<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Cultura e Territorio</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/it/categoria-blogpost/blog/valle-di-susa</link><description>Cultura e Territorio</description><item><title>Un museo dedicato a Mario Giansone, uno dei protagonisti del Novecento</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/un-museo-dedicato-a-mario-giansone-uno-dei-protagonisti-dell-arte-del-novecento</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nasce a Sant&amp;rsquo;Ambrogio il nuovo Museo Mario Giansone&lt;/strong&gt;: sabato 18 aprile 2026 si inaugura il nuovo spazio di incontro tra arte, memoria e sperimentazione estetica, che custodisce e valorizza l&amp;rsquo;opera di uno dei protagonisti pi&amp;ugrave; originali dell&amp;rsquo;arte italiana del Novecento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un allestimento che unisce rigore critico e fruibilit&amp;agrave; per tutti, il museo offre un viaggio nel mondo creativo dell&amp;rsquo;artista torinese, attraverso dipinti, disegni, materiali d&amp;rsquo;archivio e installazioni site-specific.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Progettato come spazio dinamico di cultura, il Museo Giansone non &amp;egrave; solo custode di un patrimonio artistico unico, ma anche &lt;strong&gt;centro di ricerca, dialogo e programmazione culturale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/AulaMagna.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con circa 170 sculture, 30 quadri, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, 6 litografie, 4 stencil e un arazzo, il Museo si propone come luogo aperto e accessibile, dove riscoprire il valore della sperimentazione visiva e riflettere sulle declinazioni contemporanee del fare arte. Un invito al pubblico a un&amp;rsquo;esperienza che celebra il genio di Mario Giansone, la sua visione poetica e il suo contributo duraturo alla storia dell&amp;rsquo;arte italiana. Cornice del museo &amp;egrave; &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;ex Maglificio Fratelli Bosio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Giansone&amp;nbsp; ha disegnato, dipinto, inciso, imprigionato la luce nei fili del retro degli arazzi, dato forma ed espressione alle ombre, dato movimento alle pietre per esprimere concetti o creare sensazioni visive. Il Museo a lui dedicato&lt;/em&gt; - spiega &lt;strong&gt;Giuseppe Floridia&lt;/strong&gt;, Presidente della Fondazione Giansone - &lt;em&gt;si propone di testimoniare l&amp;rsquo;impatto emozionale delle sue opere e di consentire la riscoperta di un importantissimo artista del Novecento&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Sala%20Marmi3.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Mario Giansone&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Mario Giansone (Torino, 1915 &amp;ndash; 1997), dopo il diploma all'Istituto d'Arte di Torino nel 1935, &amp;egrave; assistente di Alberto Cibrario alla cattedra di anatomia dell'Accademia di Belle Arti di Torino e insegna all'Istituto Statale d'Arte per il Disegno di Moda e Costume di Torino, poi Liceo Artistico "Aldo Passoni".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le sue opere sono state esposte alle &lt;strong&gt;Quadriennali di Torino e Roma&lt;/strong&gt; con un successo crescente, fino alla commessa per l&amp;rsquo;Auditorium RAI di Torino e alle opere per la GAM di Torino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una sua scultura, &lt;strong&gt;&amp;ldquo;La donna della domenica&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, ha ispirato il romanzo omonimo di Fruttero e Lucentini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Opera.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; lavoro di Giansone che non sia permeato da uno dei grandi temi che hanno informato di s&amp;eacute; tutta la sua vita e determinato l&amp;rsquo;unicit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;eccezionalit&amp;agrave; della sua opera e della sua persona,&amp;nbsp;cinque grandi temi che possiamo definire vere e proprie ossessioni artistiche:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La guerra:&lt;/strong&gt; la brutalit&amp;agrave; della guerra resa nelle scene di battaglia cos&amp;igrave; come nella rappresentazione di carri armati, fucilazioni e deportazione.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La tecnologia:&lt;/strong&gt; l&amp;rsquo;ammirazione per le meraviglie tecnologiche che hanno caratterizzato il suo secolo, evidente tanto nelle raffigurazioni di una pista automobilistica, di un sorpasso o di un aeroporto di notte quanto nella rappresentazione di elicotteri e aerei, di navi, di strade invase dalle auto, di cantieri navali e di crogioli di fonderia.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'intimismo:&lt;/strong&gt; espressione di un delicato intimismo sono, invece, le opere riconducibili al bisogno di affetti (Leitmotiv della vita dell&amp;rsquo;artista), quali: il bacio, le grandi madri, le figure di donna, gli amanti e i gatti.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La musica:&lt;/strong&gt; i concerti per pianoforte, gli ideogrammi grafici, le ballerine e i plastici del jazz.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La trascendenza:&lt;/strong&gt; un intimismo che non di rado cede il passo a un percorso verso la spiritualit&amp;agrave; e la trascendenza (indotta, quest&amp;rsquo;ultima, dai colloqui con Witruna, suo spirito guida), che danno origine a straordinarie opere, quali: la sala di anatomia, la fecondazione, l&amp;rsquo;ombra e l&amp;rsquo;ascesa dello spirito. &lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Sala%20Bronzi3.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il principale strumento di espressione della sua arte &amp;egrave; stata &lt;strong&gt;la materia&lt;/strong&gt; come il granito, il marmo, il legno, il bronzo e il ferro ma anche fili di rame e di bronzo con lastre di acciaio, alla quale ha saputo trasfondere potenza espressiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; per&amp;ograve; &lt;strong&gt;nei disegni&lt;/strong&gt;, di ballerini o di orchestre o di anatomia, oppure nella raffigurazione appena accennata di figure femminili, che Giansone inconsciamente rivela la poesia e la dolcezza annidate dentro il bozzolo che lo separava dal mondo delle relazioni opportunistiche, proprio quelle che normalmente costituiscono l&amp;rsquo;humus sul quale nasce e si sviluppa il successo degli artisti.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Leggi anche: &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/il-museo-mario-giansone-di-sant-ambrogio"&gt;Il Museo Mario Giansone di Sant'Ambrogio&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3&gt;Il museo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;opera di Mario Giansone attraversa materiali, tecniche e linguaggi diversi, dagli arazzi tessuti a mano alle sculture in legno, bronzo e materiali eterogenei, fino ai dipinti, ai disegni e alle grafiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Ingresso.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il percorso si sviluppa su 7 sale&lt;/strong&gt;, attraverso le quali indaga l'armonia nascosta delle opere e dei temi dell'artista: il jazz come espressione del dinamismo del suono e del ballo, la brutalit&amp;agrave; della guerra, il fascino delle innovazioni tecnologiche del '900, i gatti, colti nell&amp;rsquo;eleganza delle forme, le donne, espressione di delicato intimismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un intimismo, quello di Giansone, che non di rado cede il passo ad un percorso verso la spiritualit&amp;agrave; e la trascendenza. Ogni nucleo di opere racconta una fase della sua ricerca, documentando l&amp;rsquo;evoluzione di un pensiero artistico che si sviluppa dal gesto scultoreo alla dimensione grafica e pittorica, fino alla sintesi estrema dell&amp;rsquo;Opera Omnia, con cui si conclude il percorso di visita.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Esterno2.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MUSEO MARIO GIANSONE:&lt;/strong&gt; Via Sestriere, 1 &amp;ndash; Sant&amp;rsquo;Ambrogio (TO)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Maggiori informazioni sull'artista e sulle visite al Museo sul sito Web della &lt;a href="https://fondazionegiansone.com/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Mario Giansone&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Il mondo dell'arte tende a storicizzare ogni opera ma le vere opere d'arte restano sempre contemporanee&amp;rdquo;.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Mario Giansone&lt;/strong&gt;, 1915-1997.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:35:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/un-museo-dedicato-a-mario-giansone-uno-dei-protagonisti-dell-arte-del-novecento</guid></item><item><title>A Bussoleno il legno racconta la civiltà alpina, tra memoria e arte</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/a-bussoleno-il-legno-racconta-la-civilta-alpina-tra-memoria-e-arte</link><description>&lt;p&gt;Nelle vallate alpine &lt;strong&gt;il legno&lt;/strong&gt; non &amp;egrave; mai stato soltanto un materiale. &amp;Egrave; stato casa, strumento, calore, identit&amp;agrave;. &amp;Egrave; stato, soprattutto, un compagno silenzioso della vita quotidiana, capace di trasformarsi in oggetti indispensabili e al tempo stesso carichi di significato. Raccontare la civilt&amp;agrave; alpina significa dunque raccontare il legno: la sua presenza costante, il suo utilizzo ingegnoso, la sua capacit&amp;agrave; di diventare espressione culturale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Bussoleno&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Oscar Peirolo&lt;/strong&gt;, da tutti conosciuto come &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Boscu&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, ai manufatti in legno ha dedicato oltre trent&amp;rsquo;anni di vita, raccogliendo e conservando &lt;strong&gt;testimonianze provenienti da tutte le Alpi Occidentali&lt;/strong&gt;, un territorio vasto che comprende il Cuneese, le Valli Valdesi, la Val di Susa, le Valli di Lanzo, la Valle d&amp;rsquo;Aosta, fino a sconfinare nella Savoia e nel Queyras francesi. Il risultato &amp;egrave; &lt;strong&gt;molto pi&amp;ugrave; di una semplice raccolta di oggetti:&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un viaggio nella memoria di un mondo che rischiava di scomparire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20piatti.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Definire il legno come &lt;strong&gt;&amp;ldquo;il materiale pi&amp;ugrave; nobile della civilt&amp;agrave; alpina&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; - afferma Boscu - &lt;em&gt;non &amp;egrave; affatto un&amp;rsquo;esagerazione. Nelle regioni montane, dove le risorse erano limitate e l&amp;rsquo;ambiente imponeva condizioni spesso difficili, il legno rappresentava una risposta concreta ad ogni necessit&amp;agrave;. Serviva per costruire le abitazioni e per riscaldarsi durante gli inverni rigidi, ma anche per realizzare mobili, utensili, strumenti di lavoro e oggetti d&amp;rsquo;uso quotidiano&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il legno: materia viva che segue il ritmo delle stagioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A differenza di altri materiali,&lt;strong&gt; il legno era facilmente reperibile&lt;/strong&gt;, lavorabile con strumenti semplici e adattabile a molteplici funzioni. Nelle Alpi questo si traduceva in una produzione artigianale diffusa e quotidiana, profondamente legata al ritmo delle stagioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Durante la primavera e l&amp;rsquo;estate&lt;/em&gt; &amp;ndash; prosegue - &lt;em&gt;le giornate erano dedicate al lavoro nei campi, alla cura degli animali, alla manutenzione delle abitazioni.&lt;strong&gt; Con l&amp;rsquo;arrivo della stagione invernale&lt;/strong&gt; per&amp;ograve;, che nelle alte valli&amp;nbsp;poteva durare anche sei o sette mesi, tutto cambiava. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le temperature scendevano, la neve isolava i villaggi ed il lavoro nei campi non era pi&amp;ugrave; possibile.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;In questo periodo si sviluppava cos&amp;igrave; &lt;strong&gt;un&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; artigianale&lt;/strong&gt;: i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l tempo, finalmente disponibile, veniva impiegato per costruire mobili, riparare oggetti, intagliare utensili e creare tutto ci&amp;ograve; che sarebbe servito nella stagione successiva. Il legno diventava cos&amp;igrave; protagonista di un sapere pratico tramandato di generazione in generazione&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20Boscu%20interno.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I manufatti del Museo colpiscono per la loro variet&amp;agrave; e per la loro qualit&amp;agrave;. &lt;strong&gt;Cassapanche, armadi, culle, cofanetti, sedili, utensili da cucina, attrezzi agricoli:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;ogni oggetto aveva una funzione precisa, ma spesso anche un valore simbolico o estetico. In alta montagna questi manufatii venivano realizzati soprattutto in legno di &lt;strong&gt;cirmolo, abete rosso e larice&lt;/strong&gt;, pi&amp;ugrave; in basso invece si utilizzavano principalmente &lt;strong&gt;noce, acero, bosso, pero e frassino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una delle caratteristiche pi&amp;ugrave; affascinanti &amp;egrave; &lt;strong&gt;la decorazione&lt;/strong&gt;. Molti oggetti presentano &lt;strong&gt;motivi intagliati a punta di coltello&lt;/strong&gt;: rosoni, ruote, denti di sega, cuori, simboli religiosi. In alcuni casi le incisioni venivano arricchite con il colore, e le decorazioni non erano mai casuali: potevano indicare l&amp;rsquo;appartenenza a una famiglia, avere significati simbolici o semplicemente rispondere a un gusto estetico locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ogni valle sviluppava infatti caratteristiche proprie&lt;/strong&gt;. Ad esempio, i tomboli della Val di Susa erano spesso realizzati in stoffa, mentre in altre zone erano in legno. Le scatole della Val Pellice, invece, si distinguevano per le decorazioni dipinte, anzich&amp;eacute; incise.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20tomboli.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante la loro bellezza e complessit&amp;agrave;, per molto tempo questi oggetti&lt;strong&gt; sono stati considerati &amp;ldquo;rustici&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; e frutto di una manualit&amp;agrave; rudimentale, privi di vero valore artistico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Solo nel secondo dopoguerra&lt;/em&gt; &amp;ndash; afferma ancora Boscu - &lt;em&gt;questa percezione inizi&amp;ograve; a cambiare. Studiosi, artigiani e appassionati cominciarono a riconoscere la qualit&amp;agrave; di questi manufatti, comprendendo come anche nelle zone pi&amp;ugrave; isolate fosse fiorita una produzione di grande livello.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;A partire dagli anni Cinquanta, crebbe l&amp;rsquo;interesse del mercato antiquario. I mobili e gli oggetti alpini iniziarono a essere ricercati, acquistati e spesso trasferiti lontano dai loro luoghi d&amp;rsquo;origine. Questo fenomeno contribu&amp;igrave; alla loro valorizzazione, ma comport&amp;ograve; anche una perdita di contesto: molti pezzi finirono in ambienti completamente estranei alla cultura che li aveva prodotti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Fortunatamente, alcune famiglie e collezionisti seppero resistere a questa dispersione, conservando gli oggetti e mantenendo vivo il legame con il territorio&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Una passione che diventa Museo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La passione di Boscu nasce pi&amp;ugrave; di trent&amp;rsquo;anni fa, durante &lt;strong&gt;le frequentazioni giovanili delle montagne&lt;/strong&gt;. Arrampicate, escursioni, sci alpinismo: attivit&amp;agrave; sportive che lo portavano a entrare in contatto diretto con le borgate alpine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Questi piccoli paesi, spesso isolati e poco conosciuti, esercitarono su di me un fascino profondo&lt;/em&gt; &amp;ndash; conclude Boscu. - &lt;em&gt;Le case chiuse, i vicoli stretti, le chiesette silenziose: tutto sembrava custodire storie e segreti. Da qui nacque la curiosit&amp;agrave; di scoprire cosa si celasse dietro quelle porte e la mia volont&amp;agrave; di recuperare oggetti in legno dalle vecchie baite, acquistandoli da privati o salvandoli dall&amp;rsquo;abbandono. Col tempo, la sua rete di contatti si ampli&amp;ograve;: antiquari, collezionisti, conoscenti contribuirono ad arricchire la raccolta".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi la sua collezione conta &lt;strong&gt;oltre quattrocento pezzi&lt;/strong&gt;, databili dal Seicento fino alla Seconda guerra mondiale: &lt;strong&gt;utensili da cucina, attrezzi agricoli, contenitori, oggetti per la cura personale e persino strumenti legati alla scrittura.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20burro.jpeg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente interessanti sono &lt;strong&gt;le &amp;ldquo;marche&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;: timbri in legno utilizzati per identificare prodotti come il burro o il pane. In contesti comunitari, dove si utilizzavano forni comuni, questi strumenti erano fondamentali per distinguere le produzioni delle diverse famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mancano &lt;strong&gt;oggetti pi&amp;ugrave; complessi&lt;/strong&gt;, come una macchina interamente in legno per separare i cereali dalle bucce, testimonianza dell&amp;rsquo;ingegno tecnico sviluppato in ambienti apparentemente poveri di risorse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni pezzo racconta una storia: non solo di chi lo ha costruito, ma anche di chi lo ha utilizzato, di un modo di vivere fatto di adattamento, creativit&amp;agrave; e conoscenza pratica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per molti anni, Boscu ha conservato la sua collezione in casa. E quando lo spazio non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; stato sufficiente ha voluto creare un luogo dedicato ed aperto al pubblico: &amp;ldquo;non sono il proprietario ma il custode di questi oggetti, che non considero beni da possedere ma testimonianze da preservare&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver acquistato e ristrutturato &lt;em&gt;(&amp;ldquo;anche grazie all&amp;rsquo;aiuto di tanti amici&amp;rdquo;)&lt;/em&gt; i locali di una ex-merceria, dal novembre 2023 l&amp;rsquo;esposizione permanente&lt;strong&gt; &amp;ldquo;La civilt&amp;agrave; del legno. Le Alpi Occidentali&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; aperta &lt;strong&gt;tutti i luned&amp;igrave;&lt;/strong&gt;, giorno di mercato, dalle 9 alle 12, nei locali di via &lt;strong&gt;Walter Fontan 3 a Bussoleno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E visitabile inoltre in occasione delle manifestazioni che si tengono in paese ed &amp;egrave; possibile prenotare visite guidate telefonando al numero 377-3851761.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20secchi%20ok.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20vetrina%203.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20vetrina%202.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Museo%20legno%20part%20sgabelli.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;(La foto di copertina &amp;egrave; di Fulvio Giorgi, che ringraziamo)&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;</description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:26:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/a-bussoleno-il-legno-racconta-la-civilta-alpina-tra-memoria-e-arte</guid></item><item><title>L'INIZIO DELLA PRIMAVERA E LE FESTIVITÀ CELTICHE</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/il-calendario-celtico-ritualita-pagane-legate-al-movimento-degli-astri</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;La primavera meteorologica&lt;/strong&gt; inizia per convenzione il 1&amp;deg; marzo, mentre quella astronomica prende il via &lt;strong&gt;nel giorno dell'equinozio di primavera, &lt;/strong&gt;che&amp;nbsp;nel 2026&amp;nbsp;sar&amp;agrave; &lt;strong&gt;il 20 marzo&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;(per la precisione alle ore 15:46).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Anche se comunemente si ritiene che le stagioni comincino sempre il giorno 21 (di marzo, giugno, settembre e dicembre) le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra&amp;nbsp;ed hanno una data variabile, &amp;nbsp;a causa dell&amp;rsquo;introduzione nel calendario di un giorno ogni 4 anni nell&amp;rsquo;anno bisestile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;L'equinozio di primavera &lt;strong&gt;pu&amp;ograve; infatti variare tra il 19 e il 23&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;marzo&lt;/strong&gt;: in questo secolo in realt&amp;agrave; &amp;egrave; caduto il 21 marzo &lt;strong&gt;soltanto nel 2003 e nel 2007&lt;/strong&gt;, e non accadr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; fino al prossimo secolo. Anzi, nel 2044 e nel 2048 qui in Italia cadr&amp;agrave; addirittura nelle ultime ore del 19 marzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/15-12 La luna piena sorge dietro il Palon - Gruppo del Rocciamelone  Foto MenAtWorkStudio - Claudio .jpg" border="0" alt="Rocciamelone" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1ade0cee-6985-4f99-a014-36915f0593f6" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La luna piena sorge dietro al Palon, gruppo del Rocciamelone - Foto di Claudio Allais e Marco Cicchelli&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Questi fenomeni erano &lt;strong&gt;conosciuti fin dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;, ed hanno sempre avuto una grande importanza nella ritualit&amp;agrave; popolare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ma &lt;strong&gt;come era organizzato il calendario celtico&lt;/strong&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Le festivit&amp;agrave; del calendario celtico&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;I Celti ritenevano che ogni creatura avesse un'influenza su tutte le altre in modo olistico (globale). Nella concezione sciamanico - animista tipica dei popoli naturali tutto &amp;egrave; unito in un unico campo di coscienza cosmico (Grande Spirito per i nativi amerindi). Il concetto di calendario per i nostri antenati era quello di una&lt;strong&gt; grande spirale&lt;/strong&gt; che avvolge dal passato al futuro, incontrando il presente&amp;nbsp;senza inizio n&amp;egrave; fine. Tracciando il percorso apparente del sole durante l'intero anno, i Celti ottennero la forma geometrica della spirale, simbolo &lt;strong&gt;molto utilizzato&lt;/strong&gt; nelle loro rappresentazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno del calendario vi erano momenti particolari che segnavano il &lt;strong&gt;cambio delle stagioni&lt;/strong&gt;, le riunioni di clan, le iniziazioni fisiche e spirituali. L'esistenza, durante l'anno celtico, di molte festivit&amp;agrave; &amp;egrave; un fatto noto e testimoniato da molti reperti archeologici come i &lt;strong&gt;megaliti&lt;/strong&gt;, precedenti all'et&amp;agrave; dei celti ma sicuramente da loro utilizzati a scopo rituale, come dai santuari e dalle necropoli costruiti durante l'&lt;strong&gt;et&amp;agrave; del Ferro&lt;/strong&gt;; dai reperti scritti e figurativi (come i petroglifi e l'arte rupestre) nonch&amp;eacute; dai &lt;strong&gt;reperti etnografici&lt;/strong&gt;, le conoscenze tramandate spesso oralmente delle tradizioni popolari, testimoniate da molte celebrazioni tutt'ora presenti in molti paesi europei, comprese le nostre valli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste feste pagane sono ricorrenze antiche e radicate nella cultura popolare, tanto che in molti casi le feste religiose pi&amp;ugrave; conosciute si sono sovrapposte ad esse. Si suddividono in quattro maggiori e quattro minori, tutte&lt;strong&gt;&amp;nbsp;strettamente collegate alla natura &lt;/strong&gt;ed&amp;nbsp;allo scorrere del tempo e delle stagioni, fondamentale in una societ&amp;agrave; prevalentemente rurale&amp;nbsp;come quella celtica, sviluppatasi a partire da l'800 circa a.C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/6-7 Via Lattea Foto di Cristian Della Lucia.jpg" border="0" alt="La Via Lattea in Valle di Susa - Cristian Della Lucia " data-entity-type="file" data-entity-uuid="387f661e-25f0-4379-95d0-5ba32ca11e01" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La Via Lattea in Valle di Susa - Cristian Della Lucia&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si presume che la data delle &lt;strong&gt;quattro festivit&amp;agrave; prevalenti&lt;/strong&gt; venisse determinata in base alla &lt;strong&gt;levata eliaca&lt;/strong&gt;, ovvero il sorgere di alcune stelle facilmente visibili ad occhio nudo esattamente all'alba, contemporaneamente al sorgere del sole. La Chiesa nei secoli ha ostacolato queste celebrazioni, assorbendole nel calendario religioso. Esse erano il 1&amp;deg; novembre, &lt;strong&gt;Samahin&lt;/strong&gt;, il capodanno celtico, corrispondente alla levata eliaca di Antares &lt;em&gt;(Alpha Scorpii)&lt;/em&gt;, poi assorbito dalla festivit&amp;agrave; cristiana di &lt;strong&gt;Ognissanti&lt;/strong&gt;, tutt'ora festeggiata sulle montagne con antiche ritualit&amp;agrave;&amp;nbsp;in cui si offrono cibi agli antenati.