'altra delle risorse naturali di Rubiana fino all'ottocento; anch'esso veniva trasportato con carri e venduto sui mercati di citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 1414 Rubiana dipender&amp;agrave; dal potere dei monaci di Susa fino alla soppressione dell'Abbazia, avvenuta nel 1786, anche perch&amp;egrave; il paese fa parte della castellania abbaziale di San Mauro che comprende anche San Mauro e Almese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 2 luglio 1944 Rubiana fece da teatro agli aspri &lt;b&gt;scontri tra i nazi-fascisti e i partigiani&lt;/b&gt; della 17a Brigata Garibaldi, ricordati nell&amp;rsquo;Ecomuseo della Resistenza al colle del Lys e nel monumento che li ricorda assieme a quelle di tutta la Valle di Susa e della Val Sangone&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Leggi anche:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/appuntamenti/il-2-luglio-1944-leccidio-del-colle-del-lys-cui-morirono-32-partigiani"&gt;Il 2 luglio 1944 l'eccidio del Colle del Lys, in cui morirono 32 partigiani&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/Rubiana%20cartolina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;la chiesa parrocchiale in una cartolina d'epoca.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;impianto attuale della &lt;b&gt;parrocchiale di Sant&amp;rsquo;Egidio&lt;/b&gt; potrebbe risalire al 1726, ma fu ulteriormente rimaneggiato nel corso del XIX secolo; venne consacrata nel 1769. Della chiesa preesistente resta il campanile romanico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sullo spartiacque tra Val della Torre e Rubiana, in frazione Mompellato, si trova il santuario della &lt;b&gt;Madonna della Bassa&lt;/b&gt;, edificato sul sito di un pilone sorto nel 1714: la statua mariana che in esso si venera venne offerta da Lorenzo Nicol, miracolato dalla Vergine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Villa Tabusso&lt;/b&gt; &amp;egrave; stata progettata dal l'ingegner Pino nel 1906. Durante una gita in calesse in Val di Susa, Alfredo Tabusso la compr&amp;ograve; nel 1927, da allora la casa &amp;egrave; stata sempre della famiglia che &amp;egrave; sfollata a Rubiana in tempo di guerra e durante questo periodo il pittore &lt;strong&gt;Francesco Tabusso&lt;/strong&gt;, allora adolescente, impar&amp;ograve; a conoscere la natura, le piante, gli animali e i contadini che avrebbe poi dipinto nei suoi quadri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/La-villa-Tabusso-a-Rubiana.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo la guerra e il ritorno a Torino la casa &amp;egrave; stata residenza estiva della famiglia e li ogni estate il pittore lavorava nel suo studio all'ultimo piano. Ha sempre frequentato i boschi e le borgate intorno a Rubiana, come prima di lui, fece il suo maestro Felice Casorati (a cui &amp;egrave; anche intitolato l'asilo comunale).&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 27 Nov 2024 16:54:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/rubiana</guid></item><item><title>Borgata Villard (Oulx)</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/borgata-villard-oulx</link><description>&lt;p class="p1"&gt;Il &lt;strong&gt;Villard&lt;/strong&gt; &amp;egrave; una borgata posta a quota 1359 metri, a 3 km dall'autostrada del Frejus. &amp;Egrave; composta da un gruppo di case, una scuola, una cappella, un forno ed un'antica fontana. Vi si giunge da &lt;strong&gt;Costans&lt;/strong&gt; e da &lt;strong&gt;Royeres&lt;/strong&gt;, costeggiando i cantieri dell'autostrada e tagliando per i prati.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;I primi insediamenti risalgono al XV secolo; il paese si ampli&amp;ograve; poi nel 1600, aumentando la popolazione durante la peste che dilagava nel fondovalle. Alcune case furono restaurate ed ampliate intorno al 1800.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;I locali risultavano cos&amp;igrave; costituiti: l'ingresso &lt;i&gt;(cu)&lt;/i&gt;, la cucina &lt;i&gt;(kusine)&lt;/i&gt;, la stalla &lt;i&gt;(&amp;eacute;table)&lt;/i&gt;, e il fienile &lt;i&gt;(grange).&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Al primo piano &lt;/b&gt;troviamo la parte abitabile della cucina e, vicino un piccolo locale interrato, privo di finestre, la cantina o &lt;i&gt;crutin&lt;/i&gt;, per il formaggio e il latte. Dall'altro lato si trova la stalla destinata ai bovini, agli ovini e alle galline; i maiali, per ovvi motivi, erano a parte.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Al livello superiore si trovano &lt;b&gt;le camere da letto&lt;/b&gt; (solo nelle abitazioni pi&amp;ugrave; signorili, in molti alpeggi era la stalla ad essere adibita a questo uso) e il fienile per la conservazione dei prodotti agricoli.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ci&amp;ograve; che di primo acchito pu&amp;ograve; sorprendere in un paesino cos&amp;igrave; piccolo &amp;egrave; &lt;b&gt;la presenza di una scuola&lt;/b&gt;. Tuttavia non ci si deve stupire, perch&amp;eacute; fin dal 1700 il livello di istruzione delle vallate soggette al Delfinato era decisamente superiore a quello delle zone di fondovalle e di pianura soggette ai Savoia: non esisteva la scuola di Stato, ma i capi famiglia pi&amp;ugrave; facoltosi stipendiavano i maestri per istruire i figli durante l'inverno. La frazione pot&amp;egrave; avere un proprio insegnante stabile a partire dall'&lt;b&gt;anno scolastico 1862-63&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-10/01%20forno%20del%20Villard.