Laboratorio Alte Valli - Cuore innovativo
La Fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e Torino dà il via alle celebrazioni dedicate al genio di Bonn con il Festival Beethoven. Il progetto segna l’inizio del percorso che condurrà nel 2027 al bicentenario della scomparsa di Ludwig van Beethoven, uno dei pilastri della cultura musicale universale.
Il Festival, inserito nella quinta edizione della rassegna In Crescendo, si articolerà in quattro concerti (5, 12, 19 e 26 maggio 2026) presso la storica sala pinerolese di Viale Giolitti, 7 alle ore 20:30. Protagonisti assoluti saranno i giovani talenti dei corsi di Perfezionamento dell’Accademia, musicisti già avviati alla carriera che studiano sotto la guida di docenti di fama mondiale come Emanuele Arciuli, Gabriele Carcano, Pietro De Maria, Patrick Demenga, Filippo Gamba, Lukas Hagen, Lucy Hall, Luca Magariello, Enrico Pace, Trio di Parma, Roberto Plano, Mariangela Vacatello e Cecilia Ziano.
Gli allievi sul palco saranno: Sveva Botrugno, Janine Bratu, Leonardo Priori, violini; Eugenio Catale, Paolo Tomasini, violoncelli; Andrea Boella, Matteo Borsarelli, Vito Alessio Calianno, Michele Chinellato, Gianluca Faragli, Pier Carmine Garzillo, Giulio Mandrile, Lorenzo Pusterla, Angelica Roblin, Matteo Sebastiani, Luca Troncarelli, pianoforte; Trio Mantegna (Sofia Eleonora Podestà violino, Francesco Abatangelo violoncello e Alessandro Lunghi pianoforte).
Il Programma
Martedì 5 maggio | BEETHOVEN-1
Il debutto del festival vede in scena gli allievi dei corsi di Gabriele Carcano, Patrick Demenga e Cecilia Ziano.
• Protagonisti: Sveva Botrugno (vln), Paolo Tomasini (vlc), Andrea Boella (pf) e Michele Chinellato (pf)
• Pianisti accompagnatori: Alessandro Mosca, Stefano Musso.
• In programma: Sonata op. 2 n. 1 per pianoforte; 32 variazioni in do minore WoO 80 per pianoforte; Sonata per op. 5 n. 2 per violoncello e pianoforte; Sonata per op. 12 n. 1 per violino e pianoforte.
Il pianoforte fu per Beethoven un laboratorio sperimentale per innovare forme e armonie, proiettando spesso la struttura della sonata verso una visione orchestrale. Attraverso le variazioni e l'emancipazione di strumenti come il violoncello, il compositore superò i modelli di Haydn e Mozart introducendo una dialettica sonora inedita. Le sue opere giovanili viennesi testimoniano un approccio pionieristico che trasformò i generi da camera in campi di battaglia per esplorare nuovi orizzonti espressivi.
Martedì 12 maggio | BEETHOVEN-2
Una serata che unisce il talento cameristico all'innovazione tecnologica con la partecipazione della CAdMO - Digi Orchestra diretta da Marco Robino. In scena gli allievi dei corsi di Lukas Hagen, Roberto Plano, Trio di Parma.
• Protagonisti: Leonardo Priori (vln), Giulio Mandrile (pf), Pier Carmine Garzillo (pf) e il Trio Mantegna.
• CAdMO - Digi Orchestra. Direzione Marco Robino; Assistente alla Direzione Andrea Mancini.
• In programma: Ludwig Van Beethoven > Sonata op. 30 n. 3 per violino e pianoforte; Trio op. 70 n. 1 Degli spettri per violino, violoncello e pianoforte; Concerto n. 3 op. 37 per pianoforte e orchestra.
Il Concerto segna l'ingresso nel periodo eroico di Beethoven e viene qui presentato con l'innovativa orchestra digitale CAdMO a supporto. Il programma accosta la serenità ironica della Sonata op. 30 n. 3 alla complessità del Trio op. 70 n. 1, opera dal dinamismo travolgente. Dalla sperimentazione tecnologica alla profondità psicologica del secondo movimento del Trio, l'evento esplora l'evoluzione stilistica e la forza espressiva del compositore.
Martedì 19 maggio | BEETHOVEN-3
Il terzo appuntamento mette in luce la profondità degli archi e del pianoforte con gli allievi di Roberto Plano, Luca Magariello, Gabriele Carcano e Lucy Hall.
• Protagonisti: Janine Bratu (vln), Eugenio Catale (vlc), Matteo Borsarelli (pf), Vito Alessio Calianno (pf) e Luca Troncarelli (pf).
• In programma: Ludwig Van Beethoven > Sonata op. 47 A Kreutzer per violino e pianoforte; Sonata op. 101 per pianoforte; Sonata op. 102 n. 1 per violoncello e pianoforte
La celebre Sonata A Kreutzer inaugura uno stile concertante pensato per le grandi sale, caratterizzato da contrasti tempestosi e una forza espressiva che ispirò persino Tolstoj. Il brano evolve da un’introduzione carica di tensioni verso un finale di variazioni brillanti, segnando un superamento dei confini della musica da camera tradizionale. Parallelamente, l'op. 102 n. 1 condensa questa sensibilità in una scala ridotta, unendo momenti aforistici a un rigore contrappuntistico che anticipa l'ultimo stile beethoveniano.
