Laboratorio Alte Valli - Cuore innovativo

20 lug 2026

Il gelso: introdotto per l'alimentazione dei bachi da seta è apprezzato per le sue gustose more

Laboratorio Alte Valli
Della pianta di gelso, orginaria dell'Asia ed ora diffusa anche in Africa e Nord America, in Italia esistono due specie: il gelso bianco (Morus alba) e il gelso nero (Morus nigra). Il primo, …
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06 lug 2026

I Marrons del Moncenisio: una storia lunga oltre dieci secoli

Franca Nemo
Valicare il Moncenisio fino al XIX secolo non è esente da pericoli. Nella breve estate alpina le difficoltà sono limitate alle disagevoli condizioni della mulattiera, in alcuni punti a strapiombo, …
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02 lug 2026

È disponibile la "Guida Free" 2026 della Valle di Susa

Laboratorio Alte Valli
Storia, natura, musei e gastronomia a portata di mano
È disponibile la "Guida Free" 2026 della Valle di Susa
23 giu 2026

La battaglia dell'Assietta in una cronaca del 1887

Rosanna Carnisio
La denominazione del luogo in cui si svolse la battaglia non può non incuriosire: Assietta infatti, italianizzazione di assiette (piatto) rispecchia la configurazione pianeggiante del terreno, pur …
07-18 Il mito dell'Assietta - Claudio Allais.jpg
18 giu 2026

"LA FATICA NON FA RUMORE": VIVERE E LAVORARE IN MONTAGNA

Laboratorio Alte Valli
Un viaggio nelle infrastrutture invisibili che tengono insieme un territorio e nella bellezza dei gesti quotidiani di chi continua, silenziosamente, a prendersi cura del mondo che lo circonda.
"LA FATICA NON FA RUMORE": VIVERE E LAVORARE IN MONTAGNA
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Un po' di Storia

Due leggende e un “furto”: la storia del "Trittico del Rocciamelone"

Il 1° settembre 1358 Bonifacio Rotario (Roero) da Asti compì la prima scalata documentata di una vetta alpina, collocando un prezioso ex voto, il famoso trittico in bronzo dorato, sulla cima del Rocciamelone, dentro un piccolo antro scavato nella roccia, oggi inglobato nel Rifugio Cappella, sotto la statua della Madonna. Un’impresa allora difficilissima, tentata una prima volta arrivando solo a 2854 metri. Qui stabilì un accampamento che gli consentì poi di salire in vetta. La località, in …
25 ago 2025
Guido Ostorero
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Una Pompei in Valle di Susa.jpg
Un po' di Storia

Quando l’archeologia “libera” andava alla ricerca della città di Rama

Il mitico insediamento preromano si riteneva localizzato in Valle di Susa, nella zona di Caprie o di Bruzolo. Ricerche archeologiche più aggiornate sono ora concordi nel collocare l'antica città in territorio francese, tra Embrun e Briancon
07 ago 2025
Laboratorio Alte Valli
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Cultura e Territorio

Condove, il comune delle 80 borgate e dei mille itinerari

Se è vero che “tutte le strade portano a Roma”, come afferma un noto adagio, è altrettanto incontestabile che Condove offra numerosi itinerari agli appassionati di montagna. Il Comune è il più grande della Bassa Valle di Susa: si estende infatti per 7.133 ettari, dei quali solo una minima parte, nemmeno il 7%, è rappresentata da territorio pianeggiante. Tutto il resto è abbarbicato alla montagna, compreso tra i due ampi valloni del Gravio a nord-ovest e del Sessi a nord-est, che Condove divide …
29 lug 2025
Norma Raimondo
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QUANDO IN PIEMONTE LE COPERTE DI LANA SI CHIAMAVANO "CATALOGNA"
Tradizioni

QUANDO IN PIEMONTE LE COPERTE DI LANA SI CHIAMAVANO "CATALOGNA"