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Il forno comune di Villard.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p class="p1"&gt;Sul versante religioso, &lt;b&gt;la cappella dedicata a Sant'Antonio&lt;/b&gt; fu costruita nel 1685, ma dal punto di vista artistico non denota nulla di particolare.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ci&amp;ograve; che al contrario attrae l'attenzione del visitatore &amp;egrave; una costruzione molto ben conservata in fondo al paese: &lt;b&gt;il forno&lt;/b&gt; che porta la data del 1829, forse uno dei vari dei restauri.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La struttura &amp;egrave; comune a tutti i forni della valle: una casetta aperta dal tetto a lose; a fianco dei muri laterali sono infissi due tronchi verticali che sostengono dei pioli, a distanza di 30 centimetri uno dall'altro, dove venivano posate le tavole di larice sulle quali si disponeva il pane. Sul fondo si trovano le bocche dei due forni: il principale era detto il &lt;strong&gt;"gran fu"&lt;/strong&gt; ed &amp;egrave; costruito unicamente in pietra.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 02 Nov 2023 16:48:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/borgata-villard-oulx</guid></item><item><title>Cappella di San Sebastiano</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-san-sebastiano-giaveno</link><description>&lt;p&gt;Addossata al muro di cinta del camposanto, presenta linee architettoniche semplici, con due piccole finestre ai lati della porta d&amp;rsquo;ingresso, sormontata da un rosone. A fianco vi &amp;egrave; una piccola sacrestia, dalla quale successivamente si eresse il basso campanile in mattoni rossi.&lt;br /&gt;Se &amp;egrave; necessario attendere il 1689 per rintracciare la prima testimonianza documentaria che attesti l&amp;rsquo;esistenza della cappella, il recente ritrovamento degli affreschi quattrocenteschi posti nell&amp;rsquo;area presbiteriale rende San Sebastiano &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;edificio religioso esistente pi&amp;ugrave; antico di Giaveno.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;occasione della scoperta del ciclo si deve alla volont&amp;agrave; della comunit&amp;agrave; locale di far restaurare la pala d&amp;rsquo;altare settecentesca. Rimossa la tela &amp;egrave; fortunosamente emersa la &lt;strong&gt;Madonna col Bambino&lt;/strong&gt;, risparmiata alle imbiancature seicentesche. Successivi interventi di restauro hanno permesso di recuperare le scene del Martirio di Marco e Marcellino, La decollazione di Tiburzio, San Sebastiano tradotto davanti all'imperatore Diocleziano, San Sebastiano ucciso a colpi di bastone, San Sebastiano appare alla nobile romana Lucina&amp;nbsp;(maggiori informazioni su&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.cittaecattedrali.it/"&gt;&lt;strong&gt;Citt&amp;agrave; e Cattedrali&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cappella &amp;egrave; dotata del sistema&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"Chiese a porte aperte"&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;di apertura e narrazione automatizzata.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scopri di pi&amp;ugrave;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="/blog/valle-di-susa/chiese-porte-aperte-il-territorio-apre-i-beni-culturali-con-un-click"&gt;&lt;strong&gt;"Chiese a porte aperte": il territorio apre i beni culturali. Con un click&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Tue, 01 Sep 2020 11:40:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-san-sebastiano-giaveno</guid></item><item><title>Museo Etnografico</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/museo-etnografico-di-novalesa</link><description>&lt;p&gt;Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Museo Etnografico di Novalesa&lt;/strong&gt;, racconta attraverso gli strumenti di lavoro, le suppellettili e altri oggetti legati alla vita quotidiana, le vicende e le tradizioni antiche degli abitanti della Val Cenischia. Il museo si sviluppa su due piani, riproducendo la sistemazione di una tipica casa contadina: al piano terreno sono raccolti gli strumenti per le attivit&amp;agrave; agricole ed artigianali (allevamento, coltivazione di cereali e viticoltura, artigianato del legno e del ferro), mentre al primo piano sono ricostruite la cucina, la camera da letto e la stanza dedicata ai lavori che venivano realizzati in casa, come la cardatura e filatura della lana e la produzione di latticini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: Comune di Novalesa - tel. 0122.653333 - 347.5519657 -&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.comune.novalesa.to.it/"&gt;www.comune.novalesa.to.