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/solstizio-dinverno-il-giorno-cui-valle-di-susa-le-ombre-raggiungono-la"&gt;&amp;nbsp;Solstizio d'inverno: il giorno delle ombre lunghe&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Imbolc&lt;/strong&gt;, 1&amp;deg; febbraio, Festa del ritorno della Luce, corrispondente alla Levata eliaca di Cappella &lt;em&gt;(Alpha Auriga)&lt;/em&gt;, divenuto nella cultura cristiana la &lt;strong&gt;Candelora&lt;/strong&gt;, ampiamente ritualizzato nella cultura alpina (San Sebastiano a Chiomonte, la festa degli spadonari a Giaglione, l'ours di Monpantero).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/copertina_0.jpg" border="0" alt="Spadonari Giaglione" data-entity-type="file" data-entity-uuid="41f2a1e1-7887-47c2-b105-2d133270a773" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;La Danza degli Spadonari a Giaglione - Foto di Marco Cicchelli&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Beltane&lt;/strong&gt; il 1&amp;deg; maggio (&lt;strong&gt;Calendimaggio&lt;/strong&gt;), Levata eliaca di Aldebaran &lt;em&gt;(Alpha Taurus)&lt;/em&gt;, festa della fertilit&amp;agrave; sopravvissuta in molte ritualit&amp;agrave; popolari.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lughnasad&lt;/strong&gt; il 1&amp;deg; agosto, festa del raccolto e dell'abbondanza, Levata eliaca di Sirio &lt;em&gt;(Alpha Canis major),&lt;/em&gt; nella cultura cristiana poi corrispondente alla festa della Madonna per cui vediamo, nella nostra valle, diverse processioni di antica memoria, tra cui quella verso la montagna sacra del Rocciamelone (un tempo &lt;strong&gt;Roc Maol&lt;/strong&gt;, nella foto sopra al titolo a fianco alla Sacra di San Michele in uno spettacolare scatto di Valerio Minato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il &lt;strong&gt;ciclo solare dei solsitizi e degli equinozi&lt;/strong&gt; aveva la sua importanza, tanto da essere evidenziato in molti monumenti sia sacri che megalitici. Luoghi come Stonehenge o Newgrange ne sono l&amp;rsquo;esempio pi&amp;ugrave; imponente: le grosse pietre che compongono questi luoghi risultano infatti allineate perfettamente con la posizione dell&amp;rsquo;astro maggiore all&amp;rsquo;alba e al tramonto dei giorni del solstizio, ma ci&amp;ograve; avveniva anche nelle necropoli e poi successivamente nei santuari e nelle chiese. La stessa &lt;strong&gt;Sacra di san Michele&lt;/strong&gt; vede la luce, impersonificazione di Cristo, entrare sopra l'altare maggiore esattamente all'alba dei solstizi.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 6pt;"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/particolare della navata laterale.jpg" border="0" alt="particolare della navata - borrelli" data-entity-type="file" data-entity-uuid="aefc0ef1-e033-497c-b947-17e89df980d3" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 6pt;"&gt;&lt;em&gt;La luce solare filtra da una finestra della Sacra di San Michele &amp;ndash; Foto di Franco Borrelli&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ostara&lt;/strong&gt;, l'&lt;strong&gt;equinozio di primavera&lt;/strong&gt; (20&amp;nbsp;marzo), che celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita e nelle festivit&amp;agrave; cristiane prelude alla &lt;strong&gt;Pasqua.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;In questa ricorrenza, calcolata in base ai cicli della&amp;nbsp;prima luna piena che segue l'equinozio, venivano celebrati&amp;nbsp;i matrimoni divini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguivano poi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Litha&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;il &lt;strong&gt;solstizio d&amp;rsquo;estate&lt;/strong&gt; (21 giugno) e quindi la giornata pi&amp;ugrave; luminosa dell&amp;rsquo;intero cerchio, che corrisponde a &lt;strong&gt;San Giovanni&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;Mabon&lt;/strong&gt;, l'&lt;strong&gt;equinozio di autunno&lt;/strong&gt; (22 settembre), una festa di ringraziamento per i frutti della terra.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Yule &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Solstizio d&amp;rsquo;Inverno&lt;/strong&gt; (21 dicembre), incarna il momento in cui la notte &amp;egrave; pi&amp;ugrave; lunga del giorno e segna il passaggio dalle Tenebre alla Luce. Corrisponde al &lt;strong&gt;Natale&lt;/strong&gt; cristiano.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:42:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/un-po-di-storia/il-calendario-celtico-ritualita-pagane-legate-al-movimento-degli-astri</guid></item><item><title>LA “MARTINA”, UN “CANTO A DIALOGO” DELLA TRADIZIONE PIEMONTESE</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-martina-un-canto-a-dialogo-della-tradizione-piemontese</link><description>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;"Martina"&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un canto tipico del patrimonio culturale del Piemonte occidentale e celebra la fine del periodo pi&amp;ugrave; freddo dell&amp;rsquo;inverno, che la tradizione indica negli ultimi giorni di gennaio, &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/scienza-e-ambiente/i-giorni-della-merla-sono-davvero-i-piu-freddi-dellanno"&gt;&lt;strong&gt;i cosiddetti &amp;ldquo;giorni della Merla&amp;rdquo;.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra gennaio e Carnevale gruppi di giovani &lt;strong&gt;cantavano all'esterno delle stalle&lt;/strong&gt; per chiedere il permesso di entrare, festeggiare e a volte corteggiare le ragazze, e dall&amp;rsquo;interno si rispondeva in rima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi canti a dialogo sono legati alla pratica, oggi definitivamente perduta ma un tempo largamente presente, della &lt;em&gt;"veglia"&lt;/em&gt; nelle stalle durante l'inverno, la &lt;strong&gt;"Vij&amp;agrave;"&lt;/strong&gt;. Le famiglie contadine avevano infatti la consuetudine di ritrovarsi la sera dopo cena nella stalla (unico locale veramente riscaldato della casa, in virt&amp;ugrave; del calore animale delle mucche) dove si chiacchierava, si raccontavano storie (per lo pi&amp;ugrave; paurose e fantastiche), si cantava, si riceveva. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/la-vija-un-momento-di-aggregazione-che-si-svolgeva-nelle-stalle"&gt;La &amp;ldquo;Vij&amp;agrave;&amp;rdquo;, un momento di aggregazione che si svolgeva nelle stalle&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Le stalle pi&amp;ugrave; grandi erano meta delle visite dei vicini e quelle in cui si trovavano ragazze da marito delle visite dei giovanotti. I gruppi di giovani si presentavano innanzi la porta e chiedevano il permesso di entrare intonando questi canti; dall'interno si rispondeva cantando e al termine del canto i giovani potevano entrare. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'uso di &lt;strong&gt;"cantar Martina"&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(cant&amp;eacute; Martina)&lt;/em&gt; era tipico del Cuneese e di molte valli del Piemonte occidentale (Val Sangone, Valsusa, Valli di Lanzo&amp;hellip;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In alcuni paesi del Canavese &amp;egrave; sopravvissuto fino alla seconda guerra mondiale, ma nella maggior parte dei luoghi &amp;egrave; testimoniato &lt;strong&gt;non oltre gli Anni Venti.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2026/Martina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La &amp;ldquo;Martina&amp;rdquo; di Selvaggio (Giaveno), conservata da nonna livia.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il testo che presentiamo proviene dall&amp;rsquo;archivio del giavenese &lt;strong&gt;Federico Dovis&lt;/strong&gt;, ed in particolare apparteneva alla &lt;strong&gt;nonna Livia du Servagi&lt;/strong&gt; (Selvaggio, una frazione di Giaveno). In queste zone Martina si cantava dal 30 gennaio, festa di Santa Martina Vergine e Martire, &lt;strong&gt;fino alla fine del carnevale&lt;/strong&gt; (marted&amp;igrave; grasso). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il canto in questa versione &amp;egrave; rivolto direttamente alle &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;marioire&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (giovani donne da marito). Spesso invece, nella tradizione piemontese, i canti si riferivano alle donne presenti alla &lt;em&gt;&amp;ldquo;Vij&amp;agrave;&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e si definivano &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"vioire":&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;erano cantati tutto l'inverno, soprattutto nel periodo di carnevale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle cascine dove si allevavano i maiali l'uso di &lt;em&gt;"cant&amp;eacute; Martina"&lt;/em&gt; si praticava anche in occasione delle cosiddette &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"sinhe crinoire"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (le cene che si tenevano in occasione dell'uccisione del maiale - &lt;em&gt;crin&lt;/em&gt;). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il detto &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"F&amp;eacute; cant&amp;egrave; Martina"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (fare cantare Martina) veniva invece usato per indicare quando si faceva aspettare qualcuno alla porta.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:23:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-martina-un-canto-a-dialogo-della-tradizione-piemontese</guid></item><item><title>La storia e le antiche rappresentazioni del Carnevale, che nel 2026 va dal 1 al 17 febbraio</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/appuntamenti/il-carnevale-valle-di-susa-la-storia-le-antiche-rappresentazioni-e-gli</link><description>&lt;p&gt;Il Carnevale &amp;egrave; da sempre una delle tradizioni pi&amp;ugrave; sentite del nostro territorio.&amp;nbsp;Viene associato ad un vero e proprio rito di passaggio&amp;nbsp;che segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera&amp;nbsp;e celebrato con&lt;strong&gt; sfilate di carri allegorici,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;antiche rappresentazioni &lt;/strong&gt;e suggestivi &lt;strong&gt;fal&amp;ograve;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Il Carnevale 2026 va &lt;strong&gt;dal 1 febbraio&lt;/strong&gt; (la cosiddetta domenica di Settuagesima, circa 70 giorni prima la domenica di Pasqua) a marted&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;17 febbraio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(il &lt;strong&gt;Marted&amp;igrave; Grasso&lt;/strong&gt;, quello che precede i quaranta giorni di astinenza dal consumo di carne, la Quaresima).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;La parola &lt;strong&gt;"carnevale"&lt;/strong&gt; deriverebbe infatti dal&amp;nbsp;latino&amp;nbsp;&lt;em&gt;carnem levare&lt;/em&gt;&amp;nbsp;("eliminare la carne"), poich&amp;eacute; indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale (appunto il&amp;nbsp;Marted&amp;igrave; grasso), subito prima del periodo di&amp;nbsp;astinenza&amp;nbsp;e&amp;nbsp;digiuno&amp;nbsp;quaresimale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Essendo una festa mobile, &lt;strong&gt;le date del Carnevale cambiano di anno in anno&lt;/strong&gt; e variano nel calendario a seconda di quando cade la Pasqua, festivit&amp;agrave; anch'essa mobile.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;I festeggiamenti maggiori avvengono il &lt;strong&gt;Gioved&amp;igrave; grasso&lt;/strong&gt;, che quest'anno sar&amp;agrave; &lt;strong&gt;gioved&amp;igrave; 12 febbraio&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp;&lt;strong&gt;domenica 15 febbraio&lt;/strong&gt; sar&amp;agrave; invece la domenica di Carnevale.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ultimo giorno di Carnevale marted&amp;igrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;17 febbraio, &lt;/strong&gt;il &lt;strong&gt;Marted&amp;igrave; Grasso&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;Il 18 febbraio,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Mercoled&amp;igrave; delle Ceneri&lt;/strong&gt;, sar&amp;agrave; quindi il giorno che segna l'inizio della &lt;strong&gt;Quaresima&lt;/strong&gt;, i quaranta giorni di astinenza dal consumo di carne che portano alla Pasqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festivit&amp;agrave; molto antiche, come per esempio le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dionisiache&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;greche o i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;saturnali&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresent&amp;ograve;&amp;nbsp;un periodo di &lt;strong&gt;rinnovamento simbolico&lt;/strong&gt;, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito&amp;nbsp;che per&amp;ograve;, una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Il Carnevale nelle nostre montagne&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il carnevale di montagna &amp;egrave; un evento ricco di rappresentazioni e implicazioni simboliche, caratterizzato da coralit&amp;agrave; e tradizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una tradizione che non si &amp;egrave; mai spenta&amp;nbsp;&amp;egrave; quella del &lt;strong&gt;Carnevale di Salbertrand&lt;/strong&gt;, ancora molto sentito dalla Comunit&amp;agrave;. Accanto alla sfilata dei carri allegorici si inseriscono ancora oggi antiche tradizioni e rituali propiziatori quali la distribuzione dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;turti&amp;ograve;u&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;(frittelle di acqua, farina e sale)&lt;strong&gt;, la lettura del testamento del carnevale e il fal&amp;ograve; del fantoccio del carnevale,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;accanto alla musica moderna, le melodie tradizionali della &amp;ldquo;&lt;em&gt;M&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;uuml;sicc&amp;auml;&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, i musicisti della banda musicale di Salbertrand.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Carnevale Salbertrand 2.jpg" border="0" alt="Carnevale Salbertrand" data-entity-type="file" data-entity-uuid="3ba0e8c2-1804-4556-81c1-2ac9cc7a7c0f" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fantoccio del carnevale, chiamato &lt;strong&gt;pagliaccio&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp; viene realizzato ogni anno dai giovani del paese utilizzando sacchi di juta,&amp;nbsp; paglia o fieno.&amp;nbsp;Al termine della sfilata del marted&amp;igrave; grasso viene messo al centro della piazza e viene letto il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;testamento&lt;/strong&gt;, in cui sono riportati, in forma di satira, tutti gli avvenimenti degni di nota accaduti nell&amp;rsquo;arco dell&amp;rsquo;anno; successivamente il fantoccio viene bruciato e, accompagnati dalla musica della banda, si balla girando e saltando intorno al fal&amp;ograve; (scopri di pi&amp;ugrave; sul carnevale di Salbertrand,&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/salbertrand/carnava-du-gueini"&gt;&lt;strong&gt;Carnav&amp;agrave; du Gueini&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, in&amp;nbsp;&lt;em&gt;Valle Susa&amp;nbsp;Tesori)&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="/blog/valle-di-susa/spiriti-dinverno-un-libro-documenta-54-mascherate-alpine"&gt;"Spiriti d'inverno", un libro documenta 54 mascherate alpine&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A Sestriere, nella frazione di &lt;strong&gt;Champlas du Col,&lt;/strong&gt; lo storico carnevale vedeva protagonista un corteo di maschere&amp;nbsp;formato da giovani del paese che andavano di borgata in borgata ad inscenare piccole rappresentazioni e a questuare (nell'immagine di copertina una foto di &lt;em&gt;Simona Molino&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I personaggi del corteo di maschere erano quelli tipici dei carnevali alpini: due Arlecchini, due Carabinieri, due Medici/Avvocati, la Cantiniera, il Giudice, il Narratore, due Vecchi e una Vecchia, la Quaresima, il Carnevale e la Figlia di Carnevale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i momenti importanti della rappresentazione c&amp;rsquo;era l&amp;rsquo;aratura simbolica della neve, antico rituale propiziatorio messo in pratica dai Vecchi, che consisteva nel tracciare un solco nella neve tramite un vecchio aratro, per vedere se le colture stavano crescendo bene&amp;nbsp;ma anche per risvegliare la natura dal suo sonno invernale. Alla fine della&amp;nbsp;&lt;em&gt;performance&lt;/em&gt;&amp;nbsp;uno dei Vecchi cadeva morto e veniva soccorso dal Medico (scopri di pi&amp;ugrave; su questa antica tradizione su&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/sestriere/carnevale-storico-di-champlas-du-col"&gt;&lt;strong&gt;Valle Susa&amp;nbsp;tesori&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo antico carnevale &amp;egrave; stato&amp;nbsp;abbandonato nel 1947 (due edizioni rinnovate si sono svolte nel&amp;nbsp;2005 e nel 2006), mentre nel 2010 &amp;egrave; rinato il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Carnevale del Lajetto&lt;/strong&gt;, una celebrazione abbandonata negli anni '50 e rivalorizzata&amp;nbsp;dall'Associazione Culturale "Le Barbuire" di Condove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Arlecchini Laietto2017 (13).jpg" border="0" alt="Il ballo degli arlecchini al Laietto" data-entity-type="file" data-entity-uuid="316b9f37-f97a-45ba-9872-d6f34c87204d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I protagonisti della manifestazione sono personaggi mascherati (&lt;strong&gt;le Barbuire&lt;/strong&gt;) che intrattengono i partecipanti a suon di musica. Ricoprono ruoli diversi e si classificano in due categorie: i &amp;ldquo;belli&amp;rdquo; (il Dottore, il Soldato, gli Arlecchini, il Mons&amp;ugrave; e la T&amp;ograve;ta) e i &amp;ldquo;brutti&amp;rdquo; (i Vecchi e le Vecchie e il Pajasso). &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SCOPRI DI PI&amp;Ugrave;:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/sagre-e-tradizioni/lantica-tradizione-del-carnevale-del-lajetto-condove-attenti-alle-barbuire"&gt;Carnevale del Lajetto: attenti alle Barbuire!&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/le-tradizioni-del-carnevale-di-coazze-la-veii-le-magne-e-il-brendu"&gt;Le tradizioni del Carnevale di Coazze: la &amp;ldquo;v&amp;eacute;ii&amp;rdquo;, le &amp;ldquo;magne&amp;rdquo; e il &amp;ldquo;br&amp;euml;ndu&amp;rdquo;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La tradizione dei &lt;strong&gt;cortei&lt;/strong&gt; e dei &lt;strong&gt;carri mascherati&lt;/strong&gt;, molto presente nella seconda met&amp;agrave; del secolo scorso (quando le sfilate di Pinerolo, Susa, Giaveno e Rivoli facevano concorrenza a quella di Torino), &amp;egrave; stata quasi ovunque sostituita da meno impegnative &lt;strong&gt;feste per i bambini, cene e fal&amp;ograve; di Carnevale&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 09:11:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/appuntamenti/il-carnevale-valle-di-susa-la-storia-le-antiche-rappresentazioni-e-gli</guid></item><item><title>5 cose da fare a Natale nelle valli di Susa, Sangone e Pinerolo</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/5-cose-da-fare-natale-valle-di-susa-e-val-sangone</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Alcune persone&amp;nbsp;durante le feste di fine anno&amp;nbsp;vanno in letargo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, e finito il cenone, o il pranzo con la famiglia non si lasciano coinvolgere in alcun tipo di iniziativa. Pensano solo all'abbinata tra tisana e divano, con rigorosa copertina di pile o lana sulle gambe.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Un vero peccato&amp;nbsp;perch&amp;egrave;&amp;nbsp;anche nella stagione invernale, ed in particolare durante le festivit&amp;agrave; natalizie, le alte valli offrono svariate proposte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Eccoci allora a suggerirvi &lt;strong&gt;5 cose da fare a Natale nelle valli di Susa, Sangone e Pinerolo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Lo sci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Partiamo dagli sportivi, che troveranno pane per i loro denti nella pratica dello &lt;strong&gt;sci.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Il comprensorio sciistico pi&amp;ugrave; importante della Valli &amp;egrave; la &lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.vialattea.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Via Lattea,&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;con 400 chilometri di piste: &amp;egrave; situato nei comuni di Sestriere, Sauze d'Oulx, Claviere, Cesana-Sansicario, Pragelato e Monginevro (quest'ultimo in territorio francese).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di grande importanza &amp;egrave; anche il comprensorio di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.bardonecchiaski.com/it_IT/home/inverno" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; con &lt;strong&gt;100 chilometri di piste&lt;/strong&gt;;&amp;nbsp;vi sono poi&amp;nbsp;localit&amp;agrave; sciistiche minori come il &lt;strong&gt;Colle del Lys, Pian Neiretto e Pian del Frais.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/bardonecchia%20ski2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Jafferau (Bardonecchia Ski)&lt;/em&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.praliskiarea.com/"&gt;&lt;strong&gt;Prali&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; invece, in Val Germanasca, &amp;egrave; un&amp;nbsp;autentico villaggio alpino &lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;con&lt;/span&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;7 impianti di risalita&amp;nbsp; e 25 km. di piste&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;da discesa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nostre valli hanno ospitato i &lt;strong&gt;XX Giochi olimpici invernali&lt;/strong&gt;, dal 10 al 26 febbraio 2006. Sestriere&amp;nbsp;inoltre&amp;nbsp;&amp;egrave; un appuntamento fisso della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Coppa del Mondo di sci alpino,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;ed ha ospitato&amp;nbsp;i Mondiali&amp;nbsp;del&amp;nbsp;1997.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli amanti dello &lt;strong&gt;sci di fondo&lt;/strong&gt; troveranno percorsi mozzafiato in primo luogo a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.scinordicopragelato.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Pragelato&lt;/a&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;30 km di piste che si snodano tra i boschi ed i pascoli della Val Chisone fino alla&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Valle Troncea, nel Parco delle Alpi Cozie.&amp;nbsp;Altre piste si trovano a Prali, a Bardonecchia,&amp;nbsp;a Cesana Torinese ed a Clavi&amp;egrave;re-Monginevro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Arte e mostre&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Non amate il rigore invernale, siete poco dinamici? Allora lasciate perdere la neve, dedicatevi &lt;strong&gt;all'arte ed alla cultura&lt;/strong&gt;. Potrete soddisfare la vostra sete di sapere dedicandovi, ad esempio, alla visita della &lt;strong&gt;Cattedrale&lt;/strong&gt; e del &lt;a href="https://www.facebook.com/castellosusa/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Castello della Contessa Adelaide&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che ospita il Museo Civico, nonch&amp;egrave; del&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.centroculturalediocesano.