Laboratorio Alte Valli - Cuore innovativo
Ci sono luoghi che non attirano l'attenzione dei grandi media, territori che sembrano vivere ai margini delle narrazioni dominanti e che vengono spesso osservati attraverso stereotipi semplici e rassicuranti. Eppure, proprio in questi spazi apparentemente periferici, si sviluppano forme di resistenza, innovazione e cooperazione capaci di insegnare molto sul presente e sul futuro delle nostre comunità.
La fatica non fa rumore nasce da questa consapevolezza. È un progetto fotografico, editoriale e culturale che racconta il lato meno conosciuto della Valle di Susa attraverso le storie di persone che ogni giorno scelgono di vivere, lavorare e costruire relazioni in montagna. Artigiani, allevatori, agricoltori, produttori, custodi di saperi tradizionali e promotori di nuove pratiche sociali diventano i protagonisti di una narrazione che cerca di andare oltre l'immagine cartolina del territorio per restituirne la complessità.
L'opera prende forma attraverso sedici storie raccolte e raccontate da Gabriele Scapola, autore e fotografo del progetto. Il libro, pubblicato in italiano, inglese e danese, si propone come un viaggio tra gesti quotidiani, relazioni umane e paesaggi che conservano ancora una forte connessione tra comunità e ambiente. Una scelta linguistica che riflette il percorso personale dell'autore, vissuto tra Italia, Inghilterra e Danimarca, ma che rappresenta anche un invito a guardare questi territori con uno sguardo aperto e internazionale.

Il titolo, La fatica non fa rumore, racchiude il nucleo dell'intero lavoro. La fatica di cui si parla non è soltanto quella fisica del lavoro manuale. È la fatica silenziosa di chi presidia un territorio fragile, di chi mantiene viva una tradizione senza trasformarla in folklore, di chi continua a investire tempo ed energie in attività che raramente ricevono il riconoscimento che meritano. Una fatica che spesso rimane invisibile e che proprio per questo rischia di essere dimenticata.
L'idea centrale del progetto è che il vero valore di un territorio non risieda esclusivamente nelle sue risorse naturali o economiche, ma nelle relazioni che si costruiscono tra le persone. Nel corso di oltre dieci anni di osservazione e documentazione, l'autore ha individuato una rete di legami spesso nascosti che collegano realtà agricole, artigianali e culturali apparentemente isolate. Queste connessioni costituiscono una vera e propria infrastruttura umana: un sistema di fiducia, collaborazione e sostegno reciproco che permette alle comunità locali di affrontare sfide sempre più complesse.
La ricerca ha evidenziato come molte delle eccellenze presenti sul territorio operino in condizioni di relativo isolamento. Ogni attività è chiamata a confrontarsi individualmente con problemi legati alla sostenibilità economica, alla transizione ambientale, allo spopolamento delle aree montane e ai cambiamenti sociali in atto. Tuttavia, quando queste realtà entrano in relazione tra loro, emerge una forza collettiva che supera la semplice somma delle singole esperienze. La collaborazione riduce gli attriti, genera fiducia e crea nuove opportunità di sviluppo.
Da questa intuizione nasce uno degli aspetti più originali del progetto: la volontà di non limitarsi alla documentazione fotografica, ma di utilizzare il racconto come strumento di mappatura e attivazione territoriale. La fotografia diventa così un mezzo per rendere visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo: le connessioni, le relazioni, il capitale umano e culturale che sostiene il territorio.

Anche la scelta della fotografia analogica assume un significato preciso. In un'epoca dominata dalla velocità delle immagini digitali, dalla produzione continua di contenuti e dall'immediatezza della comunicazione, lavorare su pellicola significa accettare tempi più lenti e processi più riflessivi. Ogni fotografia richiede preparazione, attenzione e attesa. Ogni scatto è una scelta consapevole. Questa dimensione di lentezza si armonizza perfettamente con i temi affrontati dal progetto e con il rispetto dovuto alle persone ritratte.
Le pagine del libro accompagnano il lettore attraverso le stagioni, mostrando come il rapporto tra uomo e territorio si trasformi nel corso dell'anno senza mai interrompersi. Inverno, primavera, estate e autunno diventano così non soltanto riferimenti temporali, ma modi diversi di osservare il lavoro, la cura e la continuità della vita nelle vallate alpine. Accanto a queste stagioni reali emerge anche una quinta stagione simbolica: quella che deve ancora arrivare, costruita dalle scelte che le comunità sapranno compiere oggi.

L’inverno è raccontato con le ceramiche di Piero Della Betta, le mozzarelle del Caseificio Valli Susa, il pane e gli ortaggi di montagna del Forno di Mocchie e con il Carnevale del Lajetto, riportato alla luce dalla “Associazione culturale Le Barbuire”.

La primavera con gli ortaggi dell’Azienda Agricola Renzo Oliva, le erbe officinali di La Calcina, le Highlanders dell’allevamento Morag Fold e il miele dell’Apicoltura Bellacomba.


L’estate di porta invece sulle strade di montagna e al Rifugio Levi Molinari, ci fa gustare il formaggio dell’Azienda Agricola Rocci ed assistere alle rappresentazioni teatrali del Bosco delle Meraviglie.

In autunno incontriamo poi i funghi di Sandro, giardiniere-boulajè, la pratica della caccia, la Falegnameria Arlaud ed i vini del Consorzio Val Susa Doc.
Il progetto ha inoltre dato vita a un percorso di presentazioni, incontri e collaborazioni che hanno coinvolto librerie, istituzioni culturali, musei e spazi indipendenti. In questo modo il libro è diventato un punto di partenza per creare dialogo e connessioni tra persone, territori e organizzazioni, confermando come la cultura possa essere uno strumento concreto di attivazione sociale.
In un tempo caratterizzato da crescente frammentazione e individualismo, La fatica non fa rumore suggerisce una prospettiva diversa: riconoscere l'importanza delle connessioni invisibili che tengono insieme le comunità e imparare a vedere la bellezza che si manifesta nei gesti quotidiani di chi continua, silenziosamente, a prendersi cura del mondo che lo circonda.
La fatica non fa rumore è un progetto di Infrastrutture Umane, patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino, dalle Unioni Montane Valle Susa e Alta Valle Susa, dai comuni di Avigliana e Condove e da Fai Valle Susa, Slow Food Piemonte e Valle Susa Tesori. Il libro La fatica non fa rumore è edito dalle Edizioni del Graffio di Borgone