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 17 Jul 2018 19:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/museo-etnografico-di-novalesa</guid></item><item><title>Mattie </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/mattie</link><description>&lt;p&gt;Inserito in uno splendido contesto rurale alpino, &lt;strong&gt;Mattie&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un piccolo comune della Valle di Susa, confinante con Bussoleno, Susa, Meana. Circondato da boschi di castagni, si costituisce di alcune borgate di case in pietra e si distingue, tra le altre cose, per le antichissime fontane &lt;em&gt;(bacias&lt;/em&gt;) presenti sul suo territorio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I rinvenimenti di manufatti di pietra scheggiata&amp;nbsp;fanno pensare che il paese fosse abitato fin da tempi immemorabili; quello che &amp;egrave; certo, &amp;egrave; che all'epoca medievale risale il bellissimo Castello o &lt;strong&gt;Casaforte di Mattie&lt;/strong&gt;: datato intorno al XIV secolo, spicca su un'altura rocciosa con una vista dominante sulla Valle di Susa. Era dimora di famiglie nobiliari locali, tra queste i "&lt;em&gt;Fargiulli&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non lontano sorgono inoltre la &lt;strong&gt;Cappella di Santa Margherita&lt;/strong&gt; (i primi riferimenti risalgono al 1250) e la &lt;strong&gt;Torre della Giustizia&lt;/strong&gt;, antica prigione ormai rudere. L'arte e la storia di Mattie si ritrovano anche nelle borgate, ognuna di esse caratterizzata da piccole cappelle dedicate ai santi e piloni votivi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'immagine di copertina &amp;egrave; di Carlo Ravetto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 15 Apr 2019 09:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/mattie</guid></item><item><title>Cappella di Chaffaux</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-s-maria-maddalena-e-s-caterina-dalessandria-chaffaux-bardonecchia</link><description>&lt;p&gt;La cappella risale alla prima met&amp;agrave; del '400. All'interno sono presenti affreschi cinquecenteschi relativi alle storie della vita e del marito di Santa Caterina d'Alessandria. In alcuni riquadri della parete absidale sono inoltre rappresentati Santa Maria Maddalena e San Francesco con il saio e le stigmate, sul basamento dell'altare la Veronica.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apertura: luglio: ultima domenica 15.30-18; agosto: tutte le domeniche 15.30-18; durante l'anno visite guidate su richiesta.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazioni: tel. 0122/622640 -&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:museo@centroculturalediocesano.it"&gt;museo@cenroculturalediocesano.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@prolocobardonecchia.it"&gt;info@prolocobardonecchia.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp; -&lt;a href="http://www.centroculturalediocesano.it/"&gt;www.centroculturalediocesano.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 16 Nov 2018 10:44:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/cappella-di-s-maria-maddalena-e-s-caterina-dalessandria-chaffaux-bardonecchia</guid></item><item><title>Valle Stretta</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/valle-stretta</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Valle Stretta&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Vall&amp;eacute;e &lt;/em&gt;&lt;i&gt;&amp;Eacute;troite&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in francese) &amp;egrave; una valle franco-italiana&amp;nbsp;facente geograficamente parte della Valle di Susa; la zona superiore del suo territorio &amp;egrave; per&amp;ograve; stata annessa alla Francia in seguito al &lt;strong&gt;trattato di pace del 1947&lt;/strong&gt;. Nonostante l'amministrazione francese, segnaletica e rete telefonica rimangono tuttora italiane.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra boschi di pini scorre il fresco &lt;strong&gt;Rio di Valle Stretta&lt;/strong&gt;, affluente della Dora di Bardonecchia e, tra ghiaioni e larici, si nasconde il &lt;a href="/natura-ed-escursionismo/lago-verde"&gt;&lt;strong&gt;Lago Verde&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, splendido laghetto montano dal caratteristico colore verde (ghiacciato in inverno). Termina con il Colle di Valle Stretta, che la mette in comunicazione con Modane e la Maurienne.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adatta a passeggiate ed escursioni anche &lt;strong&gt;in inverno &lt;/strong&gt;(alcuni percorsi sono battuti e percorribili facilmente con gli scarponi), &amp;egrave; raggiungibile in auto da Bardonecchia.&amp;nbsp;Vi consigliamo di lasciare la macchina nel parcheggio di fronte al campeggio&lt;strong&gt; Pian del Colle&lt;/strong&gt; (Melezet) e di addentrarvi a piedi negli&amp;nbsp;splendidi paesaggi innevati, costeggiando in un primo tempo la strada che conduce al Colle della Scala e successivamente seguendo le indicazioni per i rifugi Re Magi&amp;nbsp;(1.769 m) e Terzo Alpini&amp;nbsp;(1.780 m).