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Museo Diocesano di Arte Sacra&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, tutti dislocati in quel di &lt;strong&gt;Susa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non &amp;egrave; soltanto la citt&amp;agrave; di Cozio ad offrire spunti culturali ed artistici: il territorio valsusino, a partire da &lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per arrivare all'abbazia della &lt;strong&gt;Sacra di San Michele&lt;/strong&gt;, ai laghi ed al borgo medioevale di &lt;strong&gt;Avigliana&lt;/strong&gt; o all'incantevole centro storico di &lt;strong&gt;Giaveno&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; zeppo di mostre ed allestimenti che, periodicamente, vengono pubblicizzati sui siti di informazione locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altrettanto si pu&amp;ograve; dire di &lt;strong&gt;Pinerolo&lt;/strong&gt;, dove&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.turismotorino.org/it/esperienze/cultura/musei-e-fondazioni/pinacoteca-civica-di-palazzo-vittone" target="_blank" rel="noopener"&gt;Palazzo Vittone&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;progettato nel 1740 dall&amp;rsquo;architetto&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Bernardo Vittone&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;egrave; la sede di sede di tre musei:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;la Collezione Civica d&amp;rsquo;Arte, il Museo Etnografico del Pinerolese e il Museo Preistorico. &lt;/strong&gt;I&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;l&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;MUPI, &lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;strong style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&lt;a href="https://visitapinerolo.it/musei/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Sistema Museale di Pinerolo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;,&lt;span style="color: var(--color_black); font-family: var(--font_family_sans_serif);"&gt;&amp;nbsp;mette in rete tutti i Musei cittadini e le loro collezioni, con una gestione coordinata dei servizi che propone un&amp;rsquo;offerta culturale integrata e rende accessibile il patrimonio storico, artistico e archeologico cittadino con un unico biglietto di ingresso ed un unico orario di apertura.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2022-12/Palazzo%20Vittone.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Pinerolo, Palazzo Vittone&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Oppure potete andare alla scoperta del &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/castello-di-miradolo" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Castello di Miradolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;,&lt;span&gt;&amp;nbsp;a San Secondo di Pinerolo, una residenza nobiliare che oggi &amp;egrave; uno dei centri culturali pi&amp;ugrave; interessanti del Pinerolese oltre che luogo affascinante di visita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Qui troverete le mostre organizzate dalla &lt;a href="https://www.fondazionecosso.com/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Cosso&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, un parco storico Ottocentesco con alberi maestosi e tanti eventi, convegni e attivit&amp;agrave; per grandi e bambini.&lt;/span&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per esplorare le influenze valdesi del territorio il luogo ideale &amp;egrave; il &lt;a href="https://fondazionevaldese.org/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Museo Valdese di Torre Pellice&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, dove una ricca sezione etnografica illustra la vita delle comunit&amp;agrave; valdesi durante i secoli XIX-XX.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Se invece volete semplicemente passeggiare nell'arte e nelle tradizioni la vostra meta pu&amp;ograve; essere &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/usseaux"&gt;&lt;strong&gt;Usseaux&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: camminando per le strade del paese, i cui muri sono decorati da murales che raffigurano animali, paesaggi e scene di vita contadina, respirerete un&amp;rsquo;aria d&amp;rsquo;altri tempi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Luci di Natale, mercatini&amp;nbsp;e presepi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Svariate anche le proposte per poter ammirare le &lt;strong&gt;luci di Natale&lt;/strong&gt; ed i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mercatini natalizi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutto il periodo delle feste &lt;strong&gt;Pinerolo&lt;/strong&gt; ha vestito di luci&amp;nbsp;&lt;span&gt;le facciate del Duomo, dei&amp;nbsp;palazzi di Piazza San Donato&amp;nbsp;e&amp;nbsp;del municipio e le ha accompagnate con &lt;a href="https://www.comune.pinerolo.to.it/novita/comunicati/natale-2025-tutti-eventi-pinerolo"&gt;&lt;strong&gt;un ricco programma di manifestazioni&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Anche &lt;/span&gt;a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Susa&lt;/strong&gt; si possono ammirare i monumenti illuminati (Porta Savoia, l'Arco, il Castello) mentre a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giaveno&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/festival-delle-luci-a-giaveno-un-natale-incantato"&gt;Festival delle Luci&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&amp;egrave; l'occasione in cui le facciate delle case, la chiesa ed il campanile si colorano di proiezioni natalizie ed il parco comunale Marchini si trasforma in un&lt;b&gt;&amp;nbsp;Bosco Incantato, &lt;/b&gt;un&amp;nbsp;luogo fatato in cui gli alberi e le fontane parlano ai bambini (nell'immagine sopra al titolo la piazza di Giaveno fotografata dal drone dello Studio Tecnico Dovis).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora&amp;nbsp;&amp;egrave; anche tempo di &lt;strong&gt;presepi: &lt;/strong&gt;qui, davvero, non c'&amp;egrave; che da sbizzarrirsi. Di quelli di &lt;strong&gt;Venaus&lt;/strong&gt;, che a met&amp;agrave; dicembre diventano anche "da gustare" all'interno di un riuscito percorso enogastronomico.&amp;nbsp;I presepi resteranno allestiti fino all'Epifania, e il 26 dicembre un nuovo percorso di visita sar&amp;agrave; accompagnato dall'offerta di tisane rigeneranti.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;Ad &lt;strong&gt;Avigliana&lt;/strong&gt;, nella chiesa di San Giovanni, ogni anno viene riproposto, sempre con grande cura e ricchezza di dettagli, il presepe meccanico che raffigura uno scorcio del centro storico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Rochemolles&lt;/strong&gt;, una frazione di Bardonecchia, dal 9 dicembre il "&lt;strong&gt;Presepe diffuso&lt;/strong&gt;" propone immagini a dimensione naturale che raffigurano scene di vita del passato alpino della borgata, travolta da una valanga nel 1961. Molti dei personaggi, a grandezza naturale, indossano abiti dell'epoca.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Degno di nota anche il presepe meccanico allestito nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;castello di Chianocco,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;diventato una mostra permanente degli antichi mestieri, insieme alla riproduzione della ferrovia&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fell del Moncenisio&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Luci a Susa2.jpeg" border="0" alt="Luci di Natale a Susa (Alessandro Croce)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="cc9227df-0b2b-426b-a7a0-1e5af23db3e9" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Luci di Natale a Susa (Alessandro Croce).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Relax&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Se invece siete alla ricerca di &lt;strong&gt;relax e benessere&lt;/strong&gt;, potrete trovarli nei numerosi centri&amp;nbsp;disseminati lungo il percorso che unisce la bassa all'alta valle, oltre che nelle attrezzatissime spa di cui ormai quasi tutte le strutture alberghiere, in particolar modo dell'alta valle, sono dotate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A &lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt; per esempio, dopo una giornata trascorsa sulle piste, potrete rilassarvi con sauna, bagno turco, idromassaggio e docce emozionali alla spa del &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.villaggiobardonecchia.it/site/portfolio-articoli/spa-piscina/" target="_blank" rel="noopener"&gt;Villaggio Olimpico&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Capodanno in Rifugio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Per concludere, visto che il tempo stringe ed oltre che il Natale alle porte gi&amp;agrave; si affaccia San Silvestro, che ne dite di regalarvi un &lt;strong&gt;Capodanno in rifugio&lt;/strong&gt;?&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La maggior parte dei rifugi alpini&amp;nbsp;&amp;egrave; solita chiudere al termine dell'autunno e riaprire soltanto&amp;nbsp;nelle festivit&amp;agrave;. Con&amp;nbsp;un po' di fortuna, potreste trovare la soluzione per un inizio anno romantico dinnanzi al caminetto, ma anche per una festa con amici nella quiete del bosco, senza timore di disturbare i vicini con brindisi ed allegria (eccezion fatta per gli animali).&amp;nbsp;Per i pi&amp;ugrave; arditi, intrigante anche l'idea di una cena in rifugio sulle piste, raggiungibile solo con accesso con motoslitta o gatto delle nevi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2023-12/Capanna%20Mautino%201200%20-%20Iris%20Cesare.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Capanna Mautino (Cesana Torinese)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I posti in rifugio &lt;strong&gt;sono ovviamente limitati&lt;/strong&gt;, e non &amp;egrave; facile prenotare, specie se lo si fa all'ultimo minuto. Le nostre valli offrono comunque una vasta scelta di proposte per &lt;strong&gt;un Capodanno all'insegna della buona tavola e del divertimento&lt;/strong&gt;: per saperne di pi&amp;ugrave; vi invitiamo&amp;nbsp;&lt;span&gt;a &lt;strong&gt;&lt;a data-cke-saved-href="http://[track]/https://laboratoriovalsusa.us15.list-manage.com/track/click:rQS$:u=eee409f6d9f27f20091506214:rQS*:id=90fcea88a0:rQS*:e=8b2a8c7390" href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=5%3d1cJS3Z%264%3dS%26n%3dXK%26G%3d1YQU%26u%3dDBLpO_0sSv_Kc_rwkr_2l_0sSv_Jhl7tGr7BGrE7NaHAMs7.CK1a.4AsP-53n7y7.cK5_JQyh_TFP03cG_0sSv_JhcH15k_NiuP_YXM_rwkr_3jw7eZRafbvafXO82fRa1aRX2WL_JQyh_T6Ev_JQyh_UDeR8cAsZ87R_JQyh_T6A_0sSv_Kf88J389OU9f%26v%3dEuOD52.JwL%26iO%3dIW9%26PA%3dT0XKS2WMS6ZQS3%26D%3dPW08vacew709MW29s85Zub4fKY79QS2At85YL590Mbceub0bxa3A3a7sQT09RV5XsbdW&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;consultare la sezione Eventi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;del nostro sito ed a seguire&amp;nbsp;il gruppo Facebook&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a data-cke-saved-href="http://[track]/https://laboratoriovalsusa.us15.list-manage.com/track/click:rQS$:u=eee409f6d9f27f20091506214:rQS*:id=9e263fff13:rQS*:e=8b2a8c7390" href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=6%3d9XNTAU%268%3dT%26v%3dSO%26H%3d9TUV%263%3d9FMxJ_Dtaq_Od_zros_0g_Dtaq_Nit2xHz2FHz0AOiCEN12.GL9V.8B1K-94v238.kF9_KYtl_UNKD4kB_Dtaq_NikC56s_ImvX_TbN_zros_Ae18mUVbnWzbnSS90aVb9VVY0RP_KYtl_UD0z_KYtl_VLZ1UDT29nRO_KYtl_UD6_Dtaq_OgF3N4F4SVGa%26z%3dF3JH60.E1M%26qJ%3dMXG%26KE%3dUHSOT0RQTDUUTA%269%3d1Un2R9mXRWAYO9k4Scm71cGWPYj216H42anSPXj4zWETUXBYP9j64i2wyaC5R6A5wYm3&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Prodotti, servizi ed eventi nelle Valli di Susa, Sangone e del Pinerolese&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p dir="auto"&gt;&lt;span&gt;Ulteriori informazioni sulle pagine facebook territoriali dedicate al turismo: &lt;strong&gt;&lt;a href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=3%3dDb7QFY%26q%3dQ%261%3dW8%26E%3dDXDS%268%3dCyJ3N_wqfu_8a_5vXp_Ek_wqfu_7f0R2.6n8j22Jp.32H_wqfu_7f96qI8NfJ8MnIzJ%26i%3dC8N13E.IjJ%26vN%3d6UL%26Ox1n6f%3dRMW8QEV0QIYDQF%26C%3dfVDWi1p6D5sXhRLbCYnA6VLY9SFcBZEcE6E8fTpZ02L0CYHcf1KX65n8h6D8AZL0&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Val Susa Turismo&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=0%3dLcAXNZ%26u%3dX%269%3dXB%26L%3dLYHZ%26F%3dD3QAO_1xnv_Bh_Cwbw_Ml_1xnv_AmHS6.Cv9n90Kt.00I_1xnv_AmANxC4Hn.M3L_1xnv_Bm40_1xnv_BkQWDbLZHXOcFZOa%26m%3dJFO50M.JnQ%264O%3d0bT%26P2%3dYUXBXMWDXQZHXN%26D%3dnbM0kaxXm9ya0XRXCAPdjbMaE9zdmcTfFCPZodP9l9MBmXT9E9vYDgO8v7j7DdNXFeO7&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Ufficio Turistico Giaveno&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://customer72135g.musvc2.net/e/tr?q=3%3dAe8QCb%26r%3dQ%26x%3dZ9%26E%3dAaES%265%3dFzJzQ_xqcx_9a_2yYp_Bn_xqcx_8f7U3.6kAk2yMq.3yK_xqcx_8f5Dl9mGuJ5PoI4GiEzGt52MrE%26n%3dK1I6A8.DoR1k9g%26oI%3dAcE%26J3%3dZFRCY8QEYBTIY9%268%3dB9k1kbhWkADYBclZCc01IclZmYiZlfgQBgi3Gd0ZDCEQHfD1JBBYpC06IhC3Ga8W&amp;amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"&gt;Pinerolo Ufficio del Turismo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:04:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/5-cose-da-fare-natale-valle-di-susa-e-val-sangone</guid></item><item><title>I Marroni, dove trovarli e come distinguerli dalle castagne</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/enogastronomia/i-marroni-dove-trovarli-e-come-distinguerli-dalle-castagne-ma-attenzione-la</link><description>&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ovunque, il marrone &amp;egrave; un colore. In valle di Susa, invece,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;il marrone&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &amp;egrave; in&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;anzitutto un frutto, &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;quello dei castagni pi&amp;ugrave; pregiati del nostro territorio&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ma &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;che&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt; differenza &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;c&amp;rsquo;&amp;egrave; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;tra castagna e marrone?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Entramb&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;sono &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;frutt&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; del castagno, derivat&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; da fiori femminili (abitualmente due o tre), racchiusi da una cupola che si trasforma in riccio. La forma dei frutti dipende sia dalla loro variet&amp;agrave; che dal numero presente in ciascun riccio: &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;quelli&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; post&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; lateralmente sono emisferic&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, quell&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; central&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;sono &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;pi&amp;ugrave; schiacciat&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;A volte, per anomalie di impollinazione, nel riccio si trovano dei&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; frutti vuoti, abortiti e piatti &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;castagne &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;vane&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;La differenza tra castagna e marrone &amp;egrave; molteplice e riguarda pi&amp;ugrave; aspetti. Innanzitutto, la &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;forma&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;: il riccio della castagna pu&amp;ograve; contenere fino a sette frutti, nel caso del marrone sono al massimo tre. Ovvio, quindi, che il marrone avr&amp;agrave; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;dimensioni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; maggiori e pi&amp;ugrave; tonde della castagna. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;La&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt; buccia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; delle castagne &amp;egrave; di colore scuro, quella dei marroni pi&amp;ugrave; chiara e striata, e anche la pellicina sotto la buccia, che ricopre il frutto, &amp;egrave; di gran lunga pi&amp;ugrave; semplice da rimuovere nei marroni rispetto alle castagne. Per quanto concerne il &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;sapore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, il marrone ha una dolcezza ed una croccantezza particolari, che ben si prestano a ricette di pasticceria (ad esempio golosissimi marrons glac&amp;egrave;s) o per l'impiego nella preparazion&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; di risotti e zuppe. Nulla vieta di trasformarli in caldarroste, bench&amp;eacute; allo scopo siano idonee anche le castagne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Castagne.jpg" border="0" alt="Castagne" data-entity-type="file" data-entity-uuid="17c39d58-db07-4377-9752-373ff16c6202" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Castagne.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Marroni.jpg" border="0" alt="Marroni" data-entity-type="file" data-entity-uuid="82d4e626-34a5-44fa-bd27-76a4b9d22124" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Marroni: pi&amp;ugrave; grossi, chiari e striati.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;La Storia&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Il marrone &amp;egrave; nato da una serie di &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;ibridazioni tra differenti specie di castagno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, pianta che vanta origini molto antiche. In natura non esiste: la pianta &amp;egrave; ottenuta con l'innesto nell&amp;rsquo;albero di altri tipi di castagno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Alcuni ritrovamenti di fossili &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;fanno risalire&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;il castagno a&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; circa 10 milioni di anni fa, &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;quando era &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; diffuso in Asia, Europa ed Americhe. L&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;coltivazioni&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; in Italia risalirebbe&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;ro&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; a circa &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;10 mila anni fa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; furono &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;poi decimat&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; dall'ultima ondata di freddo e reintrodott&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; in seguito. A Roma la castagna veniva venduta gi&amp;agrave; nei mercati frutticoli del II secolo A.C, &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;ma non era molto apprezzat&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) la considerava affine alle ghiande, domandandosi "&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;em&gt;perch&amp;egrave; la natura avesse nascosto con tanta premura in una cupola irta di spine un frutto di scarso valore&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;". Le conquiste da parte di Roma di nuovi territori diffusero in tutta l'Europa centro meridionale la coltivazione &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;della &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;Castanea &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;ativa, &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;la specie di castagno autoctona del bacino mediterraneo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Castagno.jpg" border="0" alt="Castagneto a Villar Focchiardo" data-entity-type="file" data-entity-uuid="a8eed50e-fc72-4ef5-aaee-7c7f3f35feaf" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Castagneto a Villar Focchiardo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;In valle di Susa la coltivazione del castagno era presente gi&amp;agrave; in epoca romana, ma la prima documentazione inerente &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;risale al Medioevo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. Tra Villarfocchiardo e San Giorio nel 1200 era noto il &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Castagneretum di Templeris&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, che apparteneva ai templari, nel quale si trovano tutt&amp;rsquo;ora le pi&amp;ugrave; antiche ceppaie di marroni valsusini. La diffusione della coltura avvenne grazie alle istituzioni monastiche, che la praticarono in tutta la valle, consentendo, alla fine del 1800, un florido commercio di marroni lungo tutta la penisola e verso Francia e Stati Uniti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Nella seconda met&amp;agrave; del Novecento il progressivo abbandono delle campagne da parte della popolazione in favore dello sviluppo industriale mise in crisi la castanicoltura: &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; castagneti necessitano infatti di &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;cure ed attenzioni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, che non si limitano al momento della raccolta, ma vanno garantite tutto l'anno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;I produttori in Valle di Susa: il&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; marchio IGP&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; partire dagli anni '80 si &amp;egrave; gradualmente rivalutata la coltivazione &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;di questo frutto&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; fino ad arrivare, nel 2003, alla nascita della cooperativa &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;La Maruna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, che commercializza i marroni della bassa valle, e all'ottenimento, nel 2010, del &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;marchio IGP &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;(Indicazione Geografica Protetta). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;Il marchio, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;che &amp;egrave; stato ottenuto anche da alcune aziende agricole in modo autonomo, come l&amp;rsquo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="/blog/notizie-dalle-aziende/azienda-agricola-pognant-gros-dove-il-marrone-e-uno-di-famiglia"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;Azienda Pognant Gros di San Giorio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt; &amp;egrave; riservato ai frutti ottenuti da alberi di castagno &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;di ecotipi locali designati col nome del comune di provenienza &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Marrone di San Giorio di Susa, Marrone di Meana di Susa, Marrone di Sant&amp;rsquo;Antonino di Susa, Marrone di Bruzolo e Marrone di Villar Focchiardo&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;SCOPRI DI PI&amp;Ugrave;: &lt;a href="/prodotti-agricoli/azienda/cooperativa-la-maruna"&gt;Cooperativa "La Maruna"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;I marroni che si fregiano del &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;marchio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;provengono da castagneti con sottoboschi &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;sfalciati senza diserbanti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; e prodotti chimici, raccolti manualmente o meccanicamente da fine settembre &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;al 10&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; novembre. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Li potete trovare in tutte le &lt;strong&gt;fiere autunnali &lt;/strong&gt;del territorio, ed in particolare alla &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/sagre-e-tradizioni/villar-focchiardo-la-piu-antica-sagra-del-marrone-italiana"&gt;&lt;strong&gt;Sagra del Marrone&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;di Villar Focchiardo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (terza domenica di ottobre) ed alla &lt;strong&gt;Festa del Marrone di San Giorio&lt;/strong&gt; (quarta domenica di ottobre).