Martedì 26 maggio | BEETHOVEN-4 (Omaggio a Maurizio Pollini)
La chiusura del festival è dedicata alla memoria del grande M° Maurizio Pollini, con un focus sul repertorio pianistico curato dagli allievi dei corsi di Enrico Pace, Filippo Gamba, Emanuele Arciuli e Mariangela Vacatello.
• Protagonisti: Gianluca Faragli (pf), Matteo Sebastiani (pf),Lorenzo Pusterla (pf) e Angelica Roblin (pf).
• In programma: Ludwig van Beethoven > Bagattelle op. 126 per pianoforte, Sonata op. 109 per pianoforte; Arnold Schönberg > Sechs kleine Klavierstücke op. 19; Anton Webern > Variazioni op. 27.
Il programma del quarto e ultimo appuntamento del Festival omaggia Maurizio Pollini, grande pianista italiano recentemente scomparso, esplorando il legame tra l'ultimo Beethoven e la serialità viennese, unendo linguaggi evoluti e avanguardia. Le variazioni delle Sonate op. 109 e 111 sono protagoniste, trasformando semplici corali in strutture ritmiche audaci che sfiorano lo stile jazzistico. In particolare, l'Arietta della Sonata op. 111 trascende la forma tradizionale, proiettando la musica verso una dimensione siderale e metafisica di disarmante tenerezza.
Un lascito universale tra etica e modernità
«Ci stiamo avvicinando a una (s)cadenza importante, non una scadenza armonica (anche se con tutta la musica che ci sarà in programma non potremo evitarla), ma quella del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven che ricorre nel 2027 - spiega Claudio Voghera, direttore artistico -. Data l’importanza dell’avvenimento abbiamo pensato fosse bene iniziare per tempo e dedicare al compositore di Bonn già nel 2026 il nostro Festival di maggio, evento che vede protagonisti i giovani e talentuosi musicisti delle classi di perfezionamento dell’Accademia di Musica. La musica di Beethoven è da sempre fondamentale per la cultura universale e lo è non meno per la formazione dei musicisti che fin dai primi anni di studio ne affrontano le opere, un lascito universale rappresentato da capolavori immensi che non solo continuiamo a interpretare e ascoltare, ma che perpetuano un messaggio di fratellanza e un insieme di valori culturali e civili (vedere l’inno della Comunità Europea). La sua musica è diretta e profonda al tempo stesso, apice del pensiero illuminista ma anche punto di riferimento imprescindibile per la musica del XIX e del XX secolo. Le ultime opere di Beethoven, quartetti per archi e sonate per pianoforte in particolare, sono state e sono ancora oggi opere che indicano nuove strade per la musica contemporanea e contengono elementi di modernità che costituiscono un materiale infinito per le generazioni future».
Tradizione e Futuro: L'innovazione della CAdMO - Digi Orchestra
L'appuntamento del 12 maggio (BEETHOVEN-2) rappresenta uno dei momenti più innovativi del Festival grazie alla CAdMO – Computer Aided Digital Music Orchestra, sistema brevettato sviluppato dalla Fondazione Accademia di Musica e dal violoncellista e compositore Marco Robino. Questa orchestra virtuale adattativa è un progetto d'avanguardia che esplora il dialogo tra la performance acustica e le più moderne tecnologie digitali. CAdMO, adattandosi in tempo reale all’interpretazione del solista, permette infatti un’interazione immediata tra il solista e l’accompagnamento orchestrale grazie al controllo di un “pilota” che regola dinamica e agogica durante tutta la performance. Sotto la direzione di Marco Robino (già noto per il suo lavoro con l'ensemble Architorti e la collaborazione con il regista Peter Greenaway) e con l'assistenza alla direzione di Andrea Mancini, CAdMO utilizza campionamenti e tecnologie digitali per restituire la complessità timbrica di una sezione orchestrale completa, permettendo ai solisti di confrontarsi con un suono orchestrale ricco e dinamico, pur in una dimensione da camera.
In questo contesto, l'opera di Beethoven viene riletta attraverso una lente contemporanea. La modernità del compositore, citata dal curatore del Festival Claudio Voghera, trova una corrispondenza diretta nell'uso di strumenti tecnologici che amplificano le possibilità espressive dei giovani interpreti. CAdMO non sostituisce l'orchestra tradizionale, ma ne espande i confini. È uno strumento didattico e performativo che proietta il repertorio di Beethoven verso il futuro, rendendo l'omaggio al compositore non solo un esercizio di memoria, ma un atto di viva innovazione.
INFO E CONTATTI
Biglietti: 5€ | Ingresso libero per gli abbonati della Stagione concertistica ‘Ascolti’
Sede: Accademia di Musica, viale Giolitti, 7 – Pinerolo (TO) - Primo piano (con ascensore)
Orario: Inizio concerti ore 20:30
Prenotazioni: 0121321040 | 3939062821 | organizzazione@accademiadimusica.it
Sito web: www.accademiadimusica.it
L’attività concertistica della Fondazione Accademia di Musica è realizzata con il contributo di Regione Piemonte, Ministero della Cultura, con il contributo e il patrocinio di Città di Pinerolo, con il patrocinio della Città metropolitana di Torino, con il sostegno di Streglio. Il nostro grazie va anche a L’Eco del Chisone, Piatino, Yamaha.
Indirizzo
- Accademia di Musica di Pinerolo
- 7 Viale Giovanni Giolitti Pinerolo
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