&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sat, 08 Dec 2018 17:29:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/valle-stretta</guid></item><item><title>Villar Focchiardo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/villar-focchiardo</link><description>&lt;p&gt;All'imbocco del Vallone del Gravio e sulla destra orografica della Valle di Susa&amp;nbsp;si colloca &lt;strong&gt;Villar Focchiardo&lt;/strong&gt;, la cui denominazione&amp;nbsp;si pensa derivi da &lt;em&gt;Villar&lt;/em&gt;, piccola villa, e&lt;em&gt; Fuciard&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Fouchard&lt;/em&gt;, nome di un vassallo in lingua tedesca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il suo insediamento, composto da numerose borgate, pervenne in feudo ai visconti di Baratonia, cui si deve nell'XI secolo la costruzione della casaforte nominata il&lt;strong&gt; Palais&lt;/strong&gt;. Nell'area pianeggiante che si costeggia percorrendo la S.S. 24, in Borgata &lt;strong&gt;Giaconera&lt;/strong&gt;, sorgono i resti della cascina omonima e la cascina fortificata &lt;strong&gt;Roland&lt;/strong&gt;. Di grande interesse storico e artistico sono anche la&lt;strong&gt; Certosa di Montebenedetto&lt;/strong&gt;, edificata sul finire del XII secolo a 1100 metri di altezza e abbandonata nel XVI secolo, la &lt;strong&gt;Certosa di Banda&lt;/strong&gt;, utilizzata tra XVI e XVII secolo, a una quota di circa 600 metri di altezza e&amp;nbsp;il &lt;strong&gt;Castello dei conti Carroccio&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista naturalistico, gran parte delle aree ad alta quota sono comprese all'interno del &lt;strong&gt;Parco Orsiera Rocciavr&amp;egrave;&lt;/strong&gt;, da esplorare attraverso sentieri escursionistici, come il Sentiero dei Franchi, che passando per la bella localit&amp;agrave; di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pian dell'Orso &lt;/strong&gt;raggiunge la Sacra di San Michele.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molto diffusa sul territorio di Villar Focchiardo &amp;egrave; la castanicoltura, praticata sin dal Medioevo. La fama dei suoi marroni varca i confini della Valle di Susa anche grazie all'organizzazione dell'importante &lt;strong&gt;Sagra del Marrone&lt;/strong&gt;, ogni anno il terzo fine settimana di ottobre.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 20 Dec 2018 15:31:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/villar-focchiardo</guid></item><item><title>Colle dell'Assietta </title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/colle-e-strada-dellassietta</link><description>&lt;p&gt;Vero e proprio museo a cielo aperto della storia delle fortificazioni di montagna, la &lt;strong&gt;Strada dell'Assietta&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un percorso di alta quota (oltre i 2.000 metri) di&amp;nbsp;circa 30 chilometri.&amp;nbsp;Si snoda&amp;nbsp;lungo tutto il crinale montuoso che separa la Val Chisone dalla Valle di Susa, collegando la localit&amp;agrave; di Pian dell'Alpe (Usseaux) con il Monte Fraiteve (Sestriere).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venne costruita per poter raggiungere e proteggere le opere militari poste nella zona del &lt;strong&gt;Colle dell'Assietta&lt;/strong&gt; e della vicina &lt;strong&gt;Testa dell'Assietta&lt;/strong&gt;: tra&amp;nbsp;queste spicca particolarmente il &lt;strong&gt;Forte del Gran Serin&lt;/strong&gt;, che pu&amp;ograve; essere raggiunto esclusivamente a piedi, in quanto la strada &amp;egrave; chiusa al traffico. Fu proprio sulla Testa dell'Assietta (2.566) che ebbe luogo la famosa Battaglia del 19 luglio 1747 nella quale le truppe sabaude, nonostante in netta inferiorit&amp;agrave; numerica, bloccarono e sconfissero gli invasori francesi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/07-18 Il mito dell'Assietta - Claudio Allais_0.jpg" border="0" alt="Assietta, rievocazione storica" data-entity-type="file" data-entity-uuid="390be0c8-6555-4384-ad81-0d1ee766ac77" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il reticolo di&lt;strong&gt;&amp;nbsp;trinceramenti, strade e fortini realizzati in quota,&lt;/strong&gt; sul crinale tra le Valli della Dora e del Chisone, &amp;egrave; da considerarsi il patrimonio pi&amp;ugrave; consistente e prezioso delle fortificazioni cosiddette &amp;ldquo;alla moderna&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le fortificazioni, coordinate con la piazzaforte di Exilles e con il poderoso vallo di Fenestrelle, furono teatro dell&amp;rsquo;epica resistenza sabauda del 1747. I trinceramenti in terra e pietra sono tuttora in parte riconoscibili e visitabili con itinerari escursionistici, ma necessitano di interventi di tutela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; volte rimaneggiata nel corso dei secoli, la strada&amp;nbsp;&amp;egrave; percorribile in moto, in auto, in mountain bike e a piedi (di solito da&amp;nbsp;giugno a novembre, secondo le condizioni della neve). Fa inoltre parte del &lt;strong&gt;Parco delle Alpi Cozie&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&lt;/strong&gt; Dal sito Alps Moto Tours&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.alpsmoto.tours/colle-delle-finestre-strada-dellassietta/" ping="/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;rct=j&amp;amp;url=http://www.alpsmoto.tours/colle-delle-finestre-strada-dellassietta/&amp;amp;ved=2ahUKEwiWsP21r-jgAhWE-qQKHZgcATEQFjABegQIDxAB"&gt;Colle delle Finestre &amp;ndash; Strada dell'Assietta - Alps Moto Tours&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Thu, 27 Dec 2018 11:59:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/colle-e-strada-dellassietta</guid></item><item><title>Colle della Scala</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-della-scala</link><description>&lt;p class="p1"&gt;Il &lt;b&gt;&lt;i&gt;Collem Scalae,&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; con i suoi 1762 m, &amp;egrave; &lt;b&gt;il valico pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;basso&amp;rdquo; che congiunge l'Italia con la Francia &lt;/b&gt;lungo tutta la catena delle Alpi Occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Pur essendo il collegamento pi&amp;ugrave; agevole tra Bardonecchia e la Francia &amp;egrave; sempre passato in secondo piano rispetto ai vicini colli del Moncenisio e del Monginevro; nel Medioevo veniva utilizzato &lt;b&gt;dai viaggiatori che non volevano pagare il pedaggio&lt;/b&gt; che veniva praticato sui colli principali.