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/marroni Pognant Gros.jpg" border="0" alt="Marroni Pognant Gros" data-entity-type="file" data-entity-uuid="258ebb03-70d8-4b15-b9ab-6fb26d89460b" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span&gt;I marroni della Valle di Susa si trovano nei mercati e presso la Cooperativa La Maruna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Se il marrone fresco &amp;egrave; una bont&amp;agrave;, esistono comunque diversi procedimenti di conservazione. Abitualmente, le pezzature inferiori vengono &lt;strong&gt;essiccate&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; per poi essere trasformate in farina, oppure essere vendute intere, pronte per essere reidratate al momento dell'uso ponendole a bagno in acqua o latte. Quelle pi&amp;ugrave; grandi vengono conservate sotto vuoto, surgelate, in sciroppo acquoso, in alcool o utilizzate per preparazioni dolciarie. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;L'evoluzione ha fatto s&amp;igrave; che molte operazioni manuali siano oggi soppiantate dalla tecnologia ed effettuate con apposite macchinari. Ma sgusciatura, spelatura, mondatura, vaglio, battitura, sono solo alcuni dei passaggi per arrivare al prodotto finale. A monte, c'&amp;egrave; una fondamentale e faticosa &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;pulitura e manutenzione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;dei castagneti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. Un lavoro metodico, che non &amp;egrave; limitato solo all'autunno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Selezione.jpg" border="0" alt="La selezione dei marroni in base alla pezzatura." data-entity-type="file" data-entity-uuid="f96341e4-12c7-4d16-bb4e-cc0aa99ad22d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;La selezione dei marroni in base alla pezzatura.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Nei boschi la raccolta &amp;egrave; libera?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Numerosi sono i nemici delle castagne: muffe, batteri patogeni, insetti e, non ultimi, coloro che si introducono nei castagneti altrui per effettuare &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;sottrazioni indebite&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. &lt;strong&gt;Un reato&lt;/strong&gt;, che in quanto tale &amp;egrave; sanzionabile e non aiuta gli sforzi dei castanicoltori, volti alla salvaguardia e mantenimento di questo saporito ed invitante frutto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Chi fosse interessato ad introdursi nei boschi &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;(e non nei terreni privati)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; per la raccolta ad uso proprio, sappia che la raspollatura, ovvero la raccolta delle castagne cadute, pu&amp;ograve; essere effettuata &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;solo in zone dove sia evidente che si tratti di appezzamenti non coltivati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. Nelle propriet&amp;agrave; private, invece, &amp;egrave; libera dal primo novembre, ma pu&amp;ograve; essere effettuata solo con espressa autorizzazione scritta del proprietario od in sua presenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Cartello.jpg" border="0" alt="Divieto di raccolta nei terreni privati" data-entity-type="file" data-entity-uuid="07ea7f05-c888-44dd-9821-fbb25c4b83f5" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Un cartello di divieto nel comune di Villar Focchiardo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Questo frutto&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;inoltre&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, ha &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;strong&gt;molteplici virt&amp;ugrave; organolettiche&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;. La castagna &amp;egrave; considerata un alimento ottimale per g&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;i sportivi, grazie al suo elevato contenuto di potassio, in grado di ridurre l'affaticamento muscolare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ma piace a tutti, anche ai pi&amp;ugrave; pigri: difficilmente si resiste alla tentazione di sgranocchiare un cartoccio di caldarroste davanti ad uno scoppiettante caminetto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 12:20:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/enogastronomia/i-marroni-dove-trovarli-e-come-distinguerli-dalle-castagne-ma-attenzione-la</guid></item><item><title>IN BICI SULLA VIA FRANCIGENA-3: DA CANTERBURY A BARDONECCHIA</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/in-bici-sulla-via-francigena-3-da-canterbury-a-bardonecchia</link><description>&lt;p align="justify"&gt;Come accade nelle migliori saghe, dopo aver divorato i capitoli finali&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Valentina e Michele&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si sono concessi il piacere del &lt;i&gt;&amp;ldquo;prequel&amp;rdquo;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ogni saga che si rispetti, infatti, ha il suo inizio, che spesso viene raccontato in un secondo momento&amp;hellip; ed &amp;egrave; stato cos&amp;igrave; anche per questa storia: &lt;em&gt;"Dopo aver pedalato lungo la parte italiana della Via Francigena, in due tappe da Bardonecchia a Roma e da Roma a Santa Maria di Leuca, abbiamo sentito il richiamo dell&amp;rsquo;inizio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Oggi, il nostro viaggio &lt;strong&gt;da Canterbury a Santa Maria di Leuca&lt;/strong&gt; si &amp;egrave; concluso davvero: un cerchio perfetto, aperto e chiuso sulle due ruote".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il 29 agosto siamo atterrati a Londra, da dove abbiamo raggiunto la meravigliosa &lt;strong&gt;Cattedrale di Canterbury&lt;/strong&gt;, in una giornata di sole epica, per dare inizio a questo nuovo viaggio, attraverso l&amp;rsquo;Europa, a ritmo decisamente Slow. Reduci dalle ultime avventure a pedali, questa volta abbiamo scelto di non fare grandi programmazioni: circa 80-100 km al giorno, senza tempistiche particolari, ma solo il piacere della scoperta. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che una volta raggiunte le bianche scogliere di Dover, e preso il traghetto per Calais, siamo entrati subito nel giusto spirito del viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/1%20Cattedrale%20di%20canterbury.%20Km0%20della%20Via%20Francigena.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Cattedrale di Canterbury. Km 0 della Via Francigena&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/2%20Lungo%20i%20canali%20della%20Saone.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Lungo i canali della Saone&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;strong&gt;Nota tecnica:&lt;/strong&gt; questa parte di Francigena &amp;egrave; poco frequentata e segnalata. Il percorso pedonale non &amp;egrave; adatto alle biciclette, esistono delle varianti ciclabili (segnalate sulla guida Cicerone) ma spesso a causa delle piogge, le strade sterrate risultano impraticabili. Le varianti proposte da Komoot nella sezione cicloturismo sono una valida alternativa che permette di evitare i tratti pi&amp;ugrave; complicati.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;I primi 500 chilometri di viaggio ci hanno accolto con una costanza quasi disarmante: &lt;strong&gt;campi a perdita d&amp;rsquo;occhio o ciclabili lungo placidi fiumi&lt;/strong&gt;, uno scenario che si &amp;egrave; ripetuto giorno dopo giorno. Ma, come in ogni pellegrinaggio, lo stupore non nasce dalla grandiosit&amp;agrave;, bens&amp;igrave; dalle piccole meraviglie. Il terreno, quasi sempre sterrato, ci ha condotto da nord a sud dell&amp;rsquo;Europa, con un ritmo quasi ipnotico, fatto di pedalate sempre uguali&amp;hellip; finch&amp;eacute; all&amp;rsquo;improvviso qualcosa rompeva la monotonia: un villaggio che appariva dal nulla, una chiesa solitaria, una famiglia di ricci che attraversava la strada, una luce particolare che illuminava il cammino. Piccoli segni che ci dicevano di non fermarci e di andare avanti.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/7%20Il%20simbolo%20della%20Francige%20a%20ci%20dice%20che%20siamo%20sulla%20strada%20giusta.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Il simbolo della Francigena ci dice che siamo sulla strada giusta&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/8%20Attraverso%20il%20vitigno%20di%20veuve%20cliquot.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Attraverso il vitigno di veuve cliquot&amp;nbsp;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Cos&amp;igrave;, nonostante il vento costantemente contrario e gli scrosci di pioggia alternati a raggi di sole abbaglianti, abbiamo trovato la bellezza proprio l&amp;igrave;, nelle sorprese inaspettate lungo il percorso, e nella storia delle citt&amp;agrave; attraversate come Arras, Laon, Reims, Ch&amp;acirc;lons-en-Champagne, Champlitte (sede della via francigena) Besancon, Pontarlier, Losanna e molte altre.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&amp;Egrave; proprio la citt&amp;agrave; di &lt;strong&gt;Reims&lt;/strong&gt; che segna il cambio di paesaggio: da qui &lt;strong&gt;si entra nella regione dello Champagne&lt;/strong&gt;. Colline e distese a perdita d&amp;rsquo;occhio coltivate a vite. Un cambio di panorama che ci ha fatto bene allo spirito ed al palato.. qualche bollicina ci ha aiutato a dare un po&amp;rsquo; di ritmo al viaggio!&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Dallo Champagne si passa alla &lt;strong&gt;Borgogna&lt;/strong&gt;, per poi arrivare nella zona delle Prealpi ed entrare in &lt;strong&gt;Svizzera&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;In quest&amp;rsquo;ultima parte di viaggio le pianure coltivate e i lunghi tratti pianeggianti hanno ceduto il passo a salite pi&amp;ugrave; impegnative, che ci hanno portato dentro scenari completamente diversi. I campi si sono trasformati in pascoli verdissimi, punteggiati da tantissime mucche che sembravano accompagnare il nostro cammino con il loro sguardo curioso. Intorno a noi, un susseguirsi di paesaggi spettacolari: colline morbide, campanili dalle tegole colorate, piccoli allevamenti e tantissime cascine che ci hanno raccontato le storie di una vita scandita dal ritmo lento della natura. La fatica delle salite era ripagata a ogni curva, quando lo sguardo si apriva su orizzonti che sapevano di autenticit&amp;agrave; e di libert&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/9%20Un%20bicchiere%20di%20Champagne%20al%20posto%20del%20Polase.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Un bicchiere di Champagne al posto del Polase&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/13%20Il%20punto%20informativo%20di%20Ivrea.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Il punto informativo di Ivrea&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;strong&gt;Nota tecnica:&lt;/strong&gt; in questi anni il traforo del Monte Bianco &amp;egrave; chiuso per lavori e molto del traffico su ruota si &amp;egrave; spostato sul traforo del Gran San Bernardo (strada di montagna con gallerie e lavori in corso). Ci &amp;egrave; stato fortemente sconsigliato di percorrerla in bicicletta e la soluzione pi&amp;ugrave; pratica ed economica &amp;egrave; quella di prendere il Flixbus che fa la tratta Losanna &amp;ndash; Aosta, e cos&amp;igrave; abbiamo fatto.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Cos&amp;igrave;, con il nostro ingresso in Italia, la discesa in picchiata su Ivrea e la risalita su Bardonecchia, si &amp;egrave; conclusa la nostra esperienza sulla Via Francigena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per noi &amp;egrave; stato il viaggio del numero 3:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;3 viaggi in 3 anni diversi&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;30 giorni in sella&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;3.000 km percorsi con tantissimo dislivello&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;3 Stati attraversati: Francia, Svizzera, Italia (i 50 km inglesi li teniamo da porte)&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;La vera nota di merito della tratta Canterbury-Bardonecchia &amp;egrave; senza dubbio la tranquillit&amp;agrave; e la sicurezza. Il treno &amp;egrave; sempre a portata di mano per gli imprevisti, e le persone incontrate si sono dimostrate accoglienti e gentili. In questi dieci giorni &lt;strong&gt;abbiamo dormito ben cinque volte in strutture donative&lt;/strong&gt;, che qui hanno un livello decisamente pi&amp;ugrave; alto rispetto a quelle trovate in Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E cos&amp;igrave;, il nostro prequel ha completato la saga: la Via Francigena, da Canterbury a Santa Maria di Leuca, &amp;egrave; stata scritta. Un viaggio che vivr&amp;agrave; per sempre dentro di noi!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;Album di viaggio&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/3%20Sugli%20sterrati%20della%20regione%20del%20Grande%20Est.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Sugli sterrati della regione del Grande Est&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/5%20Tra%20le%20vigne%20dello%20Champagne.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Tra le vigne dello Champagne&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/6%20Benvenuti%20a%20Chalon%20en%20Champagne%20con%20la%20sua%20architettura%20tipica.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Benvenuti a Chalon en Champagne con la sua architettura tipica&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/11%20La%20birra%20della%20Via%20Francigena%20trovata%20nel%20donativo%20Au%20Bon%20Vivant.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La birra della Via Francigena trovata nel donativo "Au Bon Vivant"&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;h6&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/12%20Timbri%20e%20reintegro%20delle%20energie.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;h6&gt;Timbri e reintegro delle energie&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;h6&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/10%20Bici%20protette%20da%20Sigerico.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;h6&gt;Le bici sono protette da Sigerico&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Leggi anche&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/da-bardonecchia-roma-bici-sulla-francigena-attraverso-unitalia-tutta-da-scoprire"&gt;IN BICI SULLA VIA FRANCIGENA: DA BARDONECCHIA A ROMA&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/francigena-bike-da-bardonecchia-santa-maria-di-leuca-atto-secondo-le-strade-del"&gt;IN BICI SULLA VIA FRANCIGENA-2: DA ROMA A SANTA MARIA DI LEUCA&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Wed, 24 Sep 2025 13:50:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/in-bici-sulla-via-francigena-3-da-canterbury-a-bardonecchia</guid></item><item><title>Condove, il comune delle 80 borgate e dei mille itinerari</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/condove-il-comune-delle-80-borgate-e-dei-mille-itinerari</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Se &amp;egrave; vero che &lt;em&gt;&amp;ldquo;tutte le strade portano a Roma&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, come afferma un noto adagio, &amp;egrave; altrettanto incontestabile che &lt;strong&gt;Condove&lt;/strong&gt; offra numerosi itinerari agli appassionati di montagna. Il &lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Comune &amp;egrave; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;pi&amp;ugrave; grande della Bassa Valle di Susa: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;si estende infatti per 7.133 ettari, dei quali solo una minima parte, &lt;strong&gt;nemmeno il 7%&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; rappresentata da territorio pianeggiante. Tutto il resto &amp;egrave; abbarbicato alla montagna, compreso tra i due ampi valloni&lt;strong&gt; del Gravio&lt;/strong&gt; a nord-ovest e &lt;strong&gt;del Sessi&lt;/strong&gt; a nord-est, che Condove divide con il vicino comune di Caprie. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Pascoli e boschi sono tipici del versante montano condovese, caratterizzato dalla cime del monte &lt;strong&gt;Lunella&lt;/strong&gt; (2772 metri), di &lt;strong&gt;Punta Grifone&lt;/strong&gt; (2358 metri) e del monte &lt;strong&gt;Civrari&lt;/strong&gt; (2302 mt), a destra del &lt;strong&gt;Collombardo&lt;/strong&gt; (1888 metri), valico alpino in vetta al crinale che fa da spartiacque con la Valle di Vi&amp;ugrave;. Qui ogni anno, la prima domenica di agosto, si celebra la festa &lt;em&gt;&amp;ldquo;Vurumie bin a le muntagne&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, che raduna in quota rappresentanze dei comuni di Lemie e Condove. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/1 Santuario Madonna degli Angeli al Collombardo - Iris Cesare.jpg" border="0" alt="Santuario Madonna degli Angeli al Collombardo - Iris Cesare" data-entity-type="file" data-entity-uuid="9799ed21-33d3-40c6-8358-db16c0aadd40" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Santuario Madonna degli Angeli al Collombardo (Iris Cesare).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Salendo dal concentrico si incontrano poco meno di &lt;strong&gt;80 borgate&lt;/strong&gt;, la cui toponomastica si ritrova anche nell&amp;rsquo;anagrafe locale: valgano ad esempio i cognomi &lt;strong&gt;Borla, Cugno, Gagnor, Girardi,&lt;/strong&gt; che danno il nome ad altrettante frazioni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Di questi insediamenti meritano una citazione a parte &lt;strong&gt;Mocchie&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Frassinere&lt;/strong&gt;, che fino al 1936 erano comuni montani e non semplici borgate. Nei censimenti periodici successivi all&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia, &lt;strong&gt;Mocchie&lt;/strong&gt; contava sempre oltre 2 mila abitanti; quello datato 1881 testimonia addirittura 2811 presenze, a cui si aggiungono le 1817 di &lt;strong&gt;Frassinere&lt;/strong&gt;, mentre la popolazione di &lt;strong&gt;Condove&lt;/strong&gt; all&amp;rsquo;epoca raggiungeva &amp;ldquo;soltanto&amp;rdquo; le 1117 unit&amp;agrave;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Lo spopolamento e la &amp;ldquo;discesa al piano&amp;rdquo; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;L&amp;rsquo;aggregazione tra Condove, Mocchie e Frassinere avvenne l&amp;rsquo; 8 luglio 1936, per volont&amp;agrave; comune delle tre realt&amp;agrave; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;su consiglio&lt;/span&gt;&lt;span&gt; d&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;lla Prefettura, per porre rimedio, fra l&amp;rsquo;altro, ai bilanci in rosso delle due amministrazioni montane. Per la &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;realizzazione della strada&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; che ancora oggi collega la montagna all&amp;rsquo;abitato, Mocchie e Frassinere avevano sostenuto ingenti spese &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt; Condove, che in quel tempo attraversava un momento florido in virt&amp;ugrave; della industrializzazione del fondovalle, pot&amp;eacute; farsi carico dei loro debiti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/2 Chiesa di Santo Stefano a Frassinere - Alexia Panizza.jpg" border="0" alt="Santo Stefano a Frassinere (Alexia Panizza)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="d00d1c63-2b85-4363-bfcf-9e45d8e30598" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Santo Stefano a Frassinere (Alexia Panizza).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nel 1930/31 Condove vantava 10 sedi scolastiche, con 400 iscritti. Nel 1980, 50 anni dopo, il numero si era ridotto ad una sola pluriclasse con 11 alunni. Attualmente i pochi studenti residenti in borgata raggiungono le scuole elementari a bordo di scuolabus, cos&amp;igrave; come delle &lt;strong&gt;6 parrocchie del 1941&lt;/strong&gt; non si trova pi&amp;ugrave; traccia: attualmente, la messa viene celebrata solo la domenica al Laietto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE: &lt;/strong&gt;&lt;a href="/blog/valle-di-susa/la-storia-del-monumento-alla-civilta-alpina-di-mocchie-e-dello-spopolamento"&gt;&lt;strong&gt;La storia del monumento alla civilt&amp;agrave; alpina di Mocchie, e dello spopolamento della montagna condovese&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Lo spopolamento montano fu legato alle emigrazioni verso la Francia o alla discesa verso il fondovalle per l&amp;rsquo;impiego come manodopera negli insediamenti industriali locali, in particolare delle &lt;strong&gt;Officine Moncenisio&lt;/strong&gt;. L&amp;rsquo;economia montana, fatta di coltivazioni, terrazzamenti, pastorizia, sfruttamento del legname per edilizia e riscaldamento, fucine e molini che macinavano i cereali, venne progressivamente abbandonata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Solo la tradizione del &lt;strong&gt;mercato del mercoled&amp;igrave; mattina&lt;/strong&gt; &amp;egrave; proseguita fino ai giorni nostri. Un&amp;rsquo;abitudine piuttosto radicata, se si considera che l&amp;rsquo;appuntamento settimanale con il commercio ambulante risale al XVIII secolo, essendo stato istituito nel 1780. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;l fascino degli itinerari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Un fitto reticolo di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;sentieri &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;e&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt; mulattiere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ermett&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;i affrontare salite pi&amp;ugrave; o meno impegnative, che tengano conto del tempo a disposizione e&amp;nbsp;del grado di allenamento di chi vi si cimenta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;M&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;a anche la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;strada carrozzabile &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ci consente di raggiungere&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ngoli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e panorami&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; di grande suggestione: scopriamo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;gli itinerari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;e le principali borgate del territorio condovese attraverso questa bellissima cartina &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;realizzata qualche anno fa da&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Elio Giuliano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Borgate Condove HR.jpeg" border="0" alt="Le Borgate di Condove (Elio Giuliano)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b02842f3-786e-48c8-a72d-f7d2f790b1a2" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;S&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;alendo dalla strada che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;parte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;lla piazza del paese, superato il bivio per la &lt;strong&gt;Calcina&lt;/strong&gt; (una borgata raggiungibile solo a piedi dove potete trovare un'azienda che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="/prodotti-agricoli/azienda/la-calcina-erbe-biologiche-di-montagna"&gt;&lt;strong&gt;coltiva erbe aromatiche e officinali&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;) e la&amp;nbsp;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;borgata&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Giagli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;si raggiunge &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Pralesio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Qui&amp;nbsp;la strada si biforca: a destra si pu&amp;ograve; salire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; verso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Laietto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Pratobotrile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, da cui parte il sentiero per il Collombardo, e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;verso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;le borgate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Muni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Camporossetto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, dal bellissimo panorama sulla valle. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;S&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e, invece,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;subito dopo Pralesio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;si svolta ancora a destra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; si raggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;u&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ngono&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Sigliodo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Peroldrado&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e si prosegu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; verso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; la valle del Sessi e le borgate capriesi di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Campambiardo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Celle&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/3 cappella di camporossetto - Massimiliano Duretto.jpg" border="0" alt="Camporossetto (Massimiliano Duretto)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="bf92c19e-94f9-4de7-870c-8359dee4562d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Camporossetto (Massimiliano Duretto).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Salendo a sinistra invece &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;si &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;arriva a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Mocchie&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;(qui, al&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="/prodotti-agricoli/azienda/il-forno-di-mocchie-grano-e-pane-di-montagna"&gt;Forno di Mocchie&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, trovate il pane fatto con farine locali ed i prodotti del territorio).&amp;nbsp;Poco pi&amp;ugrave; avanti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;sulla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; destra &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;si stacca &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;la lunga carrozzabile, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;sterrata nel suo ultimo tratto,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; che conduce al Collombardo attraverso le borgate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Bigliasco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Prato del Rio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e gli alpeggi dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Rat&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Tomba di Matolda&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Proseguendo sulla strada principale si raggiunge &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Frassinere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;(in realt&amp;agrave; &lt;strong&gt;Borgata Borla&lt;/strong&gt;) e si torna a costeggiare lo spartiacque con la Valle di Susa, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;fin &amp;ldquo;sopra&amp;rdquo; Borgone, attraversando le borgate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Trait, Airassa, Mollette&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Prarotto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, da cui partono i sentieri che conducono a Rocca Patanua ed a punta Lunella. Da Prarotto la strada prosegue, in discesa, verso la borgata di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Maffiotto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/4 Tramonto a Prarotto (Condove) - Fabio Santini.jpg" border="0" alt="Tramonto a Prarotto (Fabio Santini)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="1168ca34-f50f-48ac-a418-0350c495f395" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Tramonto a Prarotto (Fabio Santini).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/it/tutte-le-aziende?SearchKeywords=condove"&gt;&lt;strong&gt;Scopri tutte le aziende della zona!&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;S&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;ul sito del Comune di Condove si pu&amp;ograve; trovare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.comune.condove.to.it/it-it/vivere-il-comune/itinerari"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;il dettaglio dei vari itinerari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;e scaricare la relativa cartografia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Per un percorso storico &amp;egrave; possibile &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;percorrere il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.comune.condove.to.it/it-it/vivere-il-comune/itinerari/giro-dei-distaccamenti-partigiani-e-percorso-sacro-dell-eccidio-di-vaccherezza-27766-1-3cc28d7e3799fbe5df999fc8e306a347"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Giro dei distaccamenti partigiani e percorso sacro dell'eccidio di Vaccherezza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; che collega tra loro &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;tutte &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;le sedi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;in cui oper&amp;ograve; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;113ma Brigata Garibaldi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;, tocca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;n&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;do anche&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Vaccherezza, dove 13 partigiani trovarono la morte proprio alla viglia della Liberazione, il 20 aprile 1945.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ovunque si scelga di approfondire la conoscenza del territorio condovese, si&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; troveranno importanti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;testimonianze del passato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;: piloni, caratteristiche architettoniche di epoca romanica e barocca, pascoli, alpeggi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;bergerie, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;mulattiere, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;chiese, cappelle votive. Oltre ad un elemento comune, decisamente non di poco conto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;garantito da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;un ineguagliabile panorama &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;sulla Sacra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;sul&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; fondovalle. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 29 Jul 2025 11:45:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/condove-il-comune-delle-80-borgate-e-dei-mille-itinerari</guid></item><item><title>È disponibile la "Guida Free" 2025 della Valle di Susa</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/la-guida-free-della-valle-di-susa-storia-natura-musei-e-gastronomia-portata-di</link><description>&lt;p align="JUSTIFY" style="text-align: left;"&gt;Conoscere il prezioso patrimonio del territorio della Valle di Susa in un appassionante viaggio attraverso siti archeologici, abbazie e monasteri, cicli affrescati, Sistema Museale Diocesano, collezioni museali, fortificazioni, cultura materiale, parchi naturali e gusto: tutto questo &amp;egrave; possibile grazie alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;uida F&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ree&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;2025&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ideata dal piano di valorizzazione territoriale &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p align="JUSTIFY" style="text-align: left;"&gt;Nelle sue 60 pagine, con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;testi in italiano, francese e inglese&lt;/strong&gt;, la guida gratuita presenta l'elenco completo dei siti culturali valsusini aperti e fruibili, descritti in modo semplice e accattivante, con l&amp;rsquo;indicazione degli orari di apertura e dei contatti a cui rivolgersi per avere ulteriori informazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p align="JUSTIFY" style="text-align: left;"&gt;Oltre ai luoghi da visitare, sono presenti&amp;nbsp;un&amp;nbsp;utile&amp;nbsp;focus sugli info&amp;nbsp;&lt;em&gt;point&lt;/em&gt;&amp;nbsp;diffusi&amp;nbsp;e una cartina di facile lettura che riporta i siti turistico-culturali e i punti informativi (Atl, Iat, uffici turistici comunali, consorzi turistici).&amp;nbsp;Trovano spazio, inoltre, in una pagina dedicata le due iniziative outdoor che si svolgono lungo la Via Francigena: la&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Via Francigena Marathon Val Susa&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;dell'8 giugno e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;La Pellegrina Bike Marathon&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;del 12-13 settembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno speciale approfondimento &amp;egrave; dedicato alla XVI&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;in programma&amp;nbsp;&lt;strong&gt;domenica 28 settembre&lt;/strong&gt;, il cui tema quest'anno &amp;egrave;&amp;nbsp;"Tracce in movimento - Migrazioni e flussi culturali nel patrimonio archeologico della Valle di Susa". Inoltre, vi &amp;egrave; la citazione del&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;cantiere della cripta&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;della cattedrale di San Giusto a Susa, il pi&amp;ugrave; importante scavo archeologico dell&amp;rsquo;Italia del Nord.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Guida Free 2025 &amp;egrave; disponibile nei siti culturali, nei punti informativi e negli uffici turisticI.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.valdisusaturismo.it/wp-content/uploads/2025/06/guidafree2025-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAABQAAAAYCAYAAAD6S912AAAAAXNSR0IArs4c6QAAAARnQU1BAACxjwv8YQUAAAAJcEhZcwAADsMAAA7DAcdvqGQAAAAadEVYdFNvZnR3YXJlAFBhaW50Lk5FVCB2My41LjEwMPRyoQAAAN5JREFUSEvdlcENwyAMAIn64NkROkSePMoKzJERMgEzZMwoH1DkYhSiJDJgIvXRPk4Cy1xsS1bENE3Q9z2LYRjAOScAIIswxpCPc2itYVkWUoZE4ZYU7mSS9N6fPlyScoQiCZVSse2StEmIefM8wziOWWmzEPPWdRU5KVfYXfOC9E1Jb1WY4lSlTUJ8WMJaCywhwlkA9HCFz0B3ie0cR8KusMT/CiURi/x2y9m2SpSEry3pcThXCcJ917/eMvmgRq1CXLHjLNMdR5DGkM4xLwjlSUgt+h2isOU3WsNaCx9FtNaZP8PEygAAAABJRU5ErkJggg==" border="0" /&gt;&lt;span&gt;Scarica IL FORMATO PDF&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pubblicazione dedica poi uno spazio all'applicazione&amp;nbsp;per smartphone&amp;nbsp;&amp;ldquo;&lt;strong&gt;Chiese a porte aperte&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;, che consente di aprire e visitare autonomamente, su prenotazione, i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e della Valle d&amp;rsquo;Aosta fra cui quattordici valsusini: le cappelle di San Sisto, di Notre Dame du Coignet e di San Giacomo e Andrea a Bardonecchia, quella di Madonna delle Grazie a Bussoleno, quella di Sant'Andrea delle Ramats e la chiesa di Santa Caterina a Chiomonte, la&amp;nbsp;cappella di San Biagio Vescovo e Pietro a Exilles, la&amp;nbsp;cappella di Santo Stefano a Giaglione, la&amp;nbsp;certosa Madonna della Losa a Gravere, la&amp;nbsp;cappella di San Costanzo a Meana di Susa, la&amp;nbsp;chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire a Moncenisio, la cappella di Santa Maria Maddalena a Novalesa, la&amp;nbsp;cappella dell&amp;rsquo;Annunciazione a Salbertrand e quella di San Lorenzo (o del Conte) a San Giorio di Susa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per maggiori informazioni consultate il sito&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.vallesusa-tesori.it/it/news/2025/6/5/guida-free-valle-di-susa-25/" target="_blank" rel="noopener"&gt;VALLE SUSA TESORI.&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 17 Jul 2025 07:11:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/la-guida-free-della-valle-di-susa-storia-natura-musei-e-gastronomia-portata-di</guid></item><item><title>E-Bike, quando la bici è elettrica</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/e-bike-quando-la-bici-e-elettrica-valle-di-susa-si-puo-anche-noleggiare</link><description>&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;E-bike, bici elettriche o a pedalata assistita&lt;/strong&gt;. Sono differenti i termini usati per definire i mezzi che, sempre pi&amp;ugrave; diffusi in citt&amp;agrave; ma anche fuori dal centro urbano, da alcuni anni hanno fatto la comparsa sulle nostre strade. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;Spesso utilizzati per brevi spostamenti in alternativa al pi&amp;ugrave; dispendioso ed inquinante ciclomotore, sono&lt;strong&gt;&amp;nbsp;soluzioni ecologiche&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;molto simili alle classiche bici, con una marcia in pi&amp;ugrave;:&lt;strong&gt;&amp;nbsp;il&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;motore&lt;/strong&gt;, alimentato da un accumulatore, ovvero una batteria ricaricabile. Con questo ausilio, affrontare tracciati e salite impegnativi diventa pi&amp;ugrave; semplice, perch&amp;egrave; lo sforzo fisico richiesto viene in gran parte alleviato dal ricorso all'alimentazione elettrica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Il costo di una e-bike&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; variabile a seconda dei numerosi fattori da prendere in esame: tra di essi il tipo di motore che la alimenta, la capacit&amp;agrave; dell'accumulatore, il telaio, l'ammotizzazione (full o solo anteriore), il modello. Per questo non &amp;egrave; possibile generalizzare, in quanto il divario di prezzo &amp;egrave; ampio: ci sono bici elettriche del costo di un migliaio di euro e vere e proprie fuoriserie che superano i 6-7000 euro di spesa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/ebike Bardo.jpeg" border="0" alt="ebihe a Bardonecchia" data-entity-type="file" data-entity-uuid="aadf5e32-4f1c-4685-bb49-75d264de7959" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;Va fatta poi una distinzione tra due tipologie&amp;nbsp;spesso impropriamente accomunate:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;la bici elettrica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;bici a pedalata assistita&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(anche detta e-bike)&lt;/strong&gt;. La bici elettrica&amp;nbsp;&amp;egrave;&amp;nbsp;alimentata da una batteria&amp;nbsp;ricaricabile&amp;nbsp;al litio&amp;nbsp;e&amp;nbsp;si muove anche senza pedalare, il che la rende molto simile ad un ciclomotore. Infatti,&amp;nbsp;come tale&amp;nbsp;&amp;egrave; soggetta a bollo ed assicurazione,&amp;nbsp;deve essere targata&amp;nbsp;e non pu&amp;ograve; circolare sulle piste ciclabili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;e-bike&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;o bicicletta con pedalata assistita&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha un alimentatore elettrico che, come dice il termine stesso, assiste il ciclista dove&amp;nbsp;lo sforzo&amp;nbsp;&amp;egrave;&amp;nbsp;maggiore, riducendone&amp;nbsp;la fatica&amp;nbsp;fisica.&amp;nbsp;Tuttavia,&amp;nbsp;il mezzo&amp;nbsp;non si mette in marcia e non procede se si smette di pedalare.&amp;nbsp;Priva di targa, non&amp;nbsp;necessita di omologazione&amp;nbsp;e raggiunge&amp;nbsp;una velocit&amp;agrave; massima di&amp;nbsp;25 km orari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;Decisivi, per quanto concerne la spesa,&amp;nbsp;sono&amp;nbsp;la scelta del tipo di telaio&amp;nbsp;e il modello prescelto:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;le city bike&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;come dice il loro nome,&amp;nbsp;sono utili in citt&amp;agrave;, ancor meglio&amp;nbsp;se pieghevoli, per trasportarle sui mezzi pubblici e parcheggiarle facilmente dinnanzi al posto di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;Le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mountain bike&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sono&amp;nbsp;invece&amp;nbsp;ideali&amp;nbsp;per&amp;nbsp;percorsi scoscesi e accidentati.&amp;nbsp;Ma quale scegliere? Il consiglio &amp;egrave;&amp;nbsp;sempre quello&amp;nbsp;di rivolgersi ad un esperto, che sapr&amp;agrave;&amp;nbsp;suggerire con competenza le variabili da prendere in esame tenendo conto di budget di spesa, motore anteriore o posteriore, autonomia della batteria, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4 lang="zxx"&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/it/tutte-le-aziende?SearchKeywords=bike"&gt;&lt;span&gt;scopri le aziende delle Alte Valli che offrono servizi per le e-bike&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Una valida alternativa: il noleggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;B&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ench&amp;egrave; i recenti bonus mobilit&amp;agrave; le abbiano rese pi&amp;ugrave; accessibili,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;le&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;bici elettriche hanno costi non&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;propriamente irrisori; prima di capire in che direzione orientarsi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;per l'acquisto&lt;/span&gt;&lt;span&gt;, potrebbe rivelarsi utile&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;provare&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;a far girare i pedali scegliendo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;il noleggio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;di una e-bike.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;In valle di Susa il servizio &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;operativo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;in pi&amp;ugrave; sedi: in bassa valle, ad esempio,&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;l'&lt;a href="https://www.facebook.com/UfficioIATComuneAvigliana?locale=it_IT" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;ufficio del turismo d&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/UfficioIATComuneAvigliana?locale=it_IT" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;i&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Avigliana&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Corso Laghi 389, tel. 0119311873 o 3711619930)&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;propone il noleggio di e-bike con sc&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;lta differenziata tra due ore, mezza giornata o intero giorno, suggerendo anc&lt;/span&gt;&lt;span&gt;he&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;4&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;tour&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;differenti&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;per scoprire i dintorni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Il servizio &amp;egrave; operativo da settembre 2016 &amp;ndash;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;precisano dall'ufficio turistico della citt&amp;agrave; lacustre. &amp;ndash;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Nel frattempo il parco bici &amp;egrave; stato ammodernato&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;e&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;la domanda &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;aumentata&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;, anche per la collocazione delle bici,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;ben&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;visibili vicino alle colonnine di ri&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;c&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;arica elettrica&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;Sempre ad Avigliana&lt;/span&gt;, in Corso Laghi 157, proprio davanti al parco Alveare verde, un'azienda produce e noleggia e-bike 100% made in Italy: si tratta&amp;nbsp;di &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/it/azienda/g5-mobility"&gt;&lt;strong&gt;G5Mobility,&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; start-up innovativa che si occupa di mobilità sostenibile nata dal desiderio di creare un prodotto che permetta a tutti, senza fatica, di &lt;a href="https://www.g5mobility.it/" target="_blank" rel="noopener"&gt;scoprire una nuova forma di mobilità che rispetti l&amp;rsquo;ambiente&lt;/a&gt;, valorizzi il territorio e consenta di vivere a pieno la bellezza del viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Bici Avigliana.jpeg" border="0" alt="le e-bike dell'ufficio del turismo di Avigliana" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b5a19898-ebcd-40e2-b7d6-1aadff90cd64" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;City-bike ad Avigliana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;Le e-bike inoltre si possono affittare un po' in tutte le stazioni turistiche&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;dell'alta valle,&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;da&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Sestriere&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(qui&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.sestriere.it/estate-a-sestriere/noleggio-bici-mtb-e-e-bike/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;l'elenco dei punti di noleggio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;) a&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Bardonecchia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;dove, oltre ad un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;bike park&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;con oltre 400 km di sentieri, sono presenti un buon gruppo di&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://bardonecchia.it/bike/e-bike/#cat=Mountain%20bike&amp;amp;filter=r-fullyTranslatedLangus-,r-openState-,sb-sortedBy-0&amp;amp;zc=14.,6.71355,45.07776" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;accompagnatori Mountain Bike&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="https://bardonecchia.it/bike/e-bike/#cat=Mountain%20bike&amp;amp;filter=r-fullyTranslatedLangus-,r-openState-,sb-sortedBy-0&amp;amp;zc=14.,6.71355,45.07776" target="_blank" rel="noopener"&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;punti noleggio cittadini&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Qui invece si possono scaricare i&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.bardonecchia.it/wp-content/uploads/2020/08/ESE_MTB_Bardonecchia_980x625.pdf" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;percorsi per mtb e e-bike&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Nella zona del pinerolese sono ben 15 i percorsi attrezzati&lt;/strong&gt; a disposizione, grazie ad un&amp;nbsp;progetto di infrastrutturazione e promozione del territorio&amp;nbsp;promosso dall&amp;rsquo;Unione Montana del Pinerolese in collaborazione con i Comuni del territorio. Li potete scoprire sul sito &lt;strong&gt;UpSlowTour.it&lt;/strong&gt;, che fornisce anche &lt;a href="https://www.upslowtour.it/esplora/bike-experience/88/Noleggio%2c-vendita-e-riparazione" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;un elenco dei punti dove &amp;egrave; possibile noleggiare le e-bike&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p lang="zxx"&gt;&lt;span&gt;Per tutte le tipologie di bici, l'invito &amp;egrave; sempre ad una pedalata responsabile, con occhio vigile nel rispetto della normativa stradale e sguardo curioso sulle bellezze paesaggistiche locali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 03 Jun 2025 07:18:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/e-bike-quando-la-bici-e-elettrica-valle-di-susa-si-puo-anche-noleggiare</guid></item><item><title>IL COLLE DELLE FINESTRE RIAPRE IL 1 GIUGNO 2025</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/riapre-il-colle-delle-finestre-mentre-si-lavora-sulla-strada</link><description>&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Rese famose in tutto il mondo dal passaggio del &lt;strong&gt;Giro d'Italia&lt;/strong&gt; al Colle delle Finestre (che avverr&amp;agrave; nuovamente sabato 31 maggio 2025) e dall'&lt;strong&gt;Assietta Legend&lt;/strong&gt; di mountain bike, le strade sterrate d'alta quota delle Valli di di Susa e Chisone saranno ancora una volta protagoniste della stagione turistica estiva.