Fino a qualche anno fa in Piemonte il termine “Catalogna” era il vocabolo normale usato per indicare una coperta di lana, così come lo era in Francia (“Castelogne”), e in Provenza (“Catalougno”). Ma perché le coperte si chiamavano così? Semplicemente perché in Catalognanel ‘600 nacquero le prime coperte di lana. Prima di allora, le persone cercavano di ripararsi a letto dai rigori invernali usando pellicce o trapunte imbottite di ovatta. A differenza di oggi, queste prime coperte erano …
28 lug 2025
Paolo Benevelli
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POPILLIA JAPONICA: UNA MINACCIA PER LE PIANTE CHE ARRIVA DAL GIAPPONE
Animali

POPILLIA JAPONICA: UNA MINACCIA PER LE PIANTE CHE ARRIVA DAL GIAPPONE

La Popillia japonica, comunemente nota come scarabeo giapponese, è una specie invasiva appartenente alla famiglia Scarabaeidae. In Giappone ed in Cina, dove i nemici naturali della specie tengono le popolazioni sotto controllo, questo coleottero non è responsabile di gravi infestazioni ma in Europa invece è considerato una delle principali minacce per l'agricoltura e gli ecosistemi. Gli adulti si nutrono infatti delle foglie, dei fiori e dei frutti di oltre 300 specie vegetali, tra cui alberi …
23 lug 2025
Enzo Gioberto
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Ricette

Pesche ed amaretti: la tradizionale ricetta dei "persi pien"

Succosa e zuccherina, la pesca è uno dei frutti estivi più amati. Ricca di carotenoidi, che il nostro corpo converte in vitamina A, è un vero e proprio toccasana per la vista e la pelle. Contiene antiossidanti che difendono l'organismo dall'aggressione dei radicali liberi e possiede anche un consistente apporto di vitamina C, che agevola l'assorbimento del ferro. Inoltre, ha virtù diuretiche e depurative ed è fonte di sali minerali (potassio e ferro) e vitamine. SCOPRI DI PIÙ: Il Bonèt, un …
21 lug 2025
Laboratorio Alte Valli
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Animali

La vipera, un incontro estivo che è meglio evitare

Incrociare una vipera sul proprio cammino durante un'escursione in montagna, non è certamente un incontro piacevole, anche se, specie nella stagione estiva, non è da escludere.  La vipera, serpente velenoso appartenente alla famiglia Viperidae, è un ofide caratterizzato dalla testa di forma triangolare ed a punta, ben distinta dal collo, mentre il corpo è tozzo, con la coda che si restringe bruscamente. Gli occhi della vipera hanno pupille verticali, molto simili a quelle dei gatti. Anche …
12 lug 2025
Laboratorio Alte Valli
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Alla scoperta del Cevrin di Coazze, il formaggio delle capre d'alpeggio
Enogastronomia

Alla scoperta del Cevrin di Coazze, il formaggio delle capre d'alpeggio

La riscoperta di una tradizione e di un gusto antico e pascoli certificati: ecco come nasce il capolavoro degli alpeggi di Forno
08 lug 2025
Elisa Bevilacqua
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Alpeggio balmafol.jpg
Un po' di Storia

8 luglio 1944. Poche munizioni, rotolano le pietre: è la vittoria partigiana di Balmafol

L'8 luglio 1944 la battaglia di Balmafol (nella foto di Silvano Gallino lo stato attuale dell'alpeggio) fu decisa dalle pietre. Fu infatti una scarica di macigni, spinti giù dai ripidi versanti, a permettere alla 28° brigata Walter Fontan di mettere in fuga il reparto fascista che intendeva annientare i partigiani dislocati sulla montagna bussolenese. Quel giorno le camicie nere (28° battaglione "M.M") volevano serrare i partigiani della montagna bussolenese con una manovra a tenaglia, salendo …
07 lug 2025
Enzo Gioberto
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