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ripido e selvaggio sul versante italiano, &amp;egrave; dolce e verdeggiante su quello francese, un&amp;rsquo;ampia e lunga sella prativa compresa tra la ferrigna &lt;b&gt;Guglia Rossa&lt;/b&gt; (2545 m) e la costiera della &lt;b&gt;Cima della Sueur&lt;/b&gt; (2665 m).&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Fino alla seconda guerra mondiale ha segnato il confine tra Italia e Francia. Oggi &amp;egrave; totalmente in territorio francese e da maggio a novembre, compatibilmente con la quantit&amp;agrave; di neve presente, mette in &lt;b&gt;comunicazione Bardonecchia&lt;/b&gt; e la valle Stretta con &lt;b&gt;Brian&amp;ccedil;on&lt;/b&gt;, attraverso la valle della Clar&amp;eacute;e.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Gli italiani negli anni trenta lo avevano fortificato denominando il sistema di fortificazioni "Caposaldo Scala". Inoltre avevano costruito una teleferica che dal Pian del Colle portava i materiali fino al colle.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;L&amp;rsquo;apertura della strada carrozzabile, allora non asfaltata, risale al 1964. Il primo ad intuire la necessit&amp;agrave; di ampliare la mulattiera esistente fu &lt;b&gt;Mauro Amprimo&lt;/b&gt;, sindaco di Bardonecchia, il quale si adoper&amp;ograve; per superare le difficolt&amp;agrave; e la diffidenza delle autorit&amp;agrave; militari nel periodo post-bellico. Rivolgendosi ai sindaci dei paesi della valle della Clar&amp;eacute;e, ben consci della possibilit&amp;agrave; di sfruttare turisticamente la loro vallata, in tempi relativamente brevi riusc&amp;igrave; a interessare i governi centrali e le Camere di Commercio della regione di frontiera, cosicch&amp;eacute; un primo progetto venne approvato nel 1961.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/18.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Da parte italiana, tra i primi finanziatori dell&amp;rsquo;impresa risulta la societ&amp;agrave; degli impianti sciistici di Bardonecchia e di Melezet. L&amp;rsquo;accordo tra i tecnici italiani e francesi fu definitivamente sanzionato nel 1964, ma il progetto prevedeva una pendenza massima del tracciato del 6%, con un raggio minimo di curvatura dei tornanti di 14 m. Se si considera che la pendenza naturale del terreno sul versante italiano &amp;egrave; pari al 90%, si comprender&amp;agrave; la difficolt&amp;agrave; di realizzazione di tale richiesta e l&amp;rsquo;inevitabile prolungamento dei lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La strada si allaccia alla vecchia strada della valle Stretta, 200 m a monte della diga delle Sette Fontane, a quota 1508, 2.5 km dalla sbarra di confine di Melezet. Lo sviluppo della strada su sette tornanti &amp;egrave; di 5 km fino al colle, che raggiunge attraverso due tunnel, di 46 e 30 m, costruiti &lt;b&gt;nei pressi della vecchia scala&lt;/b&gt; da cui il colle traeva la sua denominazione.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il costo dei lavori, iniziati nel 1964, fu di &lt;b&gt;8000 ore lavorative&lt;/b&gt;, 3120 ore di pala meccanica, 560 ore di escavazione, 2000 ore di compressori e martelli perforatori e circa 1300 kg di esplosivi. Il tutto per una spesa complessiva di 70 milioni circa, pari a 14.000 lire al metro.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/01%20caserma.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Poco prima dei due tunnel vale la pena &lt;b&gt;visitare una caserma abbandonata&lt;/b&gt;, sopra il curvone: si posteggia l&amp;rsquo;auto all&amp;rsquo;inizio del rettilineo che precede i tunnel, si prende un sentierino che sale diritto nel bosco, ma che con pochi metri di dislivello conduce a una caserma che, forse perch&amp;eacute; nascosta, conserva ancora affreschi militari autentici e ben leggibili, testimonianza storica della retorica fascista.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/03%20dipinti.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/POI/04%20sciatore.