&lt;/span&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;A due giorni dal transito della carovana del &lt;strong&gt;Giro d&amp;rsquo;Italia&lt;/strong&gt;, si sono pressoch&amp;eacute; concluse le operazioni per consentire la riapertura della Strada Provinciale 172 del Colle delle Finestre, che tocca la quota pi&amp;ugrave; elevata a 2.176 metri sul crinale tra la Valle di Susa e la Val Chisone. All&amp;rsquo;inizio del mese di maggio, le prime operazioni in quota sulla strada ormai nota in tutto il mondo grazie alla Corsa Rosa e al Tour de l&amp;rsquo;Avenir avevano riguardato la rimozione della neve ancora presente in alcuni punti nel tratto sterrato sino al Colle. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Nelle ultime due settimane il personale operativo della Citt&amp;agrave; Metropolitana ha eseguito le operazioni di manutenzione ordinaria: il controllo dei muri a secco a monte e a valle della carreggiata e la rimozione della vegetazione che poteva eventualmente ostacolare il transito. Una ditta incaricata dalla Citt&amp;agrave; metropolitana ha proceduto allastesa di materiale stabilizzato fine e alla rullatura finale. La rullatura eseguita nell&amp;rsquo;imminenza della corsa, ha lo scopo di rendere il piano viabile percorribile nel miglior modo possibile dai corridori e successivamente, dagli utenti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Transitato il Giro d&amp;rsquo;Italia, &lt;strong&gt;la Provinciale 172 sar&amp;agrave; interamente riaperta al traffico da domenica 1&amp;deg; giugno&lt;/strong&gt;. La riapertura anticipata da domenica 1&amp;deg; giugno riguarder&amp;agrave; anche il tratto della Strada Provinciale 173 del Colle dell&amp;rsquo;Assietta dal Km 33+150 (bivio con strada comunale Usseaux-Balboutet) al Km 35+090 (incrocio tra le Provinciali 172 e 173 a Pian dell&amp;rsquo;Alpe).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/Eventi/2022-07/Colle%20finestre2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Mercoled&amp;igrave; 28 maggio il Vicesindaco metropolitano, &lt;strong&gt;Jacopo Suppo&lt;/strong&gt;, la dirigente e i tecnici della Direzione Viabilit&amp;agrave; 2 hanno compiuto insieme ad una troupe della RAI un sopralluogo sulla Provinciale 172 per constatare lo stato di avanzamento della preparazione della strada. Il sopralluogo ha riguardato anche la Provinciale 197 del Colle del Lys, che nel mese di aprile era stata investita da una frana dal versante sovrastante la carreggiata, tra il km 6+500 e il km 6+900, con colate di fango e massi di piccole e medie dimensioni sulle carreggiata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;A Sabbionera la Citt&amp;agrave; metropolitana di Torino ha posizionato nuove barriere new jersey per la protezione della carreggiata a monte e a valle. L&amp;rsquo;utilizzo di un elicottero da parte della ditta appaltatrice dei lavori ha consentito di velocizzare il montaggio delle reti in aderenza nel versante a monte della strada. &lt;em&gt;&amp;ldquo;Quello di Rubiana &amp;egrave; uno degli interventi pi&amp;ugrave; complicati per ovviare ai danni che il maltempo di aprile ha inferto alla rete stradale di competenza della Citt&amp;agrave; metropolitana, portato avanti nonostante le condizioni meteo sfavorevoli e la coincidenza con due ponti festivi. Dobbiamo ringraziare il nostro personale e le ditte incaricate dei lavori.&lt;/em&gt; - sottolinea il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo &amp;ndash; &lt;em&gt;Abbiamo rispettato l&amp;rsquo;impegno che ci eravamo presi di consentire il transito del Giro d&amp;rsquo;Italia al Colle del Lys, ma, dal nostro punto di vista, &amp;egrave; fondamentale aver riaperto un&amp;rsquo;arteria stradale importante per il collegamento tra le Valli di Lanzo e la Valle di Susa e per la mobilit&amp;agrave; dei cittadini di entrambe le valli&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEGGI ANCHE:&lt;a href="https://www.laboratoriovalsusa.it/blog/valle-di-susa/la-strada-dellassietta-una-stupenda-cavalcata-sul-crinale-tra-valle-di-susa-e"&gt;&amp;nbsp;La Strada dell'Assietta, una stupenda cavalcata sul crinale tra Valle di Susa e Val Chisone&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;Informazioni e immagini (anche dei lavori degli scorsi anni) tratte dal sito della&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/comunicati/viabilita/il-giro-d-italia-al-colle-delle-finestre-e-al-colle-del-lys-terminata-la-preparazione-delle-strade" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Citt&amp;agrave; Metropolitana di Torino&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;dalla Pagina Facebook&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/stradadellassietta/" target="_blank" rel="noopener"&gt;&lt;strong&gt;Strada dell'Assietta&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/lavori5.jpeg" border="0" alt="Lavori Strada Assietta" data-entity-type="file" data-entity-uuid="f78c22f1-89d1-41ee-97f0-fe899adf354c" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/lavori2.jpeg" border="0" alt="Lavori Strada Assietta" data-entity-type="file" data-entity-uuid="b05dfe7d-2b85-4577-97e4-5ff615079824" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/lavori4.jpeg" border="0" alt="Lavori Strada Assietta" data-entity-type="file" data-entity-uuid="8b8ebd56-5429-4a8f-aa92-14b8f7b5b059" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/lavori6.jpeg" border="0" alt="Lavori Strada Assietta" data-entity-type="file" data-entity-uuid="66457f74-1642-4bb2-9e5a-d9a9e2fd391e" /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Fri, 30 May 2025 08:33:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/riapre-il-colle-delle-finestre-mentre-si-lavora-sulla-strada</guid></item><item><title>LA "SETTIMANA ENIGMISTICA" È TORNATA DALLE NOSTRE PARTI...</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-settimana-enigmistica-e-tornata-dalle-nostre-parti</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Una gita a &amp;hellip;?&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; ha debuttato nel 1958 ed &amp;egrave; uno degli schemi di &amp;ldquo;parole crociate&amp;rdquo; pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;anziano&amp;rdquo; della &lt;strong&gt;Settimana Enigmistica&lt;/strong&gt;. La &amp;ldquo;gita&amp;rdquo; ha avuto altre volte come meta la nostra zona. Ma, caso abbastanza raro, ha toccato a poche settimane di distanza due localit&amp;agrave; a noi vicine. Quali siano i paesi non &amp;egrave; difficile da scoprire, visto che lo schema &amp;egrave; corredato di fotografie.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/san-giorio-gita-sett-enigm-tagliata.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La Settimana Enigmistica n. 4851 del 13 marzo 2025&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Sangano-gita-set-enigm-tagliata-scaled.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La Settimana Enigmistica n. 4843 del 16 gennaio 2025&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver individuato le localit&amp;agrave; (se controllare andate al fondo dell'articolo dove abbiamo pubblicato le soluzioni) vi potete fare una gita dentro l&amp;rsquo;ultranovantenne Settimana Enigmistica, per scoprirne le particolarit&amp;agrave; e anche i rari errori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Uguale e diversa, puntuale e perfetta&amp;hellip; o quasi&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il primo numero &amp;egrave; uscito in una data palindroma di oltre novant&amp;rsquo;anni fa. La &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Settimana Enigmistica&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; venne ideata e composta in un alloggetto di Milano dall&amp;rsquo;ingegnere sardo Giorgio Sisini, che la diresse per oltre quarant&amp;rsquo;anni e che viene ricordato con ampio corredo di titoli in fondo ad ogni numero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La rivista aveva un &amp;ldquo;abito&amp;rdquo; classico, che non &amp;egrave; mai passato di moda, variando poco nei decenni successivi. Infatti la copertina del primo numero assomiglia tantissimo a quelle attuali. Uno sguardo pi&amp;ugrave; attento per&amp;ograve; ne coglie le diversit&amp;agrave;. E questo vale per l&amp;rsquo;intera rivista, all&amp;rsquo;interno di una struttura che &amp;ldquo;sembra&amp;rdquo; sempre uguale vi sono ciclicamente delle variazioni e ci sono state negli anni aggiunte e cambiamenti, ma cos&amp;igrave; graduali e discreti da passare quasi inosservati.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1932&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- nasce la prima rivista enigmistica italiana, costa 50 centesimi e in copertina un cruciverba svelava, attraverso la disposizione delle caselle nere, un ritratto dell&amp;rsquo;attrice messicana Lupe V&amp;eacute;lez.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1943 &amp;ndash; 1945&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- i numeri 607 e 694 escono con mesi di ritardo, a causa dei &lt;strong&gt;bombardamenti&lt;/strong&gt;, con le scuse della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1949&lt;/strong&gt; - il sedicenne &lt;strong&gt;Piero Bartezzaghi&lt;/strong&gt; inizia a collaborare alla rivista, nel 1960 ne diventa redattore e vi lavorer&amp;agrave; fino alla morte (1989) e oltre, poich&amp;eacute; i suoi lavori inediti continuano ad essere pubblicati. &amp;ldquo;Il Bartezzaghi&amp;rdquo; di pagina 41 &amp;egrave; un cruciverba a schema libero che sfida il lettore e che segna l&amp;rsquo;evolversi del genere con l&amp;rsquo;introduzione di parole straniere, marchi commerciali, neologismi, fatti e note di attualit&amp;agrave; e politica e l&amp;rsquo;uso delle lettere J K W X Y in aggiunta alle 21 canoniche dell&amp;rsquo;alfabeto italiano.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1995&lt;/strong&gt; - Un significativo restyling alleggerisce la grafica e introduce discretamente e saltuariamente il colore. Cambia anche &lt;strong&gt;il sistema di numerazione dei giochi interni,&lt;/strong&gt; che vengono contrassegnati da un numero composto cos&amp;igrave;: le prime due cifre corrispondono alle ultime due del numero della rivista, le altre dal numero d&amp;rsquo;ordine che quel gioco ha nella rivista, agevolando la ricerca delle soluzioni.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2002&lt;/strong&gt; - La rigorosa alternanza maschio &amp;ndash; femmina nei personaggi di copertina subisce un&amp;rsquo;eccezione in aprile quando comparvero nell&amp;rsquo;ordine, i comici del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2014&lt;/strong&gt; - Esce al &lt;strong&gt;gioved&amp;igrave;&lt;/strong&gt;, (fino al 2 gennaio 2014 ogni sabato) e dall&amp;rsquo;estate diventa anche scaricabile in formato digitale su tablet iOS, Android e Kindle.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2018&lt;/strong&gt; - dal numero 4519 cambiano i principali font tipografici della rivista: diventano il Frutiger e il Times New Roman.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2020&lt;/strong&gt; - dal numero 4604 &lt;strong&gt;si rinnova leggermente la testata&lt;/strong&gt;: &amp;egrave; aumentata di dimensione, la data &amp;egrave; scritta in formato numerico e non pi&amp;ugrave; per esteso, le informazioni per gli abbonamenti sono spostate a pagina 2 ed &amp;egrave; aggiunta la &amp;reg; alla scritta &amp;ldquo;Parole crociate&amp;rdquo; in prima pagina, a sottolineare il carattere di marchio registrato.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2021&lt;/strong&gt; - dal numero 4645 del 1&amp;ordm; aprile 2021 i giochi particolarmente difficili sono contrassegnati da un quadrato rosso.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2022&lt;/strong&gt; - numero 4687 del 20 gennaio, La Settimana Enigmistica celebra i suoi 90 anni pubblicando un inserto con la prima copertina e un&amp;rsquo;antologia di giochi &amp;ldquo;storici&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2022&lt;/strong&gt; - il numero 4702 del 5 maggio 2022 contiene uno dei pochi errori della rivista, ha in copertina la foto di Richard Madden, mentre nella didascalia c&amp;rsquo;&amp;egrave; il nome di Kit Harington.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Record e discrezione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Alcuni record della &amp;ldquo;Settimana Enigmistica&amp;rdquo; sono certi: la prima rivista enigmistica italiana per fondazione e diffusione, &lt;strong&gt;maggior numero di tentativi di imitazione&lt;/strong&gt; (ne hanno contati pi&amp;ugrave; di 200 poi hanno smesso), assenza di pubblicit&amp;agrave; diretta. Altri sono intuibili, ma avvolti nella discrezione che circonda come la nebbia milanese di un tempo la redazione di Palazzo Vittoria (la sede iniziale era in via Enrico No&amp;euml; 43).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il direttore responsabile &amp;egrave; &lt;strong&gt;Francesco Baggi Sisini&lt;/strong&gt;, nipote del fondatore Giorgio, il condirettore &amp;egrave; &lt;strong&gt;Alessandro Bartezzaghi&lt;/strong&gt;, figlio del mitico Piero. Pochi altri nomi, moltissimi pseudonimi. Anche la tiratura non &amp;egrave; certificata, ma dovrebbe essere intorno al milione di copie cartacee, anche adesso che il digitale imperversa. C&amp;rsquo;&amp;egrave; riserbo anche sui dati di bilancio, ma &amp;egrave; realistico ipotizzare un utile annuale di 10 milioni di euro su un ricavo che supera i 50 milioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Sempre uguale?&lt;/h3&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/settimana-enigmistica-n-1-23-1-1932-copertina-scaled.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La copertina del primo numero de La Settimana Enigmistica, uscito il 23 gennaio 1932.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;La copertina della Settimana Enigmistica &amp;egrave; &lt;strong&gt;facilmente riconoscibile&lt;/strong&gt;, confrontandola con quella del primo numero sembra che poco sia cambiato, ma vi sono stati ritocchi nella testata, in cui da decenni si alternano i colori blu, verde e rosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il cruciverba con foto di personaggi famosi dello sport e dello spettacolo ha le sue varianti, cos&amp;igrave; regolari da passare inosservate. La foto, &lt;strong&gt;rigorosamente in scala di grigi&lt;/strong&gt;, ma per Raffaello (n.4554 del 2020) e Leonardo da Vinci (n.4622 del 2022) si sono fatte due eccezioni, ruota di posizione nei quattro angoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I personaggi femminili e maschili si alternano nei numeri dispari e pari (unica eccezione nel 2002 la pubblicazione in sequenza di tre maschi: Aldo, Giovanni e Giacomo del famoso trio).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allo stesso modo si alternano, nel banner sopra la testata, le scritte &amp;ldquo;La rivista di enigmistica prima per fondazione e per diffusione&amp;rdquo; (numeri dispari) e &amp;ldquo;La rivista che vanta innumerevoli tentativi d&amp;rsquo;imitazione!&amp;rdquo; (numeri pari).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A pie&amp;rsquo; di pagina un occhiello con scritte promozionali o di anticipazione del contenuto della rivista.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Le soluzioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;I comuni erano ovviamente quelli di &lt;strong&gt;San Giorio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(13 marzo 2025) e di &lt;strong&gt;Sangano &lt;/strong&gt;(16 gennaio 2025)&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Leggi l'articolo completo sul sito&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/"&gt;"Scuola Guido"&lt;/a&gt;:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;&lt;a href="https://scuolaguido.altervista.org/dopo-sangano-la-settimana-enigmistica-torna-in-gita-da-noi-a-san/"&gt;&lt;strong&gt;DOPO SANGANO, LA &amp;ldquo;SETTIMANA ENIGMISTICA&amp;rdquo; TORNA IN GITA DA NOI, A SAN&amp;hellip;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Fri, 21 Mar 2025 10:05:20 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-settimana-enigmistica-e-tornata-dalle-nostre-parti</guid></item><item><title>UN POLO TURISTICO, CULTURALE E SOCIALE A SANT’ANTONIO DI RANVERSO</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/un-polo-turistico-culturale-e-sociale-a-sant-antonio-di-ranverso</link><description>&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Presto al via i lavori nel complesso monumentale di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso. Gli interventi riguardano il restauro e la &lt;strong&gt;riqualificazione funzionale degli edifici dell&amp;rsquo;Ospedaletto e di Cascina Bassa&lt;/strong&gt; e sono finalizzati all&amp;rsquo;ampliamento dell&amp;rsquo;offerta turistica del sito con la realizzazione di un punto di ristoro (caffetteria/ristorante), di un ampio parcheggio per i visitatori e di una foresteria a servizio di chi percorre gli itinerari dell&amp;rsquo;antica via Francigena. L&amp;rsquo;operazione &amp;egrave; finanziata grazie all&amp;rsquo;&lt;b&gt;accordo attuativo &lt;/b&gt;che perfeziona l&amp;rsquo;assegnazione di&lt;b&gt; 5 milioni di euro a FOM &lt;/b&gt;(Fondazione Ordine Mauriziano) da parte della Regione Piemonte per l&amp;rsquo;attuazione dei FSC 2021-2027.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Firma%203.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;i&gt;&amp;laquo;L&amp;rsquo;importante impegno ed investimento che la Regione ha siglato oggi con la Fondazione &amp;egrave; il segno tangibile di quanto crediamo e puntiamo per il rilancio e la valorizzazione di un bene di grandissimo pregio culturale, storico e religioso rappresentato dalla Precettoria di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso &amp;ndash; &lt;/i&gt;dichiarano &lt;b&gt;il presidente della Regione Alberto Cirio e l&amp;rsquo;assessore regionale al Patrimonio Gian Luca Vignale&lt;/b&gt;&lt;i&gt; &amp;ndash; siamo consapevoli che questo progetto avr&amp;agrave; ricadute economiche e turistiche di fondamentale valore non solo per il complesso, ma anche per tutto il territorio circostante&amp;raquo;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;i&gt;&amp;laquo;La firma dell&amp;rsquo;accordo attuativo &amp;ndash; &lt;/i&gt;spiega &lt;b&gt;la presidente della Fondazione Ordine Mauriziano Licia Mattioli&lt;/b&gt; -&lt;i&gt; non rappresenta solo l&amp;rsquo;avvio dei lavori di restauro e riqualificazione degli edifici dell&amp;rsquo;Ospedaletto e di Cascina Bassa, ma &amp;egrave; finalizzata al rilancio di un polo turistico, culturale e sociale a Ranverso. Con l&amp;rsquo;obiettivo di rendere nuovamente fruibile tutto il complesso della Precettoria, abbiamo infatti gi&amp;agrave; avviato un ampio progetto di riqualificazione finalizzato all&amp;rsquo;ampliamento del percorso di visita e servizi al pubblico con il recupero dell&amp;rsquo;area aulica conventuale&amp;raquo;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Il&lt;/span&gt;&lt;span class="s2"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="s1"&gt;complesso di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso &amp;egrave; una Precettoria che comprendeva la chiesa con il campanile, un monastero con il chiostro interno, di cui rimane oggi solo un lato, le cascine del borgo e &lt;b&gt;l&amp;rsquo;ospedale fondato nel 1188 dai monaci dell&amp;rsquo;ordine degli Antoniani,&lt;/b&gt; che avevano il compito di accogliere e dare ristoro ai pellegrini che percorrevano la via Francigena e curavano, con il grasso dei maiali l&amp;igrave; da loro allevati, il &amp;ldquo;Fuoco di Sant&amp;rsquo;Antonio&amp;rdquo;. La facciata &amp;egrave; tutto quello che oggi rimane dell&amp;rsquo;antico ospedale che fu costruito in mattoni alla fine del 1400 per volere del frate Giovanni di Montchenu.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Mantenere l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; storica e architettonica del contesto &amp;egrave; l&amp;rsquo;obiettivo dei lavori di restauro e riqualificazione. La &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Cascina dell&amp;rsquo;Ospedale&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; &amp;egrave; un complesso di edifici di epoche diverse, costruito sul sito dell&amp;rsquo;antico ospedale e comprendente alcune delle sue strutture murarie originali. Gli edifici includono stalle, rimesse, fienili, tettoie a uso rurale, un&amp;rsquo;abitazione e diversi elementi monumentali, come l&amp;rsquo;ingresso medievale all&amp;rsquo;antico ospedale Antoniano con la pesa pubblica, di alto valore storico e artistico. Di fronte all&amp;rsquo;ingresso dell&amp;rsquo;Ospedaletto, lungo la via Francigena, si trova la &amp;ldquo;Cascina Bassa&amp;rdquo;, un edificio con corte interna dalle caratteristiche formali e costruttive tipiche delle cascine settecentesche locali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Cascina%20bassa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;La cascina bassa.&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;La reception dell&amp;rsquo;H&amp;ocirc;tellerie trover&amp;agrave; posto nella porzione di fabbricato a due piani, vicino all&amp;rsquo;accesso principale alla Cascina Bassa. In un futuro prossimo, si prevede di poter allestire in una delle antiche stalle, pavimentata in mattoni e provvista di mangiatoie di tipologia molto antica, un &lt;b&gt;museo delle tradizioni agricole,&lt;/b&gt; nel quale potranno essere esposti oggetti e utensili della tradizione contadina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Il restauro della tettoia a doppia altezza, che verr&amp;agrave; pavimentata con lastricato in pietra di Luserna, potr&amp;agrave; ospitare un &lt;b&gt;mercato coperto&lt;/b&gt; dei prodotti tipici locali ed altri eventi pubblici, in collaborazione con enti e associazioni locali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;b&gt;L&amp;rsquo;ampio locale della stalla storica settecentesca &lt;/b&gt;con volte a vela in mattoni &lt;b&gt;diventer&amp;agrave; una foresteria&lt;/b&gt;. Al piano inferiore, l&amp;rsquo;accoglienza dell&amp;rsquo;Hotellerie con salottino per gli ospiti e sala per le colazioni; al primo piano 9 camere doppie dotate di bagno privato: 3 nella parte originariamente abitata e 6 sopra la stalla settecentesca. Le camere saranno gli unici ambienti della Cascina Bassa climatizzati con impianti a ventilconvettori, mentre tutti gli altri ambienti saranno riscaldati tramite impianti a pavimento radiante. Nel basso fabbricato di fronte alla Cascina Bassa sar&amp;agrave; allestito un &lt;b&gt;laboratorio-deposito per il cicloturismo&lt;/b&gt;, dove potranno essere riparate e noleggiate le biciclette.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;b&gt;L&amp;rsquo;Ospedaletto diventer&amp;agrave; un punto di ristoro&lt;/b&gt; con cantina dei vini nell&amp;rsquo;interrato e &lt;b&gt;sala ristorante da circa 60 coperti nell&amp;rsquo;ex fienile&lt;/b&gt;. Saranno conservati e restaurati il soffitto a cassettoni in legno, la pavimentazione in formelle di cotto, il camino e la scala, che manterr&amp;agrave; intatto il disegno originario. Verr&amp;agrave; anche recuperata la corte interna, un &lt;em&gt;&amp;ldquo;hortus conclusus&amp;rdquo;&lt;/em&gt; in ciottoli di pietra ornato con il tau, il simbolo dell&amp;rsquo;Ordine dei frati ospitalieri che per secoli hanno fornito ausilio ai pellegrini della via Francigena, e tre alberi di melograno, a simboleggiare la continuit&amp;agrave; con la tradizione medievale che vedeva in questa pianta il simbolo dell&amp;rsquo;albero della vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Ospedaletto.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;L'ospedaletto.&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;b&gt;Lo spazio della pesa pubblica &lt;/b&gt;verr&amp;agrave; mantenuto inalterato con la sola opera di consolidamento e manutenzione sia degli elementi meccanici sia degli elementi costituenti le murature. Nuova invece&lt;b&gt; la fontana&lt;/b&gt; che sar&amp;agrave; collocata nell&amp;rsquo;area antistante l&amp;rsquo;Ospedaletto a ricordare la tradizione locale della Moriana, dell&amp;rsquo;alta e bassa Valle di Susa, da Brian&amp;ccedil;on a Sant&amp;rsquo;Ambrogio ed Avigliana, ricca dell&amp;rsquo;elemento acqua. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Sar&amp;agrave; allestita anche &lt;b&gt;un&amp;rsquo;area dedicata alla coltivazione di piccoli ortaggi ed erbe officinali&lt;/b&gt;: una citazione delle aree agricole presenti nei cortili interni dei monasteri, nei quali le erbe officinali rappresentavano un ambito importante delle selezioni vegetali per la produzione di medicinali e rimedi salutistici suggeriti dalla pluriennale esperienza dei monaci farmacisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Con la risistemazione e parziale deviazione del corso della bealera che attraversa l&amp;rsquo;area dell&amp;rsquo;Ospedaletto mediante un sistema di chiuse a ghigliottina, si ricaver&amp;agrave; un&amp;rsquo;&lt;b&gt;ampia area parcheggio&lt;/b&gt; la cui pavimentazione sar&amp;agrave; realizzata con supporti in materiale ecologico riciclato, inerbito e totalmente permeabile all&amp;rsquo;acqua. La superficie percorribile da auto e bus turistici sar&amp;agrave; realizzata in materiale drenante, del tipo gi&amp;agrave; adottato per la pista ciclopedonale che collega Avigliana a Sant&amp;rsquo;Ambrogio. Completano l&amp;rsquo;area accoglienza &lt;b&gt;un frutteto con meli da fiore e la zona pic-nic&lt;/b&gt; separati visivamente dal parcheggio da una barriera vegetale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p2"&gt;&lt;span class="s1"&gt;&lt;b&gt;I lavori termineranno entro il 31 dicembre 2026 &lt;/b&gt;e sono stati affidati, in forma di appalto integrato, che comprende la redazione della progettazione esecutiva, all&amp;rsquo;ATI costituita dall&amp;rsquo;Impresa Fantino S.p.A. di Cuneo e M.I.T s.r.l. di Nichelino sulla base del Progetto di Fattibilit&amp;agrave; Tecnica ed Economica redatto dal gruppo di professionisti facenti capo all&amp;rsquo;arch. Roberto Fraternali. Il gruppo di professionisti che, per conto dell&amp;rsquo;ATI, sta redigendo la progettazione esecutiva, &amp;egrave; invece coordinato dal prof. arch. Giovanni Durbiano.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4 class="p3"&gt;Scopri di Pi&amp;ugrave;: &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/storia-e-tradizione/precettoria-di-santantonio-di-ranverso"&gt;La Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h3&gt;Sabato 22 marzo si attiva il progetto europeo Argus&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La Precettoria di Sant&amp;rsquo;Antonio di Ranverso &amp;egrave; uno dei cinque siti pilota in Europa selezionato dal progetto ARGUS per testare &lt;strong&gt;le tecnologie innovative di monitoraggio e prevenzione dei rischi&lt;/strong&gt; delle strutture particolarmente minacciate dai cambiamenti climatici e dall&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; umana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iniziativa unisce la gestione del patrimonio all&amp;rsquo;intelligenza artificiale e alla tecnologia d&amp;rsquo;avanguardia per un salto di qualit&amp;agrave; nella conservazione del patrimonio culturale che ne garantisca la trasmissione in sicurezza alle future generazioni. Sabato 22 marzo &amp;egrave; in programma &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;installazione delle nuove sonde di rilevamento&lt;/strong&gt; alla presenza dei partner europei.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 12 Mar 2025 19:25:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/un-polo-turistico-culturale-e-sociale-a-sant-antonio-di-ranverso</guid></item><item><title>LA "COMBA" E LA "BALMA", DUE TERMINI CHE LE ALPI CONDIVIDONO CON L'EUROPA</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-comba-e-la-balma-due-termini-che-le-alpi-condividono-con-l-europa</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;"C&amp;ocirc;mba" e "Balma"&lt;/strong&gt; sono due termini ben conosciuti sulle Alpi piemontesi, &lt;strong&gt;eredit&amp;agrave; delle nostre radici galliche&lt;/strong&gt; preromane, che condividiamo con altri Paesi europei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gallia Cisalpina&lt;/strong&gt; o Gallia Citeriore &amp;egrave; infatti il nome che i Romani avevano dato ai territori dell'Italia settentrionale, compresi tra il fiume Adige a Levante e le Alpi a Ponente. Il Piemonte, all&amp;rsquo;interno della Gallia Cisalpina, era abitato da trib&amp;ugrave; celto-liguri come i &lt;strong&gt;Taurini&lt;/strong&gt;, che parlavano vari dialetti del gruppo celtico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Le radici gallo-celtiche&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Queste popolazioni furono tutte annesse dall&amp;rsquo;Impero Romano, alcune volte in maniera sanguinosa, altre volte in maniera pacifica (come avvenne per &lt;strong&gt;il Regno dei Cozii&lt;/strong&gt;). Tutte quante, entrate nell&amp;rsquo;Impero, subirono la progressiva romanizzazione e adottarono la lingua latina, che per&amp;ograve; nella loro parlata sub&amp;igrave; l&amp;rsquo;influenza del substrato celtico preesistente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel piemontese odierno, le parole derivanti dalla lingua preromana sono circa un centinaio, alle quali vanno aggiunti i toponimi, legati agli insediamenti abitativi (&lt;em&gt;poleonimi&lt;/em&gt;) che preesistevano all&amp;rsquo;arrivo dei Romani. Un esempio di poleonimo &amp;egrave; &lt;strong&gt;Chieri&lt;/strong&gt;, il cui nome deriva dalla base preromana &amp;ldquo;*kar-&amp;ldquo; = &amp;ldquo;pietra, rupe&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;insediamento originario infatti era un villaggio celto-ligure fortificato, che sorgeva sulla Collina di San Giorgio, e che i Romani poi ampliarono e denominarono &amp;ldquo;Carrea Potentia&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come leggiamo nell&amp;rsquo;Atlante dell&amp;rsquo;Istituto Geografico Militare, alla voce &amp;ldquo;&lt;em&gt;Toponimi italiani: origine ed evoluzione&amp;rdquo;&lt;/em&gt; curata da Alberto Nocentini , &lt;em&gt;&amp;laquo;&amp;hellip;&amp;Egrave; testimoniata la colonizzazione celtica, rappresentata dai Galli, che nel corso dei sec. V e IV a. C. muovono dalle Alpi occidentali e giungono all&amp;rsquo;Adriatico sovrapponendosi a Liguri e Etruschi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ancora oggi le principali localit&amp;agrave; del Piemonte portano un nome di origine gallica: &lt;strong&gt;Susa&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Segusium&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Sego&lt;/strong&gt; = forte), &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt;, da &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Taurini&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; (nome di una trib&amp;ugrave;), &lt;strong&gt;Ivrea&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Eporedia&lt;/strong&gt;, da &amp;ldquo;*Epo&amp;rdquo; =.cavallo), &lt;strong&gt;Biella&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Vercelli&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Bugella&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Vercellae&lt;/strong&gt;, composti con &amp;ldquo;*Cella&amp;rdquo; = luogo abitato.)&amp;raquo;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri toponimi celtici non sono legati a villaggi, ma &lt;strong&gt;all&amp;rsquo;indicazione di elementi normali del paesaggio&lt;/strong&gt; (es. montagna, fiume, collina, ecc.). Per esempio un termine piemontese che in senso generico indica un corso d&amp;rsquo;acqua (dal ruscello al fiume), &amp;egrave; &amp;ldquo;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;D&amp;ograve;ira&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Questo termine deriva dal termine prelatino &lt;em&gt;*Dur = corso d&amp;rsquo;acqua&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un altro termine piemontese, &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Br&amp;igrave;ch&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; (altura) deriva dal termine prelatino &lt;em&gt;&amp;ldquo;*Brig&amp;rdquo; = Altura, fortezza&lt;/em&gt;. E&amp;rsquo; inutile ricordare che, per esempio, dal termine &amp;ldquo;&lt;em&gt;*Duria&lt;/em&gt;&amp;rdquo; derivano i nomi della Dora Baltea o Riparia, nonch&amp;eacute; di alcuni affluenti, e anche della &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Durance&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&amp;ldquo;C&amp;ocirc;mba&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Balma&amp;rdquo;&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Altri esempi di termini preromani sopravvissuti nel piemontese e riferiti al territorio, come ho detto prima, sono &amp;ldquo;C&amp;ocirc;mba&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Balma&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Balmettes2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;Balma&amp;rdquo; indica una grotta&lt;/strong&gt;, oppure (al plurale) un luogo dove vi sia presenza di grotte, e il termine viene condiviso con il provenzale &amp;ldquo;&lt;em&gt;Baumo&lt;/em&gt;&amp;rdquo; (che, come leggiamo ne &lt;em&gt;&amp;ldquo;Lou Tresor d&amp;oacute;u Felibrige ou Dictionnaire Proven&amp;ccedil;al-Fran&amp;ccedil;ais&amp;ldquo;&lt;/em&gt; di Fr&amp;eacute;d&amp;eacute;ric Mistral, appare anche come &lt;em&gt;&amp;ldquo;Bauma&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Baumo&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Barmo&amp;rdquo; &amp;ldquo;Balmo&amp;rdquo;&lt;/em&gt;); e con il francese &amp;ldquo;&lt;em&gt;Baume&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo termine ha assunto in Piemonte, in Val d&amp;rsquo;Aosta, e in gran parte della Francia, anche valenza toponomastica (basta pensare al paese di &lt;strong&gt;Balme&lt;/strong&gt;, in Piemonte, o a &lt;strong&gt;Beaume&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;La Balme&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;La Barmaz&lt;/strong&gt; in Savoia e Delfinato). &amp;Egrave; interessante consultare un testo del 1835, il &amp;ldquo;&lt;em&gt;Dizionario generale geografico-statistico degli Stati Sardi&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, compilato da Guglielmo Stefani, per scoprire quanti toponimi portavano il nome derivato da &amp;ldquo;Balma&amp;rdquo; nei c.d.&lt;em&gt; &amp;ldquo;Stati Sardi di terraferma&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;A&lt;strong&gt; Les Balmettes&lt;/strong&gt;, luogo a poca distanza da Lione, nel 1814 gli abitanti di un villaggio, assieme a poche decine di soldati, organizzarono un&amp;rsquo;imboscata all&amp;rsquo;esercito austriaco entrato in Francia dopo la prima caduta di Napoleone, riuscendo a bloccarne per diversi giorni l&amp;rsquo;avanzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro termine, &lt;strong&gt;&amp;ldquo;C&amp;ocirc;mba&amp;rdquo;, indica una valle stretta&lt;/strong&gt;. Esso viene condiviso non solo dal piemontese &lt;em&gt;(&amp;ldquo;C&amp;ocirc;mba&amp;rdquo;)&lt;/em&gt;, dal provenzale &lt;em&gt;(&amp;ldquo;Coumbo&amp;rdquo;)&lt;/em&gt;, e dal francese &lt;em&gt;(&amp;ldquo;Combe&amp;rdquo;)&lt;/em&gt;, ma anche dall&amp;rsquo;inglese &lt;em&gt;(&amp;ldquo;Combe&amp;rdquo;)&lt;/em&gt;. Wikipedia in lingua inglese infatti chiarisce che:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;laquo;A combe (/kuːm/; also spelled coombe or coomb and, in place names, comb) can either refer to a steep, narrow valley, or to a small valley or large hollow on the side of a hill; in any case, it is often understood simply to mean a small valley through which a watercourse does not run. The word "combe" is derived from Old English cumb, of the same meaning, and is unrelated to the English "comb". It derives ultimately from the same Brythonic source as Welsh cwm, also of the same meaning. Today the word is used mostly in reference to the combes of southern and southwestern England, of Wales, and of County Kerry in Ireland&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Combe&lt;/strong&gt; pu&amp;ograve; riferirsi sia a una valle ripida e stretta, sia a una piccola valle o grande cavit&amp;agrave; sul fianco di una collina; in ogni caso spesso si intende semplicemente una piccola valle attraversata da un corso d'acqua. La parola "combe" deriva dall'inglese antico cumb, che ha lo stesso significato, e non ha nulla a che fare con l'inglese "comb". Deriva in definitiva dalla stessa fonte britannica del gallese cwm, anch'esso con lo stesso significato. Oggi il termine &amp;egrave; utilizzato principalmente in riferimento alle aree montuose dell'Inghilterra meridionale e sud-occidentale, del Galles e della contea di Kerry in Irlanda&amp;raquo;.&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/La%20Comba%20di%20Susa,%20in%20un'incisione%20del%201850%20ca.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;LA COMBA DI SUSA IN UN'INCISIONE DEL 1850 CA.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt;Anche qui il termine si ritrova in tantissimi toponimi: famosi sono la &lt;strong&gt;Comba di Susa&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Coumboscuro&lt;/strong&gt; in Val Grana, cos&amp;igrave; come al di l&amp;agrave; delle Alpi, la &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Combe de Savoie&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; in Savoia e la &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Combe de Vaud&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; in Svizzera. Ugualmente per questo lemma, consultando il il &lt;em&gt;&amp;ldquo;Dizionario generale geografico-statistico degli Stati Sardi&amp;rdquo;&lt;/em&gt;, compilato da Guglielmo Stefani, saltano agli occhi la grande quantit&amp;agrave; di toponimi sparsi tra Piemonte, Val d&amp;rsquo;Aosta, Savoia e Nizzardo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/La%20Combe%20de%20Savoie.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;LA COMBE DE SAVOIE.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff; color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt;Ma pure &lt;strong&gt;in Gran Bretagna&lt;/strong&gt; il termine denomina non solo valli (come la &lt;em&gt;&amp;ldquo;White Combe&amp;rdquo;&lt;/em&gt; o la &lt;em&gt;&amp;ldquo;Black Combe&amp;rdquo;&lt;/em&gt;) ma anche rientra nei nomi di innumerevoli paesi. Tra questi, uno dei pi&amp;ugrave; famosi &amp;egrave; &lt;strong&gt;Castle Combe&lt;/strong&gt;, un paesino nel Sud-Ovest dell&amp;rsquo;Inghilterra, celeberrimo e visitatissimo da tutti i turisti, per essere rimasto intatto come nel XIV secolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/La%20Black%20Combe,%20in%20Gran%20Bretagna.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;La Black Combe, in Gran Bretagna.&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2025/Castle%20Combe.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Castle Combe &amp;egrave; un paesino di 350 abitanti nella contea inglese del Wiltshire&amp;nbsp;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 05 Mar 2025 19:11:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-comba-e-la-balma-due-termini-che-le-alpi-condividono-con-l-europa</guid></item><item><title>AL FORTE BRAMAFAM SI LAVORA PER IL RECUPERO DELLA "GALLERIA DI GOLA"</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/al-forte-bramafam-si-lavora-per-il-recupero-della-galleria-di-gola</link><description>&lt;p class="p1"&gt;I lavori sono stati &lt;strong&gt;avviati nel giugno 2024&lt;/strong&gt;, procedendo allo sgombero delle macerie e strutture fatiscenti presenti sulla copertura, questo nel tratto tra il cortile mortai e sino alla galleria di gola occidentale, nel tratto antistante il pozzo della Torre per il cannone da 120.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Nel corso degli interventi &amp;egrave; stato sgomberato il piede del rilevato della torre, &lt;strong&gt;riportando alla luce le strutture originali&lt;/strong&gt; conosciute tramite fotografie del 1915 e del 1941. Contemporaneamente si &amp;egrave; sgomberato il terrazzo del cortile mortai, riportandolo al suo piano originale.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/1-bramafam.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Nell&amp;rsquo;interno si &amp;egrave; proceduto alla rimozione degli intonaci ammalorati, predisponendo per la posa di quelli nuovi. Sono state gi&amp;agrave; ricostruite le murature degli sguanci delle feritoie, portandole a struttura finita.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Nel corso degli interventi sono stati recuperati &lt;strong&gt;una coppia di antine corazzate&lt;/strong&gt; che chiudevano le feritoie, sfuggite per la loro posizione al saccheggio, che serviranno come falsariga per la ricostruzione di tutte quelle mancanti.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Bramafam%20interno.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Locali interni e un&amp;rsquo;antina corazzata sfuggita al saccheggio, falsariga di come saranno ricostruite quelle nuove. &lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/7-bramafam.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Prossimamente sar&amp;agrave; aperto il cantiere per il ripristino delle parti danneggiate della copertura e alla sua successiva impermeabilizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;In contemporanea si sta procedendo in officina alla ricostruzione della struttura dell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;installazione Gruson&lt;/strong&gt;, suddivisa in quattro parti che saranno calate dall&amp;rsquo;alto nell&amp;rsquo;interno del pozzo, per poi procedere alla sistemazione del soppalco e alla posa della cupola.&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-4 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/5bramafam.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6 class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;L'interno del pozzo da 120 con il supporto metallico del cannone ed il rilievo in roccia dell'installazione, sgomberato dalle macerie.&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-8 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/6bramafam.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Gli interni e i particolari dell&amp;rsquo;installazione verranno elaborati nel corso dell&amp;rsquo;inverno e posizionati nella primavera 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;em&gt;"Tutto si &amp;egrave; sviluppato&lt;/em&gt; - ci dicono i volontari -&amp;nbsp;&lt;em&gt; in base al cronoprogramma che avevamo redatto. O almeno quasi tutto, perch&amp;eacute; abbiamo dovuto rimandare alla prossima primavera la realizzazione degli intonaci degli interni. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;em&gt;Questo per&amp;ograve; per la mancanza di fondi: abbiamo dovuto basarci per gli interventi sul contributo della Fondazione San Paolo e da quanto siamo riusciti come Museo ad accantonare. Ci sono buone possibilit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;installazione Gruson sia visitabile gi&amp;agrave; nel 2025: per noi sarebbe un bel regalo, visto che sar&amp;agrave; la ricorrenza dei trent&amp;rsquo;anni di lavoro per il recupero di Forte Bramafam".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/3bramafam.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/4bramafam2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;h6 class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Il terrazzo del cortile mortai prima e dopo il suo ripristino nel corso dell&amp;rsquo;estate.&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4 class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;LEGGI ANCHE:&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/la-rinascita-del-forte-bramafam-bardonecchia-da-rudere-museo-fra-i-piu"&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/la-rinascita-del-forte-bramafam-bardonecchia-da-rudere-museo-fra-i-piu"&gt;La rinascita del Forte Bramafam: da rudere a Museo fra i pi&amp;ugrave; conosciuti d&amp;rsquo;Europa&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Thu, 26 Sep 2024 09:10:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/al-forte-bramafam-si-lavora-per-il-recupero-della-galleria-di-gola</guid></item><item><title>Luigi Cantore dedica un docufilm a Nobel e al Dinamitificio di Avigliana</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/luigi-cantore-dedica-un-docufilm-alla-figura-di-alfredo-nobel-e-al-dinamitificio-di-avigliana</link><description>&lt;p&gt;Il regista valsusino Luigi Cantore ha concluso il suo ultimo lavoro, &lt;b&gt;&amp;ldquo;Nobel, un premio esplosivo&amp;rdquo;&lt;/b&gt;, che sarà proiettato per la prima volta al cinema &amp;rdquo;Fassino&amp;rdquo; di Avigliana sabato 19 e domenica 20 ottobre prossimi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di un docufilm che unisce la storia della vita dell&amp;rsquo;industriale svedese ed il racconto di quasi un secolo del Dinamitificio Nobel di Avigliana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Grazie alla sceneggiatura di &lt;b&gt;Elisa Bevilacqua&lt;/b&gt; si uniscono le vicende personali di uno scienziato e imprenditore fuori dagli schemi dell&amp;rsquo;epoca, sognatore, aspirante poeta, dotato di una mente brillante e di scarse fortune in amore, e quelle collettive che hanno visto generazioni di valsusini lavorare in un luogo innovativo e che ha portato benessere, ma al contempo anche un senso di grande pericolo e angoscia per le lavorazioni che vi si svolgevano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come nei suoi lavori precedenti, Cantore ha voluto in scena, accanto ad attori professionisti, persone della valle, in uno spirito di condivisione del recupero della memoria storica.&lt;/p&gt;
&lt;div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"&gt;&lt;iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/_wvSeFjTzhA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="allowfullscreen" title="Trailer &amp;quot;Nobel, un premio esplosivo&amp;quot; 12k" data-mce-fragment="1"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h6&gt;Il trailer del Film.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il premio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Se si pronuncia &amp;ldquo;Nobel&amp;rdquo; viene subito in mente l&amp;rsquo;omonimo premio, l&amp;rsquo;onorificenza assegnata a persone che si sono distinte per aver svolto importanti ricerche, inventato tecniche o equipaggiamenti rivoluzionari, fatto scoperte eccezionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Fu proprio l&amp;rsquo;inventore giramondo, detentore di 355 brevetti, a istituirlo nelle sue ultime volontà&lt;/b&gt;. Sembra una contraddizione che proprio l&amp;rsquo;uomo che ha stabilizzato e commercializzato la dinamite abbia istituto un premio per la pace e per la ricerca scientifica: il film indaga infatti gli aspetti meno conosciuti della vita di Nobel, etichettato spesso come &amp;ldquo;mercante di morte&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altro fatto curioso, Nobel soffriva di cuore, un disturbo che già allora si curava con la trinitrina, un vasodilatatore utilizzato ancora oggi in dosi minime per facilitare il sistema cardiocircolatorio. Così come è &lt;b&gt;una contraddizione eterna quella tra lavoro e sicurezza,&lt;/b&gt; tra lavoro e pace: proprio quando si era in periodo bellico, c&amp;rsquo;era lavoro per tutti, un lavoro molto rischioso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di cagionevole salute e con un carattere difficile, Alfred Nobel desiderava ardentemente essere ritenuto un poeta, un romantico. I suo contemporanei lo definivano &lt;i&gt;&amp;ldquo;il vagabondo più ricco d&amp;rsquo;Europa&amp;rdquo;&lt;/i&gt; poiché ebbe una vita avventurosa, sempre in viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Nobel-docufilm-set-1.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vita di Nobel viene rivissuta attraverso diversi episodi chiave della sua esistenza: lo si vede al termine della sua vita nella villa di Sanremo, in cui si era ritirato per i problemi di salute; si riascoltano i dialoghi con l&amp;rsquo;assistente Solhman e con il suo giovane medico curante; lo si osserva alle prese con la ragazza di cui si innamorò a Vienna, Sofie Hesse, e con la donna che amò in modo platonico per tutta la vita, Bertha Von Suttner, convinta pacifista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Delusioni amorose, tensioni verso il progresso, la scrittura notturna di poesie, lunghi epistolari sia con Sofie sia con Bertha, le accuse di spionaggio della Francia e l&amp;rsquo;ostilità della Svezia, sua terra natale completano il film.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con la ricostruzione scenica di &lt;b&gt;una visita di Alfred Nobel al Dinamitificio di Avigliana&lt;/b&gt;, impiantato nel 1872, si racconta la storia dell&amp;rsquo;impianto, le condizioni di vita degli operai e delle operaie che vi lavoravano. Sono approfonditi alcuni aneddoti particolari, come &lt;b&gt;la ragione che spiega il legame tra Avigliana e il Sudafrica&lt;/b&gt;, o tra la città dei laghi e il grande scrittore &lt;b&gt;Primo Levi. &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accompagna gli spettatori in questo viaggio la giovanissima Angela, operaia esperta nella realizzazione di candelotti di dinamite. Angela la cartucciera condurrà poi a visitare la fabbrica durante la Prima Guerra Mondiale e alla fine della Seconda, quando divenne fabbrica di vernici. I vari periodi storici sono collegati dalla presenza di un narratore che ripercorre le dimensioni dello stabilimento, la sua organizzazione, le lavorazioni, gli scoppi e incidenti vari, anche un ruolo cruciale durante la Resistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcune sequenze sono &lt;strong&gt;realizzate in animazione&lt;/strong&gt;, in particolare la spiegazione della composizione chimica della nitroglicerina, lo scoppio del 1900, gli spostamenti di Nobel per l&amp;rsquo;Europa e l&amp;rsquo;attentato al ponte ferroviario Arnodera del dicembre 1943.