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 15:01:54 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/colle-della-scala</guid></item><item><title>“Mirage”, una sfera sui Monti della Luna</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/mirage-una-sfera-ai-monti-della-luna</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Mirage&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un&amp;rsquo;opera dell&amp;rsquo;artista &lt;b&gt;Emanuele Marullo,&lt;/b&gt; realizzata con la collaborazione di &lt;b&gt;Silvia Cioni&lt;/b&gt; ed installata al Col Saurel, 2.391 metri sul livello del mare, nella zona dei Monti della Luna sopra una vedetta militare dismessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'opera, una sfera che rappresenta la Luna realizzata in lamelle di bamb&amp;ugrave;, posizionata dove un tempo c&amp;rsquo;era un avamposto dell&amp;rsquo;esercito, rappresenta&amp;nbsp;&lt;strong&gt;un simbolo di rinascita&lt;/strong&gt; che &amp;ldquo;&lt;i&gt;vorrebbe mettere a valore ci&amp;ograve; che ormai si presenta come macerie. Costruire sulle fondamenta di un ex avamposto militare &amp;egrave; simbolo di rinascita. La sfera, volutamente effimera, &amp;egrave; stata concepita con l'idea di innesto che rispetti l'ambiente e il paesaggio&amp;rdquo;. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;i&gt;I Monti della Luna sono un paradiso per gli amanti della montagna e questa realizzazione&lt;/i&gt; - afferma &lt;strong&gt;Silvia Cioni&lt;/strong&gt; - &lt;i&gt;vuole fare da apripista a una visione pi&amp;ugrave; ampia. Un&amp;rsquo;opera nata con l&amp;rsquo;intento di trasformare questi luoghi in una meta culturale di cui protagonista &amp;egrave; la natura, che ci permett&lt;/i&gt;&lt;i&gt;a&lt;/i&gt;&lt;i&gt; di considerare il mondo da un punto di vista sempre nuovo e &lt;/i&gt;&lt;i&gt;di &lt;/i&gt;&lt;i&gt;offrire un&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;avanguardia che unisca arte contemporanea e paesaggio&amp;rdquo;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Mirage,%20Col%20Saurel%20-%20Claudio%20Gaijin.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Foto di Claudio Gaijin&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea di portare le opere d&amp;rsquo;arte in alta quota &amp;egrave; dell&amp;rsquo;associazione &lt;b&gt;Montiluna&lt;/b&gt;, attraverso il progetto &lt;b&gt;LunArt&lt;/b&gt; promosso da &lt;b&gt;Tiziano Quarenghi.&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Imprenditore parigino di origini italiane, appassionato d&amp;rsquo;arte, da anni si &amp;egrave; stabilito in Alta Valle di Susa. Un suo antenato, Giacomo Quarenghi, bergamasco, fu architetto alla corte di Caterina la Grande in Russia, per la quale tra il 1782 e il 1785 costru&amp;igrave; il teatro dell&amp;rsquo;Ermitage a San Pietroburgo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Emanuele Marullo e Silvia Cioni &lt;/b&gt;sono cofondatori del collettivo artistico BASTIONE, un circolo di artisti con cui hanno sperimentato la condivisione e l&amp;rsquo;attivazione di uno spazio pubblico e l&amp;rsquo;idea di intervento urbano nel contesto del Garittone nei Giardini Reali di Torino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Sfera%20Mirage%20-%20ufficio%20del%20Turismo%20di%20Claviere.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Mirage, 2021, archetipo in lamelle di bamb&amp;ugrave; su vedetta militare dismessa, Emanuele Marullo (foto Ufficio del Turismo Claviere)&lt;/h6&gt;</description><pubDate>Mon, 23 Sep 2024 14:41:14 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/mirage-una-sfera-ai-monti-della-luna</guid></item><item><title>Chiesa di San Lorenzo a Les Arnaud</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-di-san-lorenzo-les-arnaud</link><description>&lt;p&gt;Nella seconda met&amp;agrave; del Seicento, sotto l&amp;rsquo;abbaziato di Ren&amp;eacute; de Birague, la Prevostura di Oulx vide un momento di particolare rinascita, il quale coinvolse anche le chiese da essa dipendenti. Tale rinascita si riflett&amp;eacute; anche nell&amp;rsquo;adeguamento degli altari ai dettami tridentini, mediante la creazione di scenografici retables lignei ad opera di abili carpentieri valsusini, del Delfinato e della Maurienne, che andarono ad impreziosire numerosi edifici ecclesiastici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i pi&amp;ugrave; significativi il retable dell'altare maggiore della Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo a Les Arnaud (Bardonecchia).&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 11 Jul 2018 16:35:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/chiesa-di-san-lorenzo-les-arnaud</guid></item><item><title>Dora Riparia</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/dora-riparia</link><description>&lt;p&gt;La Valle di Susa &amp;egrave; occupata dal bacino idrografico della&lt;strong&gt; Dora Riparia&lt;/strong&gt; (126 km). Il suo nome deriva dal latino &lt;em&gt;Duria minor&lt;/em&gt;, contrapposto alla &lt;em&gt;Duria Maior&lt;/em&gt; (l'odierna Dora Baltea). L'appellativo&amp;nbsp;&lt;i&gt;Riparia&lt;/i&gt;&amp;nbsp;proviene dal torrente Ripa, il suo principale ramo sorgentizio.&amp;nbsp;Essa ha infatti origine&amp;nbsp;dalla confluenza a &lt;strong&gt;Cesana&lt;/strong&gt; delle acque della &lt;em&gt;Piccola Dora&lt;/em&gt;, che sgorga presso il colle del Monginevro, con quelle della &lt;em&gt;Ripa&lt;/em&gt;, che nasce invece&amp;nbsp;in Valle Argentera, presso Sauze di Cesana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giunta ad&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Oulx&lt;/strong&gt;, la Dora&amp;nbsp;si ingrossa notevolmente&amp;nbsp;grazie all'apporto da sinistra del suo maggiore affluente d'alto corso, la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Dora di Bardonecchia&lt;/strong&gt;. Dopo aver attraversato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Susa&lt;/strong&gt; con un corso impetuoso e particolarmente copioso, scorre in direzione sud-est con andamento pi&amp;ugrave; tranquillo, bagnando &lt;strong&gt;Bussoleno&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;bassa Valle di Susa&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riceve poi solo affluenti di scarsa importanza tra i quali il Gravio di Condove, il Sessi di Caprie e il Messa di Almese. Attraversa dunque i territori dei comuni di Avigliana, Alpignano, Pianezza, Collegno andando poi a confluire nel Po a &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt;. Il suo regime &amp;egrave; di tipo nivo-pluviale, con piene tardo primaverili-estive e autunnali e magre invernali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'immagine di copertina &amp;egrave; di Bruno Andolfatto&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 13 Dec 2018 15:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/dora-riparia</guid></item><item><title>Salbertrand</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/salbertrand</link><description>&lt;p&gt;Il nome del comune appare per la prima volta nel diploma di Ottone III del 1001 come &lt;em&gt;Sala Bertae &lt;/em&gt;(composto da &lt;em&gt;sala, &lt;/em&gt;ossia "casa di campagna" e dal nome germanico&lt;em&gt; Berta)&lt;/em&gt;, per poi diventare &lt;em&gt;Salabertanum&lt;/em&gt; nei documenti inerenti ai beni donati dalla contessa Adelaide di Susa alla prevostura di Oulx (1057).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sorge sul tracciato storico della &lt;strong&gt;Via Francigena&lt;/strong&gt;, che dal Colle del Monginevro e da Oulx&amp;nbsp;si dirige&amp;nbsp;verso Exilles e Chiomonte; l'abitato, concentrato attorno all'antica strada di Francia, conserva tuttora esempi di architettura civile piuttosto pregevoli e suggestive fontane d'epoca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei pressi della strada statale si erge la &lt;strong&gt;chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp;l'edificio &amp;egrave; preceduto da un grande protiro risalente al 1563, che costituisce un esempio pressoch&amp;eacute; unico in Alta Valle di Susa.&amp;nbsp;Il paese &amp;egrave; inoltre sede del&lt;strong&gt; Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sat, 08 Dec 2018 17:48:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/salbertrand</guid></item><item><title>Valle Argentera</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/valle-argentera</link><description>&lt;p&gt;L'intero territorio della &lt;strong&gt;Valle Argentera&lt;/strong&gt; &amp;egrave; situato nel comune di &lt;strong&gt;Sauze di Cesana&lt;/strong&gt;: &amp;egrave;&amp;nbsp;solcato da un'unica strada comunale sterrata che inizia sulla SP 215 (Cesana Torinese - Sestriere) e&amp;nbsp;all'altezza del 10&amp;deg; chilometro si biforca in due valli minori: la &lt;em&gt;Valle Lunga&lt;/em&gt; in cui si trova il Rifugio Alpe Plane (2.090 m) e la &lt;em&gt;Valle del Gran Miol&lt;/em&gt;, che termina ai piedi del Gran Queyron.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave;&amp;nbsp;una &lt;strong&gt;rinomata meta per turisti e sportivi sia in estate che in inverno&lt;/strong&gt;; nella bella stagione offre escursioni e scalate&amp;nbsp;(e possibilit&amp;agrave; di campeggiare)&amp;nbsp;tra scenari incontaminati, pascoli, alpeggi e splendide cascate. Tra queste segnaliamo la &lt;strong&gt;cascata Pelvo&lt;/strong&gt;, costituita da un unico salto di circa 100 metri. In inverno invece, la Valle Argentera &amp;egrave; ambita per arrampicate e fuoripista tra le cascate ghiacciate e le alte vette. La punta pi&amp;ugrave; alta del territorio, inserita in un'imponente cornice di tremila, &amp;egrave; la &lt;strong&gt;Ramiere&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(3.303 m).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra rocce e arbusteti trovano il loro habitat naturale la Pernice bianca, il Fagiano di monte e la Coturnice. Pur non essendo dotata di importanti vie di comunicazione, in passato la Valle Argentera &amp;egrave; stata attraversata da &lt;strong&gt;contrabbandieri di sale&lt;/strong&gt; tra Italia e Francia: a&amp;nbsp;testimonianza di questa attivit&amp;agrave; si notano numerosi ruderi di fortificazioni ormai abbandonate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'immagine di copertina &amp;egrave; di Yari Ghidone&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 12 Dec 2018 17:00:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/natura-ed-escursionismo/valle-argentera</guid></item><item><title>Briançon</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/briancon</link><description>&lt;p&gt;Ai piedi del Colle dell'Izoard ed al di l&amp;agrave; del Monginevro si trova &lt;b&gt;Brian&amp;ccedil;on&lt;/b&gt;, cittadina francese da sempre teatro di scambi culturali, passaggi e spostamenti verso l'Italia, la Provenza, il Queyras, l'Is&amp;egrave;re e la Drome.