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fabbrica, dopo aver subito alcune trasformazioni di lavorazione, venne poi chiusa a metà degli anni &amp;rsquo;60.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Le proiezioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Appuntamento quindi &lt;strong&gt;al &amp;ldquo;Fassino&amp;rdquo; di Avigliana &lt;/strong&gt;19 ottobre alle 21,15 e il 20 ottobre alle 18,30 e 20,30; inoltre sono già confermate le proiezioni &lt;strong&gt;al &amp;ldquo;San Lorenzo&amp;rdquo; di Giaveno&lt;/strong&gt; il 9 novembre alle ore 21, e &lt;strong&gt;al cinema &amp;ldquo;Magnetto&amp;rdquo; di Almese&lt;/strong&gt; il 17 novembre alle 18,30.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il film sarà proiettato anche &lt;strong&gt;a Villa Nobel a Sanremo il 10 dicembre&lt;/strong&gt;, in occasione dell&amp;rsquo;anniversario della morte dell&amp;rsquo;inventore, e all&amp;rsquo;Ariston il giorno successivo, 11 dicembre, all&amp;rsquo;interno della &amp;ldquo;Nobel week&amp;rdquo;; sono in corso contatti con altre sale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Nobel-docufilm-set-5.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La produzione è del Valsusa FilmFest&lt;/strong&gt;, con la collaborazione di Moon Live e del Comune di Avigliana (anche il sindaco Andrea Archinà appare in una scena). Gli attori sono Marco Macchi, Claudia Penoni, Mario Brusa, Massimo Chianello, Elisa Testa, Federica Martoglio, Luca Casale, Alfredo Alpe, Anna Ruzzola, Roberto Girardi, Dario Fracchia, Antonio Bommarito, Matteo Daffara.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Responsabile della produzione Piero Bunino, segreteria di produzione Elisabetta Jannon, costumi di Franco Boetto e Manuela Massola, musiche originali di Flavio Bar e Mario Orla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le riprese con il drone sono state effettuate da Roberto Rolle, audio in presa diretta di Anna Floris e Piergiuseppe Chiola, compositing di Renzo Pierantoni, cura redazionale Paola Comolli, operatori di camera Gianfranco Genta, Leonardo Madesani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tecnici Piergiuseppe Chiola, Beppe Ala, Piero Bunino, Leonardo Tucci, Bruno Moro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La produzione ringrazia anche i collaboratori storici Margherita Petrillo, Barbara Patria, Daniela Ordazzo, il gruppo danzatori di Avigliana, i musici Flavio Cantore, Aureliano Purrotti e Livio Tessa con la cantante Sara Eugenia Gadda, Marina Maritano, Silvana Bruno e Bruna Bigo per il catering.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 25 Sep 2024 17:19:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/luigi-cantore-dedica-un-docufilm-alla-figura-di-alfredo-nobel-e-al-dinamitificio-di-avigliana</guid></item><item><title>Strade di Alta Montagna, estate 2024: orari e regolamenti</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/valle-argentera-nella-stagione-estiva-attivo-il-pedaggio-i-mezzi-motore</link><description>&lt;h3 class="p1"&gt;FORTE PRAMAND &amp;ndash; GALLERIA DEI SARACENI &amp;ndash; FORTE JAFFERAU - FORTE FOENS&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Bivio Strada Gleise &amp;ndash; Forte Foens &amp;ndash; TRATTO CHIUSO CAUSA FRANA&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Bivio Strada Statale 24 &amp;ndash; Forte Pramand &amp;ndash; Galleria dei Saraceni &amp;ndash; Col Basset - Forte Jafferau &amp;ndash; Col Basset - Forte Foens (27 km di cui 2 km di strada asfaltata e 25 km di strada sterrata)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;dal 01/06 al 30/09 strade APERTE, se le condizioni meteo-nivologiche lo consentono, solo il MERCOLEDI&amp;rsquo; E IL SABATO&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Chiuso al traffico motorizzato tratto di strada bivio Forte Foens - Grange Roche&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ATTENZIONE!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Causa frana all&amp;rsquo;altezza del Rio Perilleux &lt;strong&gt;CHIUSO tratto di strada dal bivio situato poco prima dei &amp;ldquo;Bacini Frejusia&amp;rdquo; fino al Forte Foens&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Causa lavori&lt;strong&gt; CHIUSO tratto di strada Colletto Pramand &amp;ndash; Galleria dei Saraceni &amp;ndash; Forte Jafferau &amp;ndash; Forte Foens&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;APERTO il tratto di strada da Salbertrand fino al Colletto del Pramand.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;APERTO nelle sole giornate di mercoled&amp;igrave; e sabato il tratto di strada dal Belvedere (hotel) fino al Forte Jafferau (strada di servizio impianti di risalita). Percorso consigliato alle moto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;COLLE DEL SOMMEILLER&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Rochemolles &amp;ndash; Rifugio Scarfiotti &amp;ndash; Colle del Sommeiller (24 km di cui 5 km di strada asfaltata e 19 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;
&lt;p&gt;dal 01/05 al 30/06 e dal 01/10 al 30/11 strada sempre APERTA se le condizioni meteo-nivologiche lo consentono&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;dal 01/07 al 30/09 strada CHIUSA tutti i GIOVEDI&amp;rsquo;. Nei restanti giorni dalle 8:30 alle 18:00 transito con pedaggio di &amp;euro; 8,00 &lt;/strong&gt;(SOLO CONTANTI) a veicolo da corrispondere presso la casetta lungo la strada appena a monte dell&amp;rsquo;abitato di Rochemolles&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;PUNTA COLOMION&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Bivio Forte Bramafam &amp;ndash; Pian del Sole &amp;ndash; Punta Colomion &amp;ndash; Puy &amp;ndash; Beaulard (17 km di cui 3 km di strada asfaltata e 14 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Tratto di strada da Bivio Forte Bramafam a Pian del Sole:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;dal 01/05 al 30/11 sempre APERTO se le condizioni meteo-nivologiche lo consentono&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Tratto di strada da Pian del Sole a Punta Colomion:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;
&lt;p&gt;dal 01/05 al 30/06 e dal 01/10 al 30/11 sempre APERTO se le condizioni meteo-nivologiche lo consentono&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;dal 01/07 al 30/09 CHIUSO tutti i MERCOLEDI&amp;rsquo; dalle 9:00 alle 18:00&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Colle della Scala&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Strada asfaltata tra Bardonecchia e Nevache: &lt;strong&gt;aperta nella stagione estiva&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;COTOLIVIER&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Oulx &amp;ndash; Pierremenaud &amp;ndash; Vazon &amp;ndash; Madonna del Cotolivier (12 km di cui 6 km di strada asfaltata e 6 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Strada sempre APERTA dal 01/05 al 30/11&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;LAGO NERO - SAGNALONGA&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Bousson &amp;ndash; Lago Nero &amp;ndash; Sagnalonga (11 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Strada sempre APERTA in estate&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Chiuso al traffico motorizzato tratto di strada Capanna Mautino - Colle Bercia&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Chiuso per lavori in corso dal 23/06 al 12/08 dal luned&amp;igrave; al venerd&amp;igrave; tratto di strada La Coche &amp;ndash; Sagnalonga &amp;ndash; Colle Bercia&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;VALLE THURAS&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Bousson &amp;ndash; Thures &amp;ndash; Rhuilles &amp;ndash; Thuras (8 km di cui 2 di strada asfaltata e 6 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;La strada normalmente in estate &amp;egrave; sempre aperta ma, dopo gli eventi temporaleschi del 24 agosto 2024, &amp;egrave; transitabile solo finoma Rhuilles.&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;Un'ordinanza del Comune di Cesana ha infatti disposto la chiusura al traffico veicolare del ponte posto in uscita dalla Frazione Rhuilles, limitando il passaggio solamente ai pedoni e ai ciclisti&lt;/span&gt;&lt;span class="s2"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;span class="s1"&gt;A causa della frana che ha interessato la zona risulta anche impraticabile il sentiero Boucoudriu, dall&amp;rsquo;imbocco in Frazione Bousson fino alla Frazione Rhuilles, in versante sinistro del Torrente Thuras.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;SAUZE D&amp;rsquo;OULX &amp;ndash; COL BASSET &amp;ndash; SESTRIERE&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;19 km di cui 4 Km di strada asfaltata e 15 km di strada sterrata&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Dal 01/07 al 31/08 strada CHIUSA da Pian della Rocca a Sestriere il MERCOLEDI&amp;rsquo; ed il SABATO dalle 9 alle 17&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;STRADA DELL&amp;rsquo;ASSIETTA&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Sestriere &amp;ndash; Col Basset &amp;ndash; Testa dell&amp;rsquo;Assietta &amp;ndash; Pian dell&amp;rsquo;Alpe &amp;ndash; Pourrier&amp;egrave;s (40 km di cui 7 km di strada asfaltata e 33 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;
&lt;p&gt;Strada aperta dal 03/07 al 31/10&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Dal 01/07 al 31/08 strada CHIUSA il MERCOLEDI&amp;rsquo; ed il SABATO dalle 9 alle 17&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;COLLE DELLE FINESTRE&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Susa &amp;ndash; Meana di Susa - Colle delle Finestre &amp;ndash; Pian dell&amp;rsquo;Alpe &amp;ndash; Pourrier&amp;egrave;s (31 km di cui 21 di strada asfaltata e 10 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Strada sempre APERTA dal 23/06 al 31/10&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4 class="p1"&gt;LEGGI ANCHE:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/riapre-il-colle-delle-finestre-mentre-si-lavora-sulla-strada"&gt;IL COLLE DELLE FINESTRE RIAPRE IL 28 GIUGNO 2024&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;PRACATINAT &amp;ndash; PIAN DELL&amp;rsquo;ALPE / SELLERIES&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Depot (Fenestrelle) &amp;ndash; Pracatinat - Pian dell&amp;rsquo;Alpe &amp;ndash; Pourrier&amp;egrave;s (23 km di cui 5 km di strada asfaltata e 18 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Alternativa:&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Depot (Fenestrelle) &amp;ndash; Pracatinat &amp;ndash; Selleries (11 km di cui 6 km di strada asfaltata e 5 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Strada sempre APERTA dal 01/06 al 31/10&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 class="p1"&gt;VALLE ARGENTERA&lt;/h3&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Bivio SP 215 &amp;ndash; Le Brus&amp;agrave; - Ponte Montenero - Bergeria Gran Miol (13 km di strada sterrata)&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Ad oltre dieci mesi dalle frane del 24 agosto scorso, che avevano costretto all'evacuazione, anche con l'ausilio di elicotteri, di oltre cento turisti bloccati in quota, &lt;strong&gt;da sabato 13 luglio 2024&lt;/strong&gt; la carrozzabile &amp;egrave; stata riaperta al traffico, dopo alcuni mesi in cui il transito era consentito esclusivamente per gli operatori economici della valle.&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Effettuate le&amp;nbsp;opere di ripristino della strada, dei guadi del torrente Ripa e dei suoi affluenti, il Comune di Sauze di Cesana ha autorizzato nuovamente l'accesso, ed ha anche annunciato per le prossime settimane &lt;strong&gt;alcuni eventi culturali e ricreativi&lt;/strong&gt;. Nei prossimi mesi l'accesso a questa fetta di territorio valsusino rester&amp;agrave; comunque soggetta a limitazioni che potranno scattare in caso di eventi meteo intensi per garantire l'incolumit&amp;agrave; dei turisti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/Valle Argentera - Vittorio Gribaudi.jpg" border="0" alt="Fioriture in Valle Argentera (Vittorio Gribaudi)" data-entity-type="file" data-entity-uuid="5801894f-e07b-4632-b67e-b74262d63e5d" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="p1"&gt;&lt;strong&gt;Al momento non sappiamo se e quando verranno riproposte le limitazioni al traffico e il pagamento del transito ai mezzi motorizzati, che negli anni scorsi si effettuava con queste condizioni:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li class="p1"&gt;
&lt;p&gt;In estate dalle ore 8.30 alle ore 17.00 gli ingressi saranno &lt;strong&gt;contingentati a n. 350 mezzi e a pagamento&lt;/strong&gt;: &amp;euro; 5.00 a mezzo auto/moto - &amp;euro; 10.00 camper/furgoni. La tariffa verr&amp;agrave; riscossa in localit&amp;agrave; Ponte Terribile da personale incaricato. Per rispettare la convivenza tra veicoli a motore, pedoni, biciclette e cavalli, il limite di velocit&amp;agrave; &amp;egrave; di 20 Km/h&lt;span style="color: var(--paragraph); font-family: var(--font-family-base);"&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Sono esenti dal pedaggio i residenti nel Comune di Sauze di Cesana e nell&amp;rsquo;Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e/o proprietari di terreni per i quali la strada consente l&amp;rsquo;accesso ai medesimi; i mezzi che trasportano portatori di handicap muniti di regolare contrassegno valido; i titolari, gestori e personale addetto delle attivit&amp;agrave; commerciali, turistico ricettive e agricole ubicate nel tratto di strada in oggetto (i titolari delle esenzioni dovranno presentarsi presso gli Uffici Comunali con il numero di targa dell&amp;rsquo;autoveicolo e verr&amp;agrave; rilasciato loro un pass da esporre nell&amp;rsquo;autoveicolo in maniera visibile).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Sono anche esonerati dal pagamento del pedaggio&amp;nbsp;gli autoveicoli di propriet&amp;agrave; dello Stato, della Regione, della Provincia di Torino ora Citt&amp;agrave; Metropolitana di Torino, dell&amp;rsquo;Unione dei Comuni della Via Lattea, nonch&amp;eacute; del Comune di Sauze di Cesana; gli Agenti della Forza Pubblica, Carabinieri, Polizia Giudiziaria, Polizia Locale, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Guardie Venatorie e Guardie Ecologiche Volontarie della Citt&amp;agrave; Metropolitana, Addetti del Consorzio Forestale Alta Val Susa (solo se a bordo di automezzi di propriet&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ente di appartenenza).&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ricordiamo anche che&amp;nbsp;il transito sulla Strada Comunale del Lens (Ponte delle Albere - bivio Valle Argentera), sulla Strada di Cima Bosco e sulla Strada Comunale da Bessen Bas a Brus&amp;agrave; del Plan &lt;strong&gt;&amp;egrave; vietato ai mezzi motorizzati non autorizzati.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/inline-images/ingresso valle argentera_0.jpeg" border="0" alt="Ingresso Vlle Argentera" data-entity-type="file" data-entity-uuid="7d8e97f2-84ce-4436-bd9b-02db85d2c21a" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;Gran parte dei dati sulla regolamentazione delle strade sono ricavati da un documento di &lt;strong&gt;"Turismo Torino e Provincia"&lt;/strong&gt;; la foto di copertina &amp;egrave; di &lt;strong&gt;Yari Ghidone&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 27 Aug 2024 07:18:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/blog/valle-di-susa/valle-argentera-nella-stagione-estiva-attivo-il-pedaggio-i-mezzi-motore</guid></item><item><title>Galleria dei Saraceni: attenzione al traffico!</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/galleria-dei-saraceni-attenzione-al-traffico</link><description>&lt;p&gt;La nostra collaboratrice Rosanna Carnisio ci segnala un problema sulla &lt;strong&gt;strada militare del Forte Pramand,&lt;/strong&gt; che attraversa la Galleria dei Saraceni ed arriva al Forte Jafferau. La zona offre anche l&amp;rsquo;accesso al nuovo &lt;strong&gt;Bivacco Stefano Berrone&lt;/strong&gt;, costruito a 2850 metri di quota sotto la cima del Vallonetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Bivacco%20Berrone1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h6&gt;Il bivacco Stefano Berrone, costruito nel 2023.&lt;/h6&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strada &amp;egrave; aperta al traffico motorizzato&lt;strong&gt;&amp;nbsp;il mercoled&amp;igrave; e il sabato:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;terminati i lavori di ripristino e pulizia &amp;egrave; stata revocata l'ordinanza del Comune di Oulx del 31 maggio 2024, che istituiva&amp;nbsp;"il divieto di transito a pedoni e veicoli su tutta la tratta della ex Strada militare 218 &amp;ldquo;Seguret/Pramand&amp;rdquo; che insiste sul territorio del Comune di Oulx".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Attenzione per&amp;ograve;: sono chiusi al traffico motorizzato&lt;/strong&gt; il tratto di strada bivio Forte Foens - Grange Roche, quello dal bivio situato poco prima dei &amp;ldquo;Bacini Frejusia&amp;rdquo; fino al Forte Foens e il tratto&amp;nbsp;Colletto Pramand &amp;ndash; Galleria dei Saraceni &amp;ndash; Forte Jafferau &amp;ndash; Forte Foens.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sono aperti&lt;/strong&gt; il tratto di strada da Salbertrand fino al Colletto del Pramand e,&amp;nbsp;nelle sole giornate di mercoled&amp;igrave; e sabato, il tratto di strada dal Belvedere (hotel) fino al Forte Jafferau (strada di servizio impianti di risalita). Percorso consigliato alle moto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questi due giorni la strada &amp;egrave; molto frequentata, e risulterebbe molto complicato &lt;strong&gt;un eventuale incrocio tra due veicoli nella galleria&lt;/strong&gt;, molto spettacolare ma molto lunga, stretta e non illuminata.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Leggi anche:&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/sulla-strada-militare-fenil-jafferau-la-spettacolare-galleria-dei-saraceni"&gt;SULLA STRADA MILITARE FENIL-JAFFERAU LA SPETTACOLARE GALLERIA DEI SARACENI&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, &lt;strong&gt;anche gli escursionisti devono transitare all&amp;rsquo;interno della galleria&lt;/strong&gt;, visto che il sentiero che permetteva di passare all&amp;rsquo;esterno qualche anno fa &amp;egrave; franato e non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; praticabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Segnaliamo &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;questi problemi a chi voglia affrontare questo tragitto&lt;/strong&gt;, e pubblichiamo la lettera che Rosanna ha inviato al Comune di Oulx che, assieme all&amp;rsquo;Unione Montana Alta Valle Susa, ha in gestione la struttura:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Egregio Sindaco di Oulx &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;sono una frequentatrice abituale da 74 anni della valle di Susa di cui ho scritto molti libri con La Stampa. Sabato ho percorso la strada del Pramand con la galleria per andare a vedere il rifugio nuovo che attira molti turisti, ma sono rimasta sconcertata dal fatto che salgano molte macchine da Salbertrand e sia chiuso il passaggio verso Bardonecchia che si utilizzava per non incrociare automezzi in galleria dove sarebbe insostenibile l'incrocio. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ora, essendo franata la parte di strada che scendeva a Bardonecchia, e aumentando i turisti che salgono con veicoli enormi, Le chiedo se non sia possibile installare un semaforo sulla galleria per poter transitare a sensi alterni. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Sono stata veramente terrorizzata l'ultima volta per paura di incrociare veicoli che salivano alle 2:30 del pomeriggio. Ora Le chiedo se &amp;egrave; davvero impossibile intallare un semaforo, data la situazione particolare di quest'anno, tenendo conto che in caso di incidente in galleria il carro attrezzi non potrebbe neanche transitare. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La ringrazio per l'attenzione &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Rosanna Carnisio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><pubDate>Mon, 19 Aug 2024 15:07:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/galleria-dei-saraceni-attenzione-al-traffico</guid></item><item><title>La Sacra è una delle Travelers' Choice Awards 2024 di Tripadvisor!</title><link>https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-sacra-e-una-delle-travelers-choice-awards-2024-di-tripadvisor</link><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Grazie alle oltre 2000 recensioni postate dai visitatori di Tripadvisor, la &lt;strong&gt;Sacra di San Michele&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;il munumento simbolo della Regione Piemonte (e della Valle di Susa) &amp;egrave; diventata una delle &lt;strong&gt;Travelers' Choice Awards 2024&lt;/strong&gt;, entrando cos&amp;igrave; a far parte delle cose da fare migliori al mondo secondo il popolare sito di recensioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="row mce-row-enhanced"&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Travelers%20choice%202024.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="col-md-6 mce-col-enhanced"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La &lt;strong&gt;Sacra di San Michele&lt;/strong&gt; lo ha annunciato con questo post, che utilizza uno scatto del fotografo Marco Roncaglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il popolare monumento, candidato a Patrimonio dell&amp;rsquo;Unesco, era gi&amp;agrave; stato inserito&amp;nbsp;da &lt;strong&gt;Lonely Planet&lt;/strong&gt; &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/lonely-planet-elegge-il-piemonte-prima-regione-al-mondo-da-visitare-ed-inserisce"&gt;&lt;strong&gt;nelle destinazioni piemontesi da visitare assolutamente&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, mentre secondo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;National Geographic&lt;/strong&gt;, rivista statunitense che conta pi&amp;ugrave; di 50 milioni di lettori, &amp;egrave; &lt;a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/valle-di-susa/national-geographic-la-sacra-di-san-michele-e-tra-i-22-luoghi-sacri-piu"&gt;&lt;strong&gt;tra&amp;nbsp;i 22 luoghi sacri pi&amp;ugrave; suggestivi d&amp;rsquo;Europa&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;span&gt;La sacra secondo Tripadvisor&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Monumento simbolo della Regione Piemonte e luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il best-seller Il nome della Rosa, la Sacra di San Michele &amp;egrave; un&amp;rsquo;antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a 40 km da Torino. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Dall&amp;rsquo;alto dei suoi torrioni si possono ammirare il capoluogo piemontese e un panorama mozzafiato della Val di Susa. All&amp;rsquo;interno della Chiesa principale della Sacra, risalente al XII secolo, sono sepolti membri della famiglia reale di Casa Savoia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt; &lt;img class="img-fluid" src="/Media/AlteValli/-2024-4-6/Schermata%20tripadvisor.jpg" border="0" alt="" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Dedicata al culto dell&amp;rsquo;Arcangelo Michele, difensore del popolo cristiano, la Sacra di San Michele s&amp;rsquo;inserisce all&amp;rsquo;interno di una via di pellegrinaggio lunga oltre 2000km che va da Mont Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant&amp;rsquo;Angelo, in Puglia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La storia, il valore spirituale e il paesaggio che lo circonda trasformano la Sacra in una destinazione speciale per visitatori di tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 08 Aug 2024 15:43:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.laboratorioaltevalli.it:443/notizie/la-sacra-e-una-delle-travelers-choice-awards-2024-di-tripadvisor</guid></item></channel></rss>