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capitale della &lt;b&gt;Repubblica degli Escartons&lt;/b&gt;, territori montani del dipartimento francese delle Hautes-Alpes, dell&amp;rsquo;Alta valle di Susa e delle valli cuneesi che dal 1343 al 1789 hanno goduto di un privilegiato statuto fiscale e politico, Brian&amp;ccedil;on deve le sue opere maestose ed imponenti a &lt;b&gt;Vauban&lt;/b&gt; , ingegnere militare di Luigi XIV, che nel 1700 fortific&amp;ograve; la citt&amp;agrave; per migliorarne la difesa. A seguito delle incursioni del Duca di Savoia, Vauban stabil&amp;igrave; la costruzione di possenti mura attorno alla Vieille Ville e dei Forti Salettes, Trois T&amp;ecirc;tes, Dauphin e Randouillet.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/b1 salendo al fort des tetes.jpg" border="0" alt="Salendo al Fort det Tetes" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1829991b-f71f-4e45-a8ed-dda351d6bc07" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Salendo al Fort det T&amp;ecirc;tes.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A dare a Brian&amp;ccedil;on un'impronta industriale e commerciale fu l'apertura della fabbrica della &lt;b&gt;Schappe&lt;/b&gt;: dal 1860 al 1933 la produzione di filo da seta diede lavoro a 1000 operai.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;turismo&lt;/b&gt; arriv&amp;ograve; ad inizio '900, in concomitanza con il primo concorso internazionale di sci di Monginevro del 1907. La realizzazione della telecabina Prorel, avvenuta nel 1990, sanc&amp;igrave; definitivamente l'inizio delle stagioni sciistiche.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/escursioni-e-passeggiate/bienvenue-briancon-un-tour-nella-citta-fortificata-piu-alta-deuropa"&gt;&amp;ldquo;Bienvenue &amp;agrave; Brian&amp;ccedil;on&amp;rdquo;: un tour nella citt&amp;agrave; fortificata pi&amp;ugrave; alta d'Europa&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Patrimonio Unesco dal 2008, Brian&amp;ccedil;on non &amp;egrave; oggi rinomata soltanto per il turismo invernale. Offre attivit&amp;agrave; estive per tutti i gusti: escursioni, ciclismo, parapendio, equitazione, canoa, rafting. Ospita eventi quali l'&lt;b&gt;Altitude Jazz Festival&lt;/b&gt; e, sovente, il &lt;b&gt;Tour de France&lt;/b&gt;. A 1325 metri d'altezza e con un clima prevalentemente secco e soleggiato, &amp;egrave; anche stazione climatica per le patologie asmatiche e allergiche.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/b1 Porte de Pignerol.jpeg" border="0" alt="Porte de Pignerol" data-entity-type="file" data-entity-uuid="fcb0df5a-bf3f-419b-abf0-c925291b1b05" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Porte de Pignerol.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;La citt&amp;agrave; si compone di due importanti aree. Quella bassa, pi&amp;ugrave; commerciale, in grado di offrire servizi di ogni tipo. &lt;b&gt;Quella alta&lt;/b&gt;, Medievale, &amp;egrave; ricca di storia e testimonianze del passato: la via principale, &lt;i&gt;Grande Rue&lt;/i&gt;, riconoscibile dalla sua &lt;i&gt;Garguille&lt;/i&gt;, &amp;egrave; caratterizzata da antiche dimore, facciate colorate, fontane, incantevoli piazze &lt;i&gt;(Place d'Armes, Place de Temps),&lt;/i&gt; grandi chiese &lt;i&gt;(Collegiata di Notre-Dame)&lt;/i&gt;, negozi e botteghe di artigiani, ristoranti e creperie.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 24 Feb 2022 12:33:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/storia-e-tradizione/briancon</guid></item><item><title>La Torre del Colle</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/la-torre-del-colle</link><description>&lt;p class="p1"&gt;La &lt;b&gt;Torre del Colle&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Tor do C&amp;ograve;l&lt;/i&gt; in&lt;span class="s1"&gt; piemontese&lt;/span&gt;) &amp;egrave; un edificio romanico situato presso l'omonima borgata di &lt;span class="s1"&gt;Villar Dora&lt;/span&gt;. La torre, isolata, domina il &lt;i&gt;&amp;ldquo;Colle della Seja&amp;rdquo; &lt;/i&gt;detto anche &amp;ldquo;&lt;i&gt;Molar del Ponte&amp;rdquo;, &lt;/i&gt;un rilievo allungato che sbarra la valle a nord della Dora, di fronte allo sperone del monte Pirchiriano con la Sacra di San Michele.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;La Torre del Colle fu &lt;b&gt;elevata alla fine del &lt;/b&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;b&gt;XIII&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;secolo&lt;/b&gt;, pi&amp;ugrave; precisamente nel 1289-1290, per iniziativa di Amedeo V che voleva proteggere il nuovo insediamento di Molare del Ponte. Semplice torre isolata &amp;egrave; posta accanto alla vecchia strada preromana e romana che, ancora percorribile, sale il versante orientale della collina, per alcuni tratti scavata nella roccia.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;La torre &lt;b&gt;a pianta cilindrica circolare&lt;/b&gt;, &amp;egrave; alta approssimativamente &lt;b&gt;19 metri&lt;/b&gt; ed ha un diametro di 7 metri circa. &amp;Egrave; stata realizzata in muratura di pietrame locale sgrossato sul posto, legata con malta di eccezionale resistenza confezionata con calce e sabbione di fiume.&lt;span class="s2"&gt; &lt;/span&gt;Alla sua base accoglieva un piccolo recinto che si sviluppava a settentrione.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Mar 2023 08:33:40 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/la-torre-del-colle